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Renzi: "Orgoglioso per quanto fatto dalle nostre strutture per salvare la vita a Fabrizio Pulvirenti"

Lo scrive il premier sulla sua prima eNews dell'anno. Diverse le iniziative elencate. Quasi un cronoprogramma: Jobs Act, riforme PA e costituzionale, E infine quello che definisce “pensierino della seraovvero il successore di Napolitano: "Prima di discutere del futuro un sommesso grazie va all'attuale Presidente della Repubblica".

07 GEN - “Prima enews del 2015 e di cuore buon anno a tutti!”. Inizia così il notiziario di Matteo Renzi che torna a scrivere dal suo sito dandone notizia dalla sua pagina officiale di Facebook. Il Presidente del Consiglio elenca una serie di iniziative per questo 2015 che dice “sarà un anno ricco di difficoltà, certo. Ma anche di tante, tantissime cose da fare”.
 
Senza però dimenticare quelle fatte e tra queste il premier ricorda con orgoglio la vicenda di Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency contagiato da Ebola. Scrive Renzi in proposito il senso di orgoglio per come le nostre strutture hanno salvato la vita a Fabrizio il medico di Emergency contagiato da Ebola in Africa ci ha accompagnato in queste vacanze di Natale. Fabrizio tornerà a fare il suo lavoro, salvando altre vite come a lui hanno fatto i suoi colleghi dello Spallanzani. A noi rimane la certezza che la sanità in Italia non è solo spreco e cattiva gestione - come talvolta ci vogliono far credere - ma anche strepitosa professionalità e qualità umane spesso fuori dal comune. Lo stesso orgoglio che ho provato quando la nostra marina ha salvato, ancora una volta, vite umane nel Mediterraneo. E che ho sentito durante il difficilissimo salvataggio del Norman Atlantic: dolore per gli 11 morti, ma anche grande ammirazione per la professionalità delle donne e uomini che hanno salvato oltre 400 vite. Da cittadino, prima che da premier, grazie!”.

 
Tra le cose da fare, la prima è il decreto che riguarda Taranto, il primo dell’anno. “Salvataggio di Ilva insieme al salvataggio dei tarantini e dei loro figli. Investimento industriale, pubblico, certo. Ma anche sanitario e culturale. è una sfida da far tremare i polsi. Ma rilanceremo Taranto salvando l'Ilva. Dopo anni di annunci e di occasioni sprecate abbiamo questa grande responsabilità e ce la prendiamo tutta, a viso aperto. Il 2015 dell'Italia parte da Taranto”

Poi la scuola perché “Il domani del nostro Paese dipende dalle scelte di oggi sul sistema educativo”.
Renzi fa anche il punto sul Jobs Act per dire che “fatti i primi decreti delegati affrontiamo il 2015 con le novità della legge di stabilità: chi quest'anno assume a tempo indeterminato non paga contributi per tre anni. Via l'Irap dal costo del lavoro. Più facile assumere, più flessibilità in uscita, ma anche più tutele per chi non ce la fa con lo Stato che si fa carico di accompagnare le persone licenziate: si prende cura, non abbandona a lunghe trafile burocratiche. E non saranno banali le novità che presto vedrete anche nel mondo INPS all'insegna della trasparenza, trasparenza, trasparenza!La Repubblica democratica è fondata sul lavoro: dedichiamo allora il 2015 a chi lotta per trovarlo”. 

 
Pubblica Amministrazione. “Non sarà la sfida più facile forse, ma per me – scrive il premier – è la più divertente, credetemi”.
 e poi aggiunge “Il disegno di legge delega all'attenzione del Senato contiene provvedimenti interessanti. Semplificazione, scommessa sul digitale, razionalizzazione forze dell'ordine, tempi certi di risposta delle amministrazioni, silenzio assenso, sulla conferenza dei servizi, sulle partecipate, sul pubblico impiego (premiamo quelli bravi, che ci sono, e stanghiamo i furbetti), camere di commercio, funzionamento del governo”. Ricordando che “questa battaglia decisiva dovrà essere giocata nel supremo interesse dei cittadini, senza paura delle resistenze di piccole e grandi lobby e del potere di rendita dei signori della burocrazia”.
 
“Un passaggio storico – è per Renzi quello che riguarda la Riforma Costituzionale –. Il Presidente Napolitano ha detto che il bicameralismo paritario è stato il più grande errore dell'Assemblea Costituente. La pensiamo come lui. E dopo 70 anni di tentativi andati a vuoto, questo Parlamento, in questa Legislatura, sta portando a casa una riforma seria e organica. Sta nascendo il Senato delle autonomie, si definiscono le funzioni delle Regioni riducendone costi e pretese ma chiarendone meglio le funzioni, si aboliscono gli enti inutili, si semplifica il procedimento legislativo. Da domani alla Camera, con tempi contingentati per finire entro gennaio la seconda lettura”.

 
Il presidente del Consiglio poi parla anche del Fisco. “La legge delega approvata dal Parlamento impone di rivoluzionare le tasse. Mai più un fisco che ha la faccia feroce coi cittadini che sbagliano una scadenza o che commina sanzioni enormi a Vip che poi trattano e pagano molto meno di quanto dovrebbero”. Il nuovo fisco sarà “semplice, chiaro, trasparente. Il contrario di come è costruito il sistema italiano.” Su questo punto Renzi ribadisce “mi sono dato come scadenza il 20 febbraio, giorno del consiglio dei ministri in cui porteremo tutti i decreti delegati pronti. In quel consiglio riporteremo anche il decreto già approvato il 24 dicembre”. E per tornare alle polemiche sul “caso Berlusconi” ricorda che il decreto è stato salutato dai giornali “positivamente per giorni, salvo poi cambiare idea quando qualcuno ha avanzato ipotesi che contenesse una norma salva Berlusconi (ipotesi tutta da dimostrare, peraltro). Per essere chiari: noi non facciamo norme ad personam, né contra personam. é una norma semplice che rispetta il principio di proporzionalità. E che si può naturalmente eliminare, circoscrivere, cambiare. Ma per evitare polemiche - sia per il Quirinale, che per le riforme - ho pensato più opportuno togliere di mezzo ogni discussione e inserire anche questo decreto nel pacchetto riforme fiscali del 20 febbraio”. E su questo conclude dicendo che “questa ossessione su Berlusconi sia da parte di chi lo ama, che da parte di chi lo odia non mi riguarda. A forza di pensare a lui, per anni si sono dimenticati degli italiani. Bene, noi cambiamo il fisco per gli italiani, non per Berlusconi. Senza fare sconti a nessuno, nemmeno a Berlusconi che sconterà la sua pena fino all'ultimo giorno”.
 
Dopo aver parlato anche di cultura “le domeniche gratuite sono state un successo straordinario”, di legge elettorale che dovrà essere “Semplice, chiara, immediata. Chi vince, vince. E governa, per cinque anni. Maggioranza chiara. Basta col ricatto dei partitini”, di Europa tornando a chiedere una “politica economica più legata agli investimenti”, ha fatto riferimento alle elezioni del prossimo Capo dello Stato. “Pensierino della sera: Il Presidente della Repubblica. Chi sarà? Cosa farà? Ma sarà politico o tecnico? Uomo o donna? Di maggioranza o di opposizione? Domande legittime che rimbalzano nelle stanze romane. Ormai è il passatempo preferito degli addetti ai lavori. Capisco e non commento. Posso però dire che se l'Italia ha attraversato indenne un momento molto delicato gran parte del merito va a Giorgio Napolitano. E che prima di discutere del futuro un sommesso grazie va all'attuale Presidente della Repubblica. Che si accinge a lasciare il Quirinale dopo nove anni di servizio alla Patria di cui tutti - nessuno escluso - dovrebbe essergli riconoscente”. 

07 gennaio 2015
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