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Nuovi Lea. Le Regioni: “Proposte condivisibili, ma resta il nodo delle risorse”

La proposta di Lorenzin piace agli assessori alla Sanità. Ma ci sono due cose da verificare: che i risparmi ipotizzati, grazie ai quali l'impatto sui servizi sanitari si limiterebbe a 415 milioni, siano effettivamente realizzabili e poi il problema più generale dei tagli della stabilità che rischiano di impattare negativamente anche sui nuovi Lea.

04 FEB - Il documento di revisione dei Lea presentato oggi dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin agli assessori regionali ha riscosso dei giudizi positivi da parte di quest’ultimi anche se la partita delle risorse è ancora tutta da giocare. Il Ministero della Salute ha predisposto una sua proposta che tra maggiori spese e risparmi dovrebbe comportare un costo aggiuntivo per la sanità di 415 milioni di euro (le prime indiscrezioni della settimana scorsa parlavano invece di 460 milioni). Ma il punto è che i tagli previsti dalla Stabilità rischiano di rendere la strada complicata.
 
“Secondo me sarà molto difficile poter erogare i nuovi Lea se non aumentando ulteriormente le tasse. In ogni caso, il documento presentatoci dal Ministero sui Lea è un buon documento e lo valuteremo la prossima settimana in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni”. È quanto ha affermato l’assessore alla Sanità del Veneto e coordinatore degli assessori alla sanità regionali, Luca Coletto al termine dell’incontro. “La revisione dei Lea va fatta – specifica - ed è scritto nel Patto. Ora le Regioni faranno la loro valutazione e poi ci sarà un nuovo incontro. Il Ministero ha messo sul piatto più di 400 milioni per la revisione dei Lea ma il problema non sono queste risorse, è il taglio dei 2 miliardi”. Per Coletto in ogni caso “con o senza la revisione dei Lea, se non ci saranno aumenti di tasse sarà difficile sopperire a questi 2 miliardi di tagli”. Proprio sui tagli della Stabilità Coletto ha specificato che “non è ancora stata definita la data per la conferenza Stato-Regioni per dare l’intesa sui tagli alla stabilità”.

 
Più cauto il l’assessore alla Sanità della Lombardia, Mario Mantovani: “Siamo d’accordo sulla revisione dei Lea e faremo un incontro tra le regioni e daremo risposta al ministro. I Lea devono essere rivisti e la soluzione economica la troveremo”.
 
“Il nostro atteggiamento non è negativo – ha dichiarato l’assessore alla sanità della Liguria, Claudio Montaldo – ma bisogna trovare gli strumenti di governo della spesa che ci consentano la revisione e su questo bisogna lavorare insieme al Governo”. In ogni caso i tempi per una completa revisione e attuazione sono ancora lunghi: “Ci vorranno almeno un paio d’anni” Montaldo ha parlato poi anche dei tagli della legge di Stabilità e ha ricordato come la proposta delle Regioni di rinunciare all’aumento di 2 mld del fondo sanitario 2015 “è inesorabile altrimenti le Regioni chiudono”. 
 
Per l'assessore toscano Luigi Marroni, l'impianto presentato oggi da Lorenzin funziona e ce lo ha riassunto così: "Da un lato si prevedono nuove prestazioni nei vari settori, dalle vaccinazioni, alle protesi e ausili e altre tecniche innovative di intervento con le relative stime di impatto economico sui servizi sanitari regionali. Dall'altro si prende giustamente atto del fatto che molte di queste cose sono già in realtà attive in molte Regioni con la conseguenza di una riduzione notevole dell'impatto. Infine si introducono azioni e metodologie per l'approrpiatezza che dovrebbero comportare ulteriori risparmi e un'ulteriore riduzione dell'impatto dei nuovi Lea".
 
Fin qui tutto bene ma, avverte Marroni, "al  momento non ci sono state fornite informazioni dettagliate su ogni intervento ipotizzato e inoltre dobbiamo aver modo di poter eseguire le verifiche in ogni regione in base a ciò che effettivamente già eroghiamo, per stimare un impatto reale dei nuovi Lea in ogni singola realtà". "Per questo abbiamo chieso al ministero di avere un documento dettagliato che ci consenta di effettuare le nostre analisi, dopodiché formuleremo il nostro parere". 
 
Su una cosa però  Regioni e Ministero sembrano essere d'accordo fin d'ora. "Da adesso in poi, ci ha detto Marroni, abbiamo convenuto con il Governo che i Lea diventeranno uno strumento molto più agile e dinamico soggetto a integrazioni e modifiche costanti, senza far passare anni da un aggiornamento all'altro per poter contare su un paniere sempre aggiornato e al passo coi bisogni di salute dei cittadini".

04 febbraio 2015
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