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Iss. Ricciardi: “Bilancio 2014 in pareggio”. Ma su precari soluzione ancora distante

Il commissario ha anticipato oggi nel corso di un convegno organizzato dalla Cgil che il percorso di risanamento è stato avviato. Ancora nubi per la stabilizzazione dei 500 precari. Permangono poi dubbi sul fatto che la riorganizzazione sia fatta dalla struttura commissariale come sembra difficile un incremento delle risorse. E poi il monito del Sindacato: “No a finanziamento ricerca pubblica con mercato”.

25 FEB - “Il prossimo mese di aprile firmeremo il bilancio 2014 che è in pareggio così come il bilancio preventivo per il 2015”. L’anticipazione l’ha fornita il commissario dell’Istituto superiore di sanità, Walter Gualtiero Ricciardi durante il convegno organizzato dalla Cgil ‘Salviamo la Salute con l'Istituto Superiore di Sanità’ in cui ha rimarcato come la fase dell’emergenza economica che ha portato al commissariamento dell’Ente è in fase di conclusione. Ma l’evento organizzato dal Sindacato è stato in realtà un’occasione per affrontare a tutto tondo le questioni calde che riguardano l’Istituto. A partire dalla questione dei più di 500 precari, passando per la riorganizzazione dell’Ente fino ad arrivare allo studio di nuove misure di finanziamento. Tutti temi caldi che però, ad oggi, ancora faticano a trovare una soluzione e indirizzi comuni tra tutti gli attori in gioco (Governo, Parlamento, commissario e lavoratori).
 
Ad aprire l’evento il coordinatore della Cgil per le politiche della Salute, Stefano Cecconi che ha rimarcato come l’Iss “è in uno stato di difficoltà e ha vissuto un periodo travagliato. Per questo l’Istituto dovrebbe avere stabilità e solidità per fronteggiare tutti gli impegni per cui viene chiamato in causa”. Cecconi però ha ricordato come il problema del precariato incide fortemente sul futuro e sul ruolo autonomo dell’Ente.

 
A seguire si sono succedute varie relazioni a cura dei lavoratori (precari e non) dell’Istituto che oltre a richiamare l’attenzione sulle attività svolte dall’Istituto in questi ultimi anni (tra le quali Hta, nanomedicina, sviluppo biobanche, cellule staminali, farmaco, qualità dell’ambiente, utilizzo sostanze chimiche, sicurezza alimentare, test genetici, medicina transnazionale, disease management e percorsi assistenziali, supporto ricerca ai processi decisionali, malattie rare, nuove epidemie, protezioni dalle radiazioni), hanno ribadito alcune questioni. In primis hanno denunciato il sotto finanziamento dell’Ente e poi il grave disagio occupazionale con una richiesta di stabilizzazione dei precari (il 71% dei precari lo è da più di 5 anni con una media di età di 42 anni). Infine i lavoratori hanno espresso forti dubbi sul fatto che la riorganizzazione (attraverso l’emanazione dei regolamenti come previsto dal nuovo statuto) venga effettuata  dalla struttura commissariale e senza la loro partecipazione attiva. Infine, i lavoratori hanno, con forza, rimarcato il loro no all’ingresso di finanziamenti privati che potrebbero limitare l’autonomia dell’Istituto di ricerca. “Le Istituzioni ci chiedono sempre di più ma danno sempre meno – ha affermato Marco De Angelis (Flc Ggil Iss) - . Dal Ministero non c’è stato un tentativo di rilanciare l’Iss e da quando sono coordinatore ho partecipato a tre ncontri al Ministero a tre in Parlamento e abbiamo avuto interlocuzioni con tutti. Ma il risultato è che l'Iss è commissariato e lo si sta riorganizzando con il commissariamento e senza il Cda. Le riforma funzionano se partecipano i lavoratori perché sanno dare consigli e suggerimenti” .
 
 
 
Presente al convegno anche la politica. Il primo a prendere la parola è stato il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo che ha ricordato di aver tentato di proporre la stabilizzazione dei precari ma di essersi al contempo scontrato con il “niet insuperabile del del Ministero dell’Economia”. Per quanto riguarda il commissariamento De Filippo ha evidenziato che non ci troviamo di fronte ad un commissariamento per liquidare l’Ente e che se attraverso una maggiore concertazione si riuscirà ad ottenere altri risultati (la riorganizzazione) non è negativo”.  Riguardo al futuro De Filippo ha detto che il “quadro è migliore del passato” però occorrerà “perimetrare meglio e di più le funzioni” dell’Iss come Hub della ricerca.
 
 
 
La deputata del Pd in commissione Affari sociali Margherita Miotto ha però ricordato come “il perdurare del commissariamento rischia di compromettere la necessaria solidità dell’Istituto superiore di sanità. Va ridiscusso il mandato dato al commissario perché rischiamo di non riuscire ad affrontare le criticità. Dobbiamo trovare gli strumenti su come per esempio rivedere la governance all’interno dell’attuazione dei regolamenti previsti dal nuovo Statuto”. Per la Miotto, che ha ricordato come sia quasi giunta al termine l’indagne della commissione sul riordino di Iss, Aifa e Agenas, bisogna quindi “consentire a questa gestione commissariale di definire il quadro complessivo della governance e occorre avere chiaro il problema risorse e affrontare a livello legislativo il problema dei precari”.
 
 
Per la senatrice Pd Nerina Dirindin l’Iss “non può fare ricerca con fondi privati, altrimenti perde la sua mission” e per questo ha chiesto “al commissario, al Governo e al Parlamento di salvaguardare il ruolo pubblico dell’Ente”. “I contratti col privato possono essere fatti – ha specificato – ma senza togliere nulla all’autonomia della ricerca. Le valutazioni dell’Iss devono essere indipendenti e tecniche”. Sui precari anche Dirindin ha ricordato di aver fatto dei tentativi ma “la situazione non è facile”.
 
 
 
A gettare ulteriori elementi di riflessione ci ha pensato poi il coordinatore di Cittadinanzattiva, Tonino Aceti che senza troppi giri di parole ha evidenziato come “c’è chiarezza sul ruolo di Aifa e Agenas mentre non è ancora chiaro il ruolo dell’Iss. Magari si sta già lavorando ma il disegno è ancora incerto. Leggendo poi il patto per la salute il ruolo dell’Iss è marginale”. Per Aceti, bisogna quindi partire da un’analisi dei bisogni. “Dalla ricerca indipendente alle nuove tecnologie, passando per l’analisi dell’appropriatezza fino ai dispositivi medici c’è bisogno dell’Iss”. E poi una domanda provocatoria finale: “Qual è rapporto iss con le Regioni?”.
 
 
A questo punto ha preso la parola il commissario dell’Iss Walter Gualtiero Ricciardi che ha subito evidenziato di essersi trovato “una situazione economica peggiore delle aspettative e che negli ultimi anni le attività di controllo pagate come il finanziamento è diminuito” ma come in ogni caso “l’Istituto è strategico per il paese”. Ricciardi, però ha evidenziato anche alcune criticità in tema di governance: “C’è frammentazione e con questo tipo di governance l’Istituto non si salverà e risolleverà. L’organizzazione, così com’è non è competitiva anche se il Governo stanziasse più risorse”.
 
Per questo Ricciardi ha espresso la volontà di proporre una nuova organizzazione ma che non  “sarà imposta dall’alto”. Sul tema dell’ingresso di fondi privati il commissario ha specificato come ad oggi per “il 96% l’Iss vive di contributi pubblici e ho dubbi che vista la crisi si troveranno altre risorse. Non ho preclusione sul pubblico-privato” ma è chiaro che la linea guida di un approccio del genere dev’essere “la trasparenza”.  Ricciardi ha poi anticipato che ad aprile verrà presentato il bilancio 2014 che è in pareggio e il preventivo 2015 in pareggio anch’esso”. Infine sui precari: “Abbiamo provato a stabilizzarli e non ci siamo riusciti, ma non desistiamo”.
 
A chiudere gli interventi il segretario nazionale Flc Cgil Francesco Sinopoli e il segretario confederale Cgil Vera Lamonica.
 
Per Sinopoli “serve una norma che stabilizzi i precari e che sblocchi un percorso di  reclutamento ciclico”. Inoltre ha ribadito la contrarietà del Sindacato “ad un finanziamento della ricerca pubblica con il mercato”. Infine ha espresso la preoccupazione sul fatto che la figura commissariale sia la più adeguata per mettere mano alla riorganizzazione dell’Ente.
 
“I precari – ha ribadito poi Lamonica - non sono un costo ma un patrimonio. Senza coinvolgimento del lavoro non si va da nessuna parte”. L’Iss “è uno dei presidi a garanzia del pubblico e dei cittadini e l’autonomia e la terzietà è una questione fondamentale. Contesto è difficile ma politica deve prendere decisioni e noi continueremo a star vicino alla vertenza dei lavoratori dell’Istituto”. 
 
 
Luciano Fassari

25 febbraio 2015
© Riproduzione riservata


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