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L’allarme di una preside romana: “Governo stravolge educazione dei figli con la teoria gender”. Faraone (Miur): “Affermazioni inaccettabili. La docente si informi meglio”

Domani a Roma sfileranno le associazioni cattoliche a difesa della famiglia tradizionale “contro l’ideologia gender”. Sotto attacco anche la presunta volontà di “destrutturare l’identità sessuale dei bambini a scuola”. E una lettera ai genitori di una preside romana fa scattare la replica del Governo.

19 GIU - Alla vigilia della manifestazione “Difendiamo i nostri figli contro ideologia gender” in programma domani a Roma, e promossa dal comitato “Difendiamo i nostri figli” sta facendo polemica una lettera inviata ai genitori degli alunni dell’Istituto comprensivo “G.Micheli” di Roma dalla dirigente scolastica Anna Maria Altieri dove si mettono in allerta i genitori sui rischi di un emendamento al ddl scuola che parlerebbe di educazione gender.
 
Secondo la dirigente scolastico con questo emendamento si annullerebbe la “complementarietà maschile e femminile, modificando le leggi sulla famiglia e intervenendo sull’educazione dei bambini nelle scuole”.
 
Nella stessa lettera la professoressa Altieri richiama poi a suo modo il documento dell’Oms Europa del 2010, dove sono state tracciate le linee guida per l’educazione sessuale nelle scuole, ma sposando la tesi secondo la quale l’Oms, di fatto, incentiverebbe la sessualità in età infantile.
 

 
Contro questa lettera, che sta facendo il giro del web e dei social, si è scatenato il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che annuncia un’inchiesta del Miur, smentisce l’esistenza di un “emendamento gender” al ddl scuola e sulla sua pagina facebook scrive: “La lettera mandata da una dirigente scolastica ai genitori degli studenti del suo istituto sull’introduzione della teoria del gender nelle scuole con il ddl‪#‎labuonascuola‬ è inaccettabile. Inaccettabile e, oltretutto, piena di inesattezze. Come Miur stiamo mandando degli ispettori perché questo atteggiamento non ci appartiene, è fuori dalla nostra cultura.
Nella lettera si parla di un emendamento “gender” del ddl #labuonascuola, votato a maggioranza alla Camera. La dirigente scolastica non deve essersi informata a dovere: non c’è alcun emendamento su nessuna teoria del gender. Il ddl in esame al Senato in questi giorni parla di educazione alla parità tra i sessi, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni. Non vedo come questo potrebbe danneggiare gli studenti, i docenti e le famiglie italiane. Sono cose che le scuola dovrebbe insegnare a prescindere, per sua natura, se vuole educare cittadini consapevoli. “Senza voler esprimere alcun giudizio”: la preside conclude così la lettera. Le informazioni parziali del testo, però, sembrerebbero tradire le sue “buone intenzioni”. Abbiamo chiesto alla dirigente di ritirare la lettera e andremo a verificare direttamente. Basta alle strumentalizzazioni, alle lotte ideologiche. La scuola deve essere un luogo laico e libero, in cui i ragazzi possano autodeterminarsi senza costrizioni
”.
 
Dalla lettura del testo del ddl di riforma approvato dalla camera ed ora all’esame del senato, in effetti, le parole del sottosegretario trovano conferma. L’emendamento di cui parla la professoressa Alberti non esiste nei termini da lei riportati. Esso è infatti il 2.2000 della relatrice del provvedimento in commissione istruzione della Camera che si limita a prevedere che “Il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche come previsto anche dall’articolo 5, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 199 in materia di Piano di azione straordinario contro la violenza”.

19 giugno 2015
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