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Ddl scuola. Dirindin: “Governo non ha tenuto conto delle nostre proposte sui disabili”

Secondo la senatrice, capogruppo PD in Commissione Sanità non è spiegabile il mancato inserimento nel maxiemendamento delle proposte in merito al diritto all'istruzione per i bambini disabili, nonostante il parere favorevole espresso in Commissione dai relatori e dal Governo stesso. E intanto Renzi incassa la fiducia sul ddl con 159 sì a fronte di 112 no.

25 GIU - "La scuola in passato è sempre stato un settore fin troppo bistrattato e quindi la scelta del Governo di porre questo tema come prioritario è assolutamente condivisibile, soprattutto sul punto che riguarda le assunzioni di tanti precari dopo anni di immobilismo. Complessivamente il provvedimento è molto migliorato ma mi restano molte amarezze". Lo afferma la senatrice del Pd Nerina Dirindin.
 
"Considero il ddl sulla buona scuola ancora inadeguato. Innanzitutto perpetua la tendenza a trascurare la qualità della produzione legislativa: continuiamo a produrre tante leggi e fatte abbastanza male. Non è una questione di estetica, ma di contenuti, perché le leggi fatte male producono cattivi effetti. Il provvedimento poi - continua Dirindin, che ha svolto oggi sul tema un intervento in Aula a titolo personale durante il dibattito sulla questione di fiducia (poi votata con 159 sì e 112 no) - è frutto di un metodo di lavoro che ha mostrato tutte le sue debolezze. Non è questione del numero degli incontri o del numero delle persone ascoltate, è una questione di risultato dell'ascolto. Infine il provvedimento presenta molte debolezze nei contenuti. Mi riferisco in particolare, ma non solo, ai temi seguiti dalla Commissione sanità. Abbiamo affrontato il diritto all'istruzione dei bambini con disabilità, proponendo modifiche migliorative che, nonostante fossero condivise da relatori e Governo, non siamo riusciti, per ragioni incomprensibili, a far entrare nel maxiemendamento. E' un modo di lavorare che mi auguro cambi, nell'interesse del Paese. Ciò nonostante, ho deciso di non far venire meno il mio voto di fiducia al Governo, anche perché in Senato non possiamo distinguere il voto di fiducia al Governo dal voto sul provvedimento. Auspico per il futuro più rispetto per i lavori del Senato – sottolinea Dirindin - e maggiore disponibilità a discutere fattivamente temi così importanti come il diritto degli studenti con disabilità all'educazione e all'istruzione.".

 
“La delega sul diritto all’istruzione dei bambini con disabilità avrebbe potuto essere molto più incisiva, meno incompleta e oscura. Innanzi tutto – ha detto Dirindin – il punto in cui si delega il Governo a definire i livelli essenziali delle prestazioni rischia di essere una vera e propria perdita di tempo: il Governo non ha bisogno di alcuna delega per lavorare al tema, basta che attivi una procedura. Al massimo si poteva precisare i metodi, i tempi e i criteri per dare attuazione all’articolo 117 della Costituzione”.
 
“In secondo luogo – sottolinea la senatrice capogruppo Pd in Commissione Sanità - preoccupa il riferimento, al punto sui percorsi volti ad individuare le abilità residue dei bambini, a specialisti che partecipano “a incontri informali”. Una grave caduta rispetto ai principi basilari della competenza e della trasparenza: come si può pensare di concertare i percorsi con specialisti così genericamente individuati? Quali rischi corriamo di fronte a problemi così gravi come quelli dei bambini con disabilità?”.
 
“In terzo luogo mancano alcuni principi di delega importanti – aggiunge ancora - che avevamo proposto e che, pur solidamente condivisi a parole, non sono stati accolti: la verifica della qualità dei corsi di specializzazione; la revisione della tempistica delle nomine dei docenti di sostegno a settembre; l’obbligo dei docenti di rendicontare a fine anno i risultati raggiunti; la formazione degli assistenti per l’autonomia e per la comunicazione e la previsione di un loro adeguato rapporto con il numero di bambini da seguire; gli strumenti per superare il contenzioso che complica la vita a genitori e bambini, ecc.”.
 
“Purtroppo c’è ancora molto da fare per migliorare la qualità dell’istruzione che garantiamo ai bambini con disabilità e bisogni educativi speciali. Per questo ho chiesto umilmente al Governo di fermarsi un attimo e approfondire meglio temi che non meritano di essere sottovalutati, e dico che prima o poi ci aspettiamo che il Governo metta tra le sue priorità anche il tema della tutela della salute, che è un po' troppo spesso dimenticato”.

25 giugno 2015
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