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Camera. De Filippo su Ospedale SS. Annunziata di Napoli e chiusura Punto nascite a Cefalù

L'ipotesi di riattribuzione dell'ospedale della SS. Annunziata alla Asl Na 1, non è prevista nella bozza di riordino ospedaliero. È ipotizzato, invece, un utilizzo da parte della Asl degli spazi disponibili di quella struttura. Il programma di riorganizzazione dei punti nascita in Sicilia prevede una deroga alla chiusura della struttura di Cefalù fino al 31 dicembre 2016 a causa dei difficili collegamenti con il territorio.

26 GIU - Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, nel pomeriggio di ieri è intervenuto in commissione Affari Sociali alla Camera per rispondere a due interrogazioni. La prima, presentata da Anna Maria Carloni (Pd), riguardava la garanzia dei Lea nella regione Campania a seguito del passaggio dell'ospedale S. Annunziata alla Asl Na 1 previsto dal nuovo piano ospedaliero. De Filippo ha ricordato che lo scorso 10 marzo è stato trasmesso al Ministero della salute il Decreto n. 27/2015 del Commissario ad Acta, con cui viene disposta l'annessione del Presidio Ospedaliero SS. Annunziata dell'Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon all'Asl Napoli 1 Centro, per le attività afferenti all'area materno-infantile, nelle more dell'adozione del nuovo provvedimento organico di disciplina della rete ospedaliera e della rete materno-infantile. "I Tavoli tecnici, nella riunione del 1o aprile 2015, si sono riservati di valutare detto provvedimento nell'ambito della disamina complessiva e di coerenza con la rete ospedaliera regionale", ha spiegato il sottosegretario. "Sulla questione - ha proseguito - la Prefettura di Napoli segnala che la struttura del Commissario ad Acta per il Piano di rientro ha fatto presente che l'ipotesi di riattribuzione dell'ospedale della SS. Annunziata alla Asl Na 1, non è prevista nella bozza di riordino ospedaliero. È ipotizzato, invece, un utilizzo da parte della Asl Na 1 degli spazi disponibili di quella struttura, ferma restando la sua annessione, quale polo materno-infantile, all'Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon".


Questa la risposta integrale di De Filippo: "Il decreto n. 49 del 27 settembre 2010 del Commissario ad Acta per la prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario nella Regione Campania, recante il riassetto della rete ospedaliera della Regione Campania, così come modificato e integrato dal DCA n. 50/2011, ha stabilito che, a far data dal 1o luglio 2011, il P.O. «S.S. Annunziata» della ASL NA 1 Centro fosse annesso con tutte le sue funzioni all'A.O. «Santobono-Pausilipon» di Napoli, al fine di costituire l'A.O. Unica Pediatrica della Regione Campania.
Complessivamente, nell'A.O. «Santobono-Annunziata» sono previsti: un Trauma center pediatrico, un Centro risvegli e cure palliative pediatrico e, nel dipartimento di nefrourologia, un centro di trapianto del rene; sono, inoltre, programmati posti letto di recupero e riabilitazione funzionale.
Nei citati Decreti è altresì indicato che l'A.O. Unica Pediatrica, pur insistendo sul territorio della Provincia di Napoli, è una struttura monospecialistica, che svolge un'attività potenzialmente rivolta ad un bacino di utenza regionale; pertanto, si dovrà provvedere alla riadozione dell'Atto Aziendale della A.O., che costituirà anche modifica al Piano Attuativo Aziendale, nonché alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale.
La dotazione di posti letto del P.O. «S.S. Annunziata» per l'anno 2014, è così articolata: 8 posti letto in Chirurgia Pediatrica; 28 in Ostetricia e Ginecologia; 36 in Pediatria; 4 in Recupero e Riabilitazione; 19 in Terapia Intensiva Neonatale, per un totale di 95 posti letto.
Dalla banca dati delle schede di dimissioni ospedaliere, per l'anno 2013, si evince che la stessa struttura ha erogato 2.642 ricoveri, di cui 1.545 per l'attività dedicata alla cura delle acuzie in regime ordinario.
In particolare, l'attività chirurgica viene erogata, per una quota pari al 96 per cento del totale, in regime di ricovero diurno, mentre il 63 per cento dell'attività medica viene erogata in regime di ricovero ordinario.
L'indice di occupazione dei posti letto, sempre nel medesimo anno 2013, è pari al 28 per cento, indicativo di un inefficiente utilizzo delle risorse.

Per ciò che concerne l'attività afferente all'area materno-infantile, non si rinvengono, nonostante i 28 posti letto dedicati alla branca specialistica di Ostetricia e Ginecologia, parti, né naturali né cesarei: tale dato trova conferma anche nella banca dati del Programma Nazionale di Valutazione degli Esiti (PNE).
Nel Programma Operativo 2013-2015, adottato da ultimo con DCA n. 108/2014, la Regione Campania ha espresso l'intenzione di voler dar seguito alle richieste dei Ministeri competenti relativamente alla ridefinizione dell'obiettivo del Programma relativo alla rete ospedaliera acuti e post acuti, mediante l'emanazione di un provvedimento volto alla riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, da sottoporre ai Ministeri affiancanti in via di preventiva approvazione.
In più occasioni, i Tavoli Tecnici hanno infatti sollecitato la ridefinizione della rete ospedaliera acuti e post acuti con individuazione analitica del numero dei posti letto suddivisi per struttura, disciplina, day hospital e ordinari, ed unità operative nel rispetto delle indicazioni degli standard nazionali e degli standard sulle unità complesse e semplici, approvate dal Comitato Lea il 26 marzo 2012.
Nel corso della riunione del 22 luglio 2014, Tavolo e Comitato hanno subordinato l'erogazione della metà delle spettanze residue relative all'anno 2011, tra l'altro, alla presentazione e valutazione positiva del provvedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete di emergenza-urgenza.
Lo schema relativo alla rete ospedaliera è stato trasmesso dalla Struttura Commissariale della Regione Campania in data 24 febbraio 2015.
In tale schema viene precisato che: «Una attenzione particolare è riservata all'unica Azienda Ospedaliero Pediatrica della Regione, Santobono Pausilipon, che svolge il ruolo di Pronto Soccorso Pediatrico di riferimento regionale. Le relative strutture Santobono e Pausilipon sono oggetto di valorizzazione con la previsione aggiuntiva rispetto all'esistente di un modulo di riabilitazione pediatrica con individuazione di posti letto di alta specialità riabilitativa pediatrica, di posti letto per la degenza di neuro-psichiatria infantile e di posti letto tecnici collegati al ruolo di hub nella rete della terapia del dolore. Le attività attualmente svolte nello stabilimento SS. Annunziata vengono concentrate nelle predette due strutture, con la conseguenza di riassegnare all'ASL Napoli 1 detto stabilimento a fini di riconversione in attività territoriale».

Nell'ambito della riunione di monitoraggio sullo stato di attuazione dei Programmi Operativi del 1o aprile 2015, i Tavoli Tecnici hanno rilevato alcune criticità in relazione allo schema di atto programmatorio in questione, per l'esame delle quali la Struttura Commissariale ha richiesto un incontro di affiancamento, tenutosi in data 6 maggio 2015.
Peraltro, preciso che nessuna delle osservazioni formulate nel corso di tali convegni hanno riguardato la struttura ospedaliera in argomento, contemplando la rete ospedaliera nella sua interezza.
In data 10 marzo 2015, è stato trasmesso al Ministero della salute il Decreto n. 27/2015 del Commissario ad Acta, con cui viene disposta l'annessione del Presidio Ospedaliero «SS. Annunziata» dell'Azienda Ospedaliera «Santobono Pausilipon» all'ASL Napoli 1 Centro, per le attività afferenti all'area materno-infantile, nelle more dell'adozione del nuovo provvedimento organico di disciplina della rete ospedaliera e della rete materno-infantile, ai sensi dell'intesa Stato-Regioni del 5 agosto 2014.
I Tavoli tecnici, nella riunione del 1o aprile 2015, si sono riservati di valutare detto provvedimento nell'ambito della disamina complessiva e di coerenza con la rete ospedaliera regionale.
Sulla questione, la Prefettura di Napoli segnala che la struttura del Commissario ad Acta per il Piano di rientro nella Regione Campania, ha fatto presente che l'ipotesi di riattribuzione dell'ospedale della «SS. Annunziata» alla ASL NA 1, non è prevista nella bozza di riordino ospedaliero.
È ipotizzato, invece, un utilizzo da parte della ASL NA 1 degli spazi disponibili di quella struttura, ferma restando la sua annessione, quale polo materno-infantile, all'Azienda Ospedaliera «Santobono-Pausilipon»".
 
E' stato poi il turno di Giulia Di Vita (M5S) e della sua interrogazione riguardante la chiusura del punto nascite presso il comune di Cefalù. De Filippo ha ricordato che la riorganizzazione della rete dei punti nascita prevede la chiusura di quelle strutture con un volume di attività inferiore a 500 parti/anno. "Il 23 aprile 2015 - ha dichiarato il sottosegretario - è pervenuta al Ministero della salute una nota, con la quale la Regione Siciliana richiede la deroga per i punti nascita di Cefalù e di Licata, 'a causa degli oggettivi, allo stato attuale, insuperabili disagi di viabilità che rendono difficili i collegamenti con il territorio e che potrebbero comportare inadeguatezza dell'assistenza sanitaria'". Per questo motivo il programma di riorganizzazione dei punti nascita prevede, per quanto attiene agli ospedali di Cefalù e Termini Imerese, la concessione di una deroga fino al 31 dicembre 2016: nel corso di questo periodo i due punti nascita verranno monitorati dalla Regione Siciliana per verificare l'andamento delle nascite.

Questa la risposta integrale di De Filippo: "La riorganizzazione della rete dei punti nascita nasce in seguito all'Accordo Stato-Regioni 16 dicembre 2010, recante «Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo».
Tale Accordo impegna tutte le Regioni, comprese quelle in Piano di rientro dal deficit sanitario, ad attuare 10 linee di azioni per la ridefinizione del percorso nascita.
La prima di tali linee (misure di politica sanitaria e di accreditamento) prevede la chiusura dei punti nascita con un volume di attività inferiore a 500 parti/anno, in quanto non in grado di garantire la sicurezza per la madre ed il neonato, prevedendo l'adozione di stringenti criteri per la riorganizzazione della rete assistenziale e fissando il numero di almeno 1000 parti/anno quale parametro a cui tendere.
L'Accordo, inoltre, identifica i livelli di complessità assistenziale delle UU.OO. di ostetricia/ginecologia e di neonatologia e terapia intensiva neonatale/pediatria, e definisce gli standard operativi, di sicurezza e tecnologici a cui le Regioni devono conformarsi nel percorso di ridefinizione dei punti nascita.
Detti standard sono richiamati nel decreto del Ministero della salute di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, del 2 aprile 2015, n. 70, contenente il «Regolamento recante definizione sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera», pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 4 giugno 2015.
Le linee di azione contenute nel citato Accordo, che fanno specifico riferimento ad un sistema di rete dei punti nascita del tipo «Hub» e «Spoke», vincolano, in tal senso, le Regioni ad attivare anche il sistema di trasporto assistito materno (STAM) e il sistema di trasporto in emergenza del neonato (STEN).
La costante azione di affiancamento alle Regioni operata dal Ministero della salute sulle tematiche della sicurezza del percorso nascita è attestata, tra l'altro, dal rinnovo, con decreto ministeriale del 19 dicembre 2014, del Comitato Percorso Nascita Nazionale, che supporta tutte le Regioni e Province Autonome nell'attuazione delle migliori soluzioni per la qualità e la sicurezza del percorso nascita ed assicura, nel contempo, un efficace coordinamento permanente tra le Istituzioni centrali e periferiche.
Segnalo che, a seguito del decesso di una neonata avvenuto durante il trasporto da Catania verso l'unità di terapia intensiva neonatale di Ragusa, verificatosi il 12 febbraio 2015, sono state impartite dal Ministero della salute stringenti prescrizioni alla Regione Siciliana, inerenti al completamento del previsto piano di riorganizzazione della rete dei punti nascita. Tali prescrizioni riguardano, tra l'altro, la chiusura/accorpamento dei punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/anno, il completamento dell'attivazione su tutto il territorio regionale di STAM/STEN, e, laddove la Regione volesse mantenere in attività punti nascita con numero di parti al di sotto dello standard minimo di 500/anno, la formulazione di una proposta sulla quale il Ministero della salute intende esprimere un parere preventivo vincolante.

Rispetto a tale proposta di deroga, il 13 marzo 2015 la Regione Siciliana ha inviato a questo Ministero una prima «proposta deroga mantenimento punti nascita per particolari condizioni oro geografiche», in cui viene chiesto di valutare la deroga per 9 punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti/anno: Mussomeli, Bronte, Nicosia, Mistretta, peraltro già chiuso nel 2012, Corleone, Lipari, Petralia, Pantelleria e la Casa di cura «I. Attardi» di Santo Stefano di Quisquina.
A tale nota, in cui non si menziona il punto nascita di Cefalù, ne ha fatto seguito una seconda, il 14 marzo 2015, nella quale la Regione, relazionando in merito alle azioni messe in atto conseguentemente alle prescrizioni impartite, ha dichiarato che sta procedendo alla disattivazione, entro il 30 aprile 2015, dei punti nascita pubblici di Licata, Cefalù, Paternò e della Casa di cura «Argento» di Catania.
Successivamente, in data 23 aprile 2015 è pervenuta al Ministero della salute una ulteriore nota, con la quale la Regione Siciliana richiede la deroga anche per i punti nascita di Cefalù e di Licata, «a causa degli oggettivi, allo stato attuale, insuperabili disagi di viabilità che rendono difficili i collegamenti con il territorio e che potrebbero comportare inadeguatezza dell'assistenza sanitaria».
Ecco perché ad oggi, il programma di riorganizzazione dei punti nascita prevede, per quanto attiene agli ospedali di Cefalù e Termini Imerese, la concessione di una deroga fino al 31 dicembre 2016: nel corso di tale periodo i due punti nascita verranno monitorati dalla Regione Siciliana per verificare l'andamento delle nascite.
Successivamente la Regione, sulla base dei volumi di attività, come anche dei volumi totali di attività dei due presidi ospedalieri, ne dovrà valutare il mantenimento in funzione, anche in base a quanto indicato dal citato decreto n. 70 del 2015.
Il suddetto decreto, peraltro, è stato recepito dalla Regione Siciliana con il decreto 14 gennaio 2015 «Riqualificazione e ri-funzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia»". 

26 giugno 2015
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