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Aids in carcere. Bando del ministero della Salute per nuovi progetti di prevenzione


I progetti dovranno essere inviati entro il 5 ottobre alla casella di posta elettronica certificata della Direzione generale della prevenzione sanitaria. Dovranno  attivare sperimentalmente alcune tra le 15 tipologie di azioniindicate nelle linee guida internazionali concordandole con le Direzioni degli istituti penitenziari competenti

03 SET - Parte il conto alla rovescia per presentare un progetto “Prevenzione dell’HIV in carcere: una ricerca-azione per costruire risposte efficaci relative alla riduzione del danno e dei rischi di trasmissione di Hivnella popolazione carceraria, in base alle Linee Guida Internazionali 2013”.
L’invito della Direzione generale della prevenzione sanitaria è stata pubblicata sul sito del ministero  della Salute. I progetti dovranno da realizzarsi in collaborazione tra Ministero della salute ed enti pubblici che operano nel settore sanitario, nelle materie proposte dalla Sezione del volontariato per la lotta contro l’AIDS del Comitato Tecnico Sanitario per l’anno 2015.
 
In diversi documenti italiani recenti e, nello specifico, nelle linee guida internazionali “HIV prevention, treatment and care in prisons and other closed settings: a comprehensive package of interventions" sono indicati gli interventi da intraprendere negli istituti penitenziari. Il progetto dovrà infatti attivare sperimentalmente alcune tra le 15 tipologie di azioni, indicate nelle linee guida internazionali, concordandole con le Direzioni degli istituti penitenziari competenti, in base alla tipologia di utenza ed alle problematiche locali emergenti.

 
Le proposte progettuali, la cui validità non dovrà essere inferiore ai 60 giorni, ed i relativi allegati, dovranno essere inviati entro le ore 18 del 5 ottobre esclusivamente alla casella di posta elettronica certificata della Direzione generale della prevenzione sanitaria: dgprev@postacert.sanita.it
 
Sono invitati a presentare progetti gli Enti del Ssn, le Università, gli Irccs; quest’ultimi, se non operanti sull’intero territorio nazionale, dovranno essere autorizzati a partecipare dalla regione competente per località di sede legale.
 
I progetti, della durata di mesi diciotto, dovranno avere sviluppo nazionale, assicurando lo svolgimento di attività riferite ai territori di almeno cinque regioni del Nord, del Centro e del Sud-isole.  Per questo dovranno essere coinvolte tre o più associazioni, radicate nel territorio, ma di cui almeno tre con presenza nelle tre aree geografiche citate ed in almeno cinque regioni.

03 settembre 2015
© Riproduzione riservata


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