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Manovra. Fucci (CRi): “Rischiamo di assistere ad un film già visto. Faccio mio l'appello dei Medici”

di Benedetto Fucci

Il timore, dopo le dichiarazioni del premier, è che si ripeta quanto già avvenuto: ovvero una corposa riduzione del fondo sanitario nazionale attraverso criteri puramente lineari. In questo contesto condivido fortemente e faccio mio l’appello della Fnomceo, della Fesmed e di altre sigle che richiamano il Governo a dire basta alla politica dei tagli lineari. 

17 SET - Il dibattito di questi giorni sulle risorse per la sanità e sulle prospettive che si possono aprire con la prossima Legge di stabilità è molto preoccupante perché richiama quanto già avvenuto, in più di un’occasione e sempre con esiti negativi, nell’anno e mezzo del Governo Renzi. Infatti il premier ha detto che in legge di stabilità, sulla sanità, "avremo le stesse cifre dell'anno scorso". Il timore è che si ripeta quanto già avvenuto sia con la passata legge di stabilità che poi con il Documento di economia e finanza e quindi il decreto legge sugli enti locali: ovvero una corposa riduzione del fondo sanitario nazionale attraverso criteri puramente lineari. Quei provvedimenti hanno ridimensionato la posta di bilancio prevista per la sanità di 2.352 milioni di euro, portando così la previsione programmatica a 109,7 miliardi per il 2015 e 113,1 miliardi per il 2016; previsto che il rapporto fra spesa sanitaria e PIL presenterà un profilo crescente solo a partire dal 2020 e si attesterà attorno al 7,6 per cento circa...nel decennio 2050-2060!
 

Rischiamo quindi di assistere ad un film già visto: Renzi fa alcune affermazioni e il Ministro Lorenzin si affretta a dire che le risorse del Fondo sanitario nazionale e gli obiettivi previsti nel Patto per la salute non possono essere rivisti al ribasso perché sarebbe insostenibile. Con i precedenti provvedimenti sappiamo come è invece andata a finire: mi auguro che ciò non accada di nuovo perché ancora una volta il Governo rischierebbe di fare scelte dannose e soprattutto incoerenti con gli obiettivi che esso proclama (appena l'altro ieri il sottosegretario De Filippo ha parlato di lavoro in corso per mantenere e perfino migliorare l'efficienza del SSN perseguendo equità, efficienza ed equilibrio tra servizi erogati e costi sostenuti).
 
In questo contesto condivido fortemente e faccio mio l’appello della Fnomceo, della Fesmed e di altre sigle che richiamano il Governo a dire basta alla politica dei tagli lineari. Renzi annuncia molte riforme in materia fiscale ma sulla sanità, che rappresenta un servizio essenziale per i cittadini avendo a che fare con la loro salute ed è una voce decisiva nel bilancio statale, non è ancora giunta una parola di chiarezza. Il che sarebbe invece necessario visti molti temi delicati che è necessario affrontare senza ulteriori ritardi: dai danni creati dalla frammentazione delle competenze tra Stato e Regioni insita nella riforma costituzionale del 2001 alla qualità e ai tempi della formazione dei medici; dal rischio clinico alla medicina difensiva; dall’ammodernamento della rete ospedaliera al potenziamento della medicina territoriale. Questi sono temi reali, concreti ma purtroppo lasciati in ombra da una politica di tagli i cui criteri sono davvero difficili da comprendere.
 
On. Benedetto Fucci (CRi)

17 settembre 2015
© Riproduzione riservata


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