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Decreto appropriatezza. Critico il Movimento 5 Stelle: “Una mannaia su salute dei cittadini. Ministero vago su sanzioni”

Dubbi anche del Movimento alla bozza di decreto. “ La limitazione delle prescrizioni inappropriate prevista dal Ministero della Salute è una mannaia sulla salute dei cittadini”. E poi evidenzia: “Il quadro fornito al momento dal Ministro Lorenzin , relativamente alle sanzioni e ai criteri di accertamento di eventuali infrazioni, è totalmente vago

23 SET - “La limitazione delle prescrizioni inappropriate prevista dal Ministero della Salute è una mannaia sulla salute dei cittadini. Inoltre non viene chiarito minimamente come saranno applicate le sanzioni ai medici prescrittori, nonché i criteri di accertamento dell’eventuale infrazione da parte dei pazienti. Intanto, con la scusa di razionalizzare, si decide che il cittadino dovrà pagare di tasca propria prestazioni fino ad oggi erogate dal Ssn. Questo è il risultato di tagli spregiudicati alla sanità, solo 2,3 miliardi quest'anno, che minano alla radice il diritto alla salute di ogni cittadino". È quanto affermano i parlamentari del MoVimento 5 Stele in commissione Affari Sociali di Camera e Senato.

“Il quadro fornito al momento dal Ministro Lorenzin, - sottolineano i parlamentari - relativamente alle sanzioni e ai criteri di accertamento di eventuali infrazioni, è totalmente vago. Non vorremmo che in questo contesto di incertezza il Ministero decidesse di lasciare il compito di istruire gli adeguati controlli alle Regioni, con il risultato di avere 21 modelli diversi nonché trattamenti difformi sul tutto il territorio nazionale. Inoltre facciamo rilevare come l’elenco delle prestazioni inappropriate presentate dal ministro Lorenzin non ha sostanzialmente tenuto in considerazione il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità. In particolare, il gruppo di lavoro sull’appropriatezza prescrittiva istituito dal CSS, istituito in fretta a causa dei tempi ristretti imposti dal Ministero, aveva presentato rilievi e proposte rispetto alle indicazioni di appropriatezza prescrittiva nei campi di genetica e odontoiatria”.

“Lo stesso CSS – conclude la nota - ha rilevato un’eccessiva restrizione della libertà prescrittiva del medico, con conseguente rischio di esclusione di alcuni tipi di accertamenti e l'impossibilità di accedere alle cure da parte dei cittadini. Da segnalare, infine, che nel campo dell’odontoiatria c'è il grave rischio di emarginare un'intera fascia, quella 0-14 anni, che presenta condizioni di vulnerabilità sociale”.

23 settembre 2015
© Riproduzione riservata


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