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Decreto appropriatezza. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Figlio di un inaccettabile disordine legislativo e dell'arroganza del Governo”

Così il senatore componente Commissione Sanità del Senato ha commentato il provvedimento. “Pensare di poter risolvere il problema dell’appropriatezza delle prestazioni in questo modo è puramente folle. Emiliano non resti a guardare e si faccia interprete profondo disagio in Conferenza Stato-Regioni”.

24 SET - “Lo avevo detto sin da subito che quel Dl Enti Locali - entro cui rientra questa proposta sulle prescrizioni mediche inappropriate - più che un decreto fosse una cloaca, che avrebbe contribuito ad affossare il sistema sanitario nazionale, tra l’altro impedendo sia alle Commissioni competenti che al Parlamento di esprimersi nel merito. Occorre interrogarsi sulla genesi di questa proposta inaccettabile e deleteria, una Babele che produrrebbe solo un poderoso aumento di contenziosi e favorirebbe lo smantellamento del sistema sanitario pubblico a discapito delle fasce più deboli della popolazione. Sistema che invece oggi necessita di essere potenziato attraverso una nuova governance". Così Luigi d'Ambrosio Lettieri (Cor), componente della commissione Igiene e Sanità del Senato, ha commentato il provvedimento sulle prescrizioni sull'appropriatezza prescrittiva.
 
"Ciò che accade oggi, con le giuste rimostranze dei medici, è figlio di un disordine legislativo inaccettabile, che sta trasformando l’intervento del legislatore in un atto punitivo nei riguardi di operatori, come i medici, già schiacciati tra il dovere dell’appropriatezza della prescrizione, il rischio di essere denunciati dal paziente e tagli al ssn che contribuiscono a rendere le modalità di lavoro assolutamente inadeguate - ha proseguito -. Pensare di poter risolvere il problema dell’appropriatezza delle prescrizioni e dell’aderenza terapeutica in questo modo, espropriando il medico della sua autonomia di giudizio clinico, inducendolo ad una posizione difensiva e costringendolo ad operare all’interno di una dinamica tutt’altro che serena, è puramente folle. Tanto più che tutto si giocherebbe anche sulla pelle dei cittadini che, pur pagando tasse salate, sentirebbero minato alla base il rapporto fiduciario con il medico cui si rivolgono, si ritroverebbero a vedere sensibilmente contratti i diritti alla salute e i livelli essenziali di assistenza e a dover pagare di tasca propria interventi altrimenti negati".


"Anche le Regioni dovrebbero ricordare, però, che i primi imputati per un sistema sanitario che spesso non funziona sono le politiche di riorganizzazione territoriale mancate o miopi, gli sprechi e la corruzione, agevolati anche da apparati burocratici pachidermici e una giungla di regole che entrano dalla porta della ottimizzazione delle risorse ed escono dalla finestra della discrezionalità. Sono certo che il senso di responsabilità dei medici innescherà ancora una volta un confronto sereno nel merito e mi auguro che il presidente Emiliano non resti a guardare e si faccia interprete di questo profondo disagio nella Conferenza Stato-Regioni”, ha concluso D'Ambrosio Lettieri.
 

24 settembre 2015
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