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Riforma Costituzione. Senato approva Ddl Boschi. Per la sanità più poteri allo Stato

di G.R.

Con 178 voti favorevoli e 17 contrari l'Assemblea ha approvato il provvedimento. Con il nuovo articolo 117 del titolo V si ampliano le competenze statali prevedendo l'esclusività della potestà legislativa dello Stato non solo nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni ma anche nelle "disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali". Il provvedimento torna ora in quarta lettura alla Camera.

13 OTT - Con 178 voti favorevoli, 17 contrari e 7 astensioni, supera anche la terza lettura del Senato il ddl Boschi recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della Costituzione. "Semplicemente una bellissima giornata. Per noi ma soprattutto per l'Italia. Grazie a chi ci ha sempre creduto. È proprio #lavoltabuona". Questo il 'cinguettio' che il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, affida alla sua pagina twitter subito dopo l'approvazione.
 
La principale novità del provvedimento, come noto, riguarda il passaggio dal bicameralismo perfetto ad un sistema parlamentare dove solo la Camera dei deputati potrà dare la fiducia al governo mentre il senato diventerà una camera autonomie locali. Per quanto poi riguarda la sanità, cambiano i rapporti di "forza" tra Stato e Regioni. Con il nuovo articolo 117 del titolo V, infatti, si ampliano le competenze statali prevedendo l'esclusività della potestà legislativa dello Stato non solo nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni ma anche nelle "disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali".
 
Presente nel testo anche una cosiddetta clausola di "supremazia", per la quale lo Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva qualora "lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale".

Infine, ricordiamo che con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 30 presentato da Francesco Russo (Pd), viene ampliata la possibilità di devolvere alle Regioni alcune potestà legislative esclusive dello Stato. In particolare la possibilità di devoluzione verrebbe allargata anche alla potestà legislativa “sulle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali”, contrariamente a quanto stabilito nel marzo scorso dalla Camera che aveva invece previsto che tale potestà fosse di esclusiva competenza, non delegabile, dello Stato, riformulando per questo la lettera m) dell’art. 117. 
 
Il ddl torna ora in quarta lettura alla Camera.
 
Giovanni Rodriquez

13 ottobre 2015
© Riproduzione riservata

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