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Stabilità. Sifo al Governo: “Si garantiscano contratti formazione anche a farmacisti ospedalieri”

Si prevedano anche per loro, come avviene per i medici, il pagamento dei contratto di formazione per il perioro della specializzazione. Questa la posizione della Società di farmacia ospedaliere che, tramite la presidente Laura Fabrizio spiega: "Siamo discriminati ingiustamente, è una disparità sociale e va sanata". Sul tema, nei giorni scorsi, è stato presentato un Ordine del giorno accolto dal Governo.

09 NOV - Investire sui farmacisti ospedalieri e garantire anche a loro, come avviene per i medici, il pagamento dei contratti di formazione per il periodo della specializzazione, mettendo così fine a un'ingiustizia che è prima di tutto sociale. A prendere posizione sull'annosa questione della specializzazione per le professioni di area sanitaria è Sifo, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie che chiede con forza al Governo di applicare la legge, di fatto già in vigore, e di riconoscere ai farmacisti ospedalieri i contratti di formazione a copertura del periodo della specializzazione.
 
Sul tema, nei giorni scorsi, i senatori Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR) e Andrea Mandelli (Fi), in sede di esame della legge di stabilità 2016, hanno presentato un ordine del giorno alla commissione Sanità del Senato (accolto) chiedendo l'equiparazione contrattuale degli specializzandi di area sanitaria a quella dei laureati in medicina, per rimediare ad una “sperequazione incomprensibile che deve trovare finalmente una soluzione”. L'intervento di Mandelli e D'Ambrosio Lettieri arriva alla luce del fatto che nella legge di stabilità si parla di fondi stanziati, ma si menziona solo la formazione specialistica dei medici. La battaglia, però, non è certo nuova, e ha visto schierarsi compattamente negli ultimi tempi Sifo, Sinafo (Sindacato nazionale farmacisti dirigenti del Servizio sanitario nazionale), Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani) e l'Università. 

 
“Come Sifo plaudiamo all'iniziativa di Mandelli e D'Ambrosio Lettieri, confidando che darà finalmente i risultati che vogliamo - afferma Laura Fabrizio, presidente della Sifo -. La situazione è di una gravità e di un'ingiustizia sociale enorme ed unica in Europa. Siamo dirigenti che rappresentano una risorsa per il Servizio Sanitario Nazionale, perchè dove c'è la professionalità del farmacista, è ormai provato da studi rigorosi, c'è risparmio, appropriatezza e sicurezza per i pazienti. Eppure contrariamente ai medici, su di noi non c'è nessun investimento per il futuro della professione”.
 
A supporto della battaglia di Sifo c'è in primis la legge 401 del 2000, che già 15 anni fa, all'articolo 8, parlava chiaramente di un percorso di formazione per i farmacisti uguale a quello previsto per i medici. Si parlava infatti di una ricognizione triennale per individuare sia il numero di laureati iscrivibili alle scuole di specializzazione, sia di una successiva “ripartizione annuale delle borse di studio nell'ambito delle risorse già previste”. E questo, oltre che per i farmacisti, includeva odontoiatri, biologi, chimici, fisici e psicologi. A questo punto fermo si è poi aggiunto, ricorda la stessa Sifo, il decreto interministeriale 68 del 4 febbraio 2015, che ha riclassificato le scuole di specializzazione di area sanitaria restringendo di fatto il campo ad alcune professioni. Ecco perchè la presidente Fabrizio, non esita a parlare di “ingiustizia sociale”.
 
Il percorso di studio del farmacista, spiega ancora Fabrizio, “si sta spostando sempre più verso il clinico, ma se mancano i contratti di specializzazione le Università continueranno a non indire i bandi, e tutto resterà bloccato, sospendendo così nel prossimo futuro il fisiologico turnover calcolato in circa 150 farmacisti per anno”. Per Fabrizio, mai come ora è necessaria una svolta: “Si stanno creando situazioni gravi e poco etiche. Su questo tema c'è poca lungimiranza: è un fatto di enorme gravità e va sanato, confidiamo nelle Istituzioni”.
 
Proprio l'assenza dei contratti di formazione, infatti, è uno dei motivi all'origine del blocco pressochè totale delle scuole di specializzazione di area sanitaria, ferme da oltre due anni. E su questo stop forzato, ne è certa Fabrizio, "pesa non poco lo spauracchio delle cause, che potrebbero arrivare a pioggia proprio come è accaduto per i medici negli anni scorsi, che alla fine si sono visti riconoscere il pagamento del lavoro svolto negli anni della specialità". Ad oggi, in Italia, solo qualche scuola isolata, in autonomia, ha avviato il bando, dopo aver reperito in proprio le borse di studio su cui contare. La stragrande maggioranza, però, è ferma dal 2013. E da allora, di fatto, "si è reso impossibile accedere alla scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera".

09 novembre 2015
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