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Equiparazione contrattuale specializzandi. Farmacisti ospedalieri: “Commissione sanità risolva divario inaccettabile”

Così in una nota il rappresentante nazionale degli specializzandi in Farmacia ospedaliera, Roberto Langella, dopo l'approvazione da parte del Goveno di un Ordine del giorno sul tema. "Crediamo sia la volta buona perché è già tutto previsto dalla legge, fin dal 2000, e mancano 'solo' gli stanziamenti. Facciamo appello a tutta la Commissione e a tutte le forze politiche".

10 NOV - "Tanti doveri e pochi diritti per noi specializzandi senza contratti di formazione. Noi specializzandi in Farmacia Ospedaliera, al pari dei colleghi medici, abbiamo l’obbligo di possedere un titolo di specializzazione per accedere ai ruoli dirigenziali del Servizio sanitario nazionale, ma fino ad ora non sono mai state trovate le risorse per finanziare la nostra formazione. Le tasse universitarie ed i contributi previdenziali obbligatori da corrispondere all’Enpaf gravano interamente sulle nostre spalle ed ogni collega dovrà farsi carico per quattro anni di tutti i costi del proprio percorso di formazione, sacrificando risorse ed opportunità di lavoro". Così in una nota il rappresentante nazionale degli specializzandi in Farmacia ospedaliera, Roberto Langella, interviene a pochi giorni dall'approvazione da parte del Governo di un ordine del giorno presentato dai senatori Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR) e Andrea Mandelli (Fi), che propone l'equiparazione contrattuale per tutti gli specializzandi di area sanitaria.
 
"La specializzazione è un impegno full-time, a titolo gratuito, per cui non è prevista alcuna copertura previdenziale e nessun diritto alla maternità e alla malattia. Diversamente dai nostri colleghi medici, siamo costretti a fare sacrifici enormi per riuscire a sostenerci e concludere il percorso di studi, cercando lavori durante gli orari notturni o nei giorni festivi (gli unici conciliabili con il tirocinio). L’importanza della formazione professionale non può prescindere dal diritto ad avere, nel contempo, una vita dignitosa. Per questo - prosegue Langella - accogliamo con favore la notizia di un ordine del giorno che fa ben sperare per la nostra categoria. Crediamo che sia la volta buona perché è già tutto previsto dalla legge, fin dal 2000, e mancano 'solo' gli stanziamenti. Facciamo appello a tutta la Commissione e a tutte le forze politiche perché venga risolto questo divario inaccettabile: al pari dei colleghi medici prestiamo servizio a tempo pieno per il Ssn svolgendo attività assistenziali strategiche. Una per tutte la distribuzione diretta (da sola ripaga ampiamente i contratti di formazione per ciascuno specializzando), ma anche la galenica clinica, i controlli di appropriatezza e numerose attività di data entry, fondamentali per l’analisi dei dati assistenziali ed economici". 

 
"Per il Ssn noi siamo un investimento, non un onere. I nostri colleghi europei già da anni dispongono dei contratti di formazione al pari dei medici. Speriamo - conclude la nota - che questa insensata discriminazione finisca al più presto, prevedendo le risorse fin dal prossimo patto di stabilità. Siamo stampella e ruota di scorta in uno scenario di turn-over bloccati e carichi di lavoro insostenibili, ma stiamo rapidamente venendo meno perché, da ben due anni, i bandi d’accesso alle scuole di specializzazione sono diventati una rarità. Ci sarà finalmente un cambiamento per questa situazione inaccettabile? Sarà la volta buona?". 

10 novembre 2015
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