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I commenti alla stabilità/5. Nicchi (Sel): “Rappresenta un’occasione persa per garantire il diritto alla salute e una nuova certezza per la sua privatizzazione”

Si poteva e si doveva investire sul sistema sanitario pubblico a partire dal suo capitale umano e invece si è perseguita e suggellata la linea del suo impoverimento: definanziamento del Fondo – prima 2,4 miliardi ora altri tre miliardi in meno rispetto alle previsioni, e gioco dello scaricabarile sulle Regioni riguardo alle assunzioni indispensabili, ma autorizzate solo dopo eventuali e futuri risaprmi ottenibili con tagli di prestazioni certi.

02 GEN - La Legge di Stabilità approvata rappresenta un'occasione persa per garantire il diritto alla salute e una nuova ceretezza per la sua privatizzazione.
Si poteva e si doveva investire sul sistema sanitario pubblico a partire dal suo capitale umano come ci impone l'Europa con la direttiva sul giusto orario e come consiglierebbe la lungimiranza di considerare la salute anche linfa per lo sviluppo economico e per il buon lavoro. Invece si è perseguita e suggellata la linea del suo impoverimento: definanziamento del Fondo – prima 2,4 miliardi ora altri tre miliardi in meno rispetto alle previsioni, e gioco dello scaricabarile sulle Regioni riguardo alle assunzioni indispensabili, ma autorizzate solo dopo eventuali e futuri risaprmi ottenibili con tagli di prestazioni certi.
 
Un nostro emendamento respinto pregiudizialmente prevedeva nuove assunzioni
con coperture tratte dalla riduzione di detrazioni fiscali per banche e assicurazioni. E' chiara come il sole lo scambio perseguito tra meno tasse senza distinzione tra quelle sulla proprietà di case di prestigio e yacht e riduzione di risorse per visite, esami, farmaci, cure. E' un danno incalcolabile.

 
Si lega sempre di più il diritto alla salute al censo e dunque si accentuano inaccettabili diseguaglianze di salute. Non sono mancati, in questa legge di stabilità, favori corporativi che sottraggono ulteriori risorse dal Sistema Pubblico. Un esempio è la concessione agli IRCCS - senza distinzione tra pubblici e privati - di una regolazione della compensazione a piè di lista della mobilità sanitaria che vanifica la programmazione e gli accordi tra Regioni.
 
Quando le Regioni si sottrarranno a queste mannaie? 
 
On. Marisa Nicchi
Commissione Affari Sociali
Sinistra Ecologia e Libertà

02 gennaio 2016
© Riproduzione riservata


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