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Bisturi che non tagliano. De Filippo risponde a interrogazione: “Norme in vigore e nuove misure della Stabilità non prevedono priorità del prezzo sulla qualità”

Il sottosegretario alla Salute ha risposto oggi all’interrogazione dei parlamentari Cinque Stelle in Commissioni Affari Sociali dopo la denuncia dei chirurghi ospedalieri sulla presenza ormai diffusa di bisturi di scarsa qualità.

28 GEN - Ecco la risposta integrale del sottosegretario De Filippo all’interrogazione di Marialucia Lorefice e altri del M5S.
 
“Mi sembra doveroso, in via preliminare, precisare che la legge di stabilità per 2016 ed, in particolare, le norme ivi introdotte in materia di aggregazione degli acquisti di beni e servizi da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale attraverso l’utilizzo, in via esclusiva, delle centrali regionali di committenza di riferimento, ovvero della Consip S.p.A., non fa alcun riferimento alla priorità del prezzo rispetto alla qualità.
 
Peraltro, nemmeno le vigenti norme sulla rinegoziazione dei contratti dei beni e servizi vanno in questa direzione. L’intento del legislatore in materia di razionalizzazione della spesa dei beni e servizi deve essere interpretato nel senso di efficientare le procedure di acquisto e di uniformare i prezzi dei beni e servizi tra di loro comparabili.
 
In questa direzione, il decreto-legge n. 78/2015, convertito con modificazioni nella legge n. 125/2015, nel confermare quanto già previsto dal d.l. n. 95/2012, introduce ulteriori misure di razionalizzazione della spesa sostenuta dagli enti del Servizio sanitario nazionale, al fine di rispettare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, prevedendo tra l’altro che:

a) nelle more dell’individuazione dei prezzi di riferimento da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione, il Ministero della Salute metta a disposizione delle Regioni i prezzi unitari dei dispositivi medici presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario;
 
b) le aziende fornitrici di dispositivi medici trasmettano al Ministero dell’Economia e delle Finanze le fatture elettroniche emesse. Le informazioni così rilevate con riferimento alle fatture elettroniche dei dispositivi medici (distinti con il codice di repertorio), acquistati dagli enti  del Servizio sanitario nazionale, sono trasmesse mensilmente al Ministero della Salute;
 
c) presso il Ministero della Salute sia istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, l’Osservatorio nazionale sui prezzi dei dispositivi medici allo scopo di supportare e monitorare le stazioni appaltanti e verificare la coerenza dei prezzi a base d’asta rispetto ai prezzi di riferimento definiti dall’Autorità nazionale anticorruzione o ai prezzi unitari disponibili nel flusso consumi del Nuovo sistema informativo sanitario.
 
Concludo rassicurando gli Onorevoli interroganti,  fatte salve le valutazioni che sopra ho reso -  riferite all’impianto normativo vigente – che il Ministero della salute è particolarmente attento e sensibile alla questione in esame, e ritiene necessario avviare  ogni consentita iniziativa per garantire che i fatti denunciati dai recenti articoli di stampa non si ripetano ancora in futuro.
 
Al riguardo, preciso che per i dispositivi medici viene verificata la rispondenza ai requisiti di sicurezza da parte del fabbricante unitamente agli Organismi preposti alla certificazione, ai fini di attestarne le caratteristiche e che siano realizzati per essere “sicuri ed efficaci”.
 
Nell’ambito delle valutazioni rientra anche l’analisi dei rischi del prodotto e la verifica sulle caratteristiche dei materiali utilizzati. Per quanto riguarda l'attività di controllo, le competenti autorità italiane effettuano verifiche di sorveglianza del mercato e dell'attività degli Organismi di certificazione italiani.
 
Inoltre, a seguito delle segnalazioni di incidenti, vengono anche attivate verifiche puntuali sull'accaduto e sulle azioni da intraprendere, allo scopo e, ove ritenuto opportuno, coinvolgendo anche il nucleo dei NAS”.

28 gennaio 2016
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