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Responsabilità professionale. “Grande vittoria per tutta la sanità. I pazienti saranno ancora più tutelati”. Intervista a Vito Trojano

Per il presidente dei ginecologi dell'Aogoi, "Non solo vengono previsti meccanismi ad hoc per la loro tutela come l'istituzione di un fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, ma potranno anche essere più efficacemente curati da professionisti liberi di poter agire con più serenità nel loro interesse senza il timore di incappare in possibli beghe legali"

01 FEB - "Una grande vittoria per la sanità italiana che fa finalmente un passo avanti avvicinandosi agli altri Paesi europei". Così il presidente dell'Aogoi, Vito Trojano commenta con toni entusiastici a Quotidiano Sanità l'approvazione in prima lettura alla Camera del ddl Gelli sulla responsabilità professionale. Una legge definita di "qualità" che permetterà di offrire maggiori tutele per i cittadini e più garanzie ai professionisti sanitari che potranno svolgere il loro lavoro "con maggiore serenità e senza il timore di possibili beghe legali".

Dottor Trojano, che ne pensa di quest’approvazione da parte della Camera del ddl Gelli in materia di responsabilità professionale?
E’ una grande vittoria per tutti. La sanità italiana fa un importante passo in avanti e si avvicina agli standard già presenti da anni negli altri Paesi europei. Solo Italia, Brasile e Polonia contemplavano una responsabilità di tipo penale per l’atto medico. Tengo a sottolineare che non si tratta affatto della difesa di una lobby. In questo modo si vuole solo mettere in sicurezza la professionalità dei medici. Come fatto vedere nei giorni scorsi in un servizio mandato in onda durante la trasmissione televisiva Le Iene, negli ospedali italiani vi è un timore diffuso di possibili beghe legali a danno dei medici. Accade così che non di rado vengono evitati interventi giudicati troppo rischiosi facendo ricorso magari ad altro genere di terapie meno efficaci, tutto ciò a scapito degli interessi degli stessi pazienti. Si tratta di una realtà diffusissima che, negli anni, ha comportato anche un altro fenomeno: molti chirurghi italiani per poter lavorare e fare chirurgia avanzata hanno scelto di lasciare il Paese e andare all’estero.

 
Pensa che queste problematiche possano trovare soluzione nel testo della proposta di legge che approderà ora al Senato?
Credo assolutamente di sì. Ponendo in capo ai medici una responsabilità di tipo extracontrattuale fa sì che questi professionisti smettano di essere un ‘bancomat’ per alcuni avvocati e pazienti, arrivando a pagare anche per cose non dovute. Ricordiamo che in Italia il 98,8% delle denunce penali a carico dei medici si risolvono con assoluzioni e archiviazioni. Questo significa trascinare avanti per anni oltre 30mila processi inutili con un aggravio non dovuto per la professionalità e la carriera del sanitario che, a fronte di questa situazione, sempre più spesso si rifugia nella medicina difensiva.
 
Proprio la responsabilità extracontrattuale e, quindi, l’inversione dell’onere della prova che spetterebbe al cittadino è stata duramente contestata da diverse associazioni di pazienti. Cosa risponde loro?
Evidentemente c’è chi la legge non è in grado di leggerla non suo complesso. Le norme in essa contenute mettono in sicurezza la sanità e pongono i medici nelle condizioni di poter operare al massimo della loro professionalità. Si tratta di una legge di grande qualità che, grazie alle misure sugli audit, ci permetterà di migliorare ulteriormente anche l’organizzazione delle strutture sanitarie. Questa legge interviene in favore dei cittadini. Non solo per la presenza di meccanismi ad hoc previsti per la loro tutela come l'istituzione di un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, ma anche perché potranno essere più efficacemente curati da operatori con una formazione professionale di altissimo livello liberi di poter agire con maggiore serenità per offrire le migliori prestazioni possibili. Vogliamo che i nostri medici possano essere messi nelle condizioni di poter fornire il massimo dell’assistenza e della salute o devono continuare ad essere utilizzati come ‘bancomat’ da alcune categorie di avvocati e pazienti in cerca di rimborsi facili? A tal proposito, mi lasci sottolineare una cosa: noi come Società scientifica continueremo a portare davanti alle sedi giudiziarie competenti, come stiamo tutt'oggi continuando a fare, chi, per criticare questa legge, farà ricorso a gravi espressioni ingannevoli e diffamatorie, che ledono l’onore e il decoro dei professionisti e gettano discredito sul nostro Servizio sanitario nazionale.

Passando al tema delle assicurazioni, altra problematica denunciata a più riprese dall’Aogoi in questi anni, pensa che con questa legge si riuscirà a porre un freno al costo delle polizze?
Credo assolutamente di sì. Chi lavora presso gli Enti del Ssn sarà obbligato ad assicurarsi solo per l’azione di rivalsa. Siamo i primi a riconoscere la correttezza di questo meccanismo della rivalsa quando riconosciuta la colpa medica grave. In questo casi è più che giusto che il professionista paghi. Dovendosi assicurare solo per l’azione di rivalsa, però, i prezzi delle polizze dovrebbero scendere a tutto vantaggio soprattutto dei più giovani costretti fino ad oggi a pagare, per assicurarsi, prezzi che spesso superavano quanto guadagnato con il loro lavoro. In questo modo potremmo mantenere qui in Italia i giovani medici più promettenti, quelli che sempre più si rivolgono all’estero per poter trovare condizioni lavorative migliori rispetto a quelle che hanno qui da noi.
 
Giovanni Ropdriquez

01 febbraio 2016
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