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Rapporto Cittadinanzattiva. D'Ambrosio Lettieri (CoR): “Emerge responsabilità Governo e inadeguatezza Regioni”


Così il componente della commissione Sanità del Senato commenta i dati emersi dal Rapporto dell'Osservatorio Civico sul federalismo in sanità. "La Puglia non fa eccezione. Anzi è maglia nera su prevenzione e Lea. Emiliano esca da scaricabaile e dica quali sono i servizi alternativi agli ospedali chiusi".

24 FEB - “Le prestazioni sanitarie dovrebbero essere caratterizzate da sei aggettivi: necessarie, appropriate, efficaci, efficienti, economiche ed etiche. Aggettivi che, proprio alla luce dei dati che emergono dal Rapporto 2015 dell’Osservatorio Civico sul federalismo in sanità, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, devono riconnettersi con un servizio sanitario, a livello nazionale e, quindi, regionale, che sventola la bandiera dell'universalità, equità e solidarietà, ma, di fatto, promuove disparità e inefficienze. Dal rapporto emerge incontrovertibilmente che l’applicazione, ancorché parziale, dei principi del federalismo in sanità, ha generato delle gravissime criticità, a cominciare da profonde disomogeneità su costo ticket, liste d’attesa, prevenzione e assistenza. La differenza, per esempio, dell’accesso ai farmaci, soprattutto innovativi, da regione a regione è addirittura imbarazzante. Come sul fronte della prevenzione, dei livelli di assistenza, delle tasse e del ricorso al privato per via di liste d’attesa intollerabili. Il fatto che più di 4milioni di cittadini rinunciano alle cure per motivi economici o per tempi di attesa troppo lunghi, e che questo avviene in alcune parti d’Italia più che in altre, è inaccettabile. Insomma, il federalismo doveva essere lo strumento per consentire alle Regioni di rispondere con maggiore realismo, celerità ed efficienza alle esigenze dei cittadini, invece si è trasformato in un grimaldello per aprire il pozzo delle iniquità e inefficienze". È quanto dichiara in una nota il componente della commissione Sanità del Senato, Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR).

"Neanche a dirlo, in questa mappa a macchia di leopardo, il Sud è il più penalizzato e la Puglia – che, dopo oltre dieci anni di immobilismo, è oggi alle prese con un piano di riorganizzazione ospedaliero fatto in tutta fretta senza il necessario riscontro oggettivo del fabbisogno e la contestuale realizzazione di servizi territoriali che facciano da contraltare alle strutture che vengono chiuse – è una delle stelle che brilla di più nel firmamento delle inadempienze. Infatti, tra le otto regioni inadempienti sul piano della prevenzione e il rispetto dei Lea (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia), spicca proprio la Puglia che fa pure un balzo all’indietro notevole (-15%), seguita da Sicilia, Calabria e Campania. Nel Sud, e in particolare in Puglia e Campania, i cittadini ricorrono più di frequente agli specialisti privati per aggirare il problema dei tempi troppo lunghi nel pubblico, come ci dice l’indagine Censis 2015. Siamo al di sopra della media dei Paesi Ocse - prosegue D'Amborsio Lettieri -. Far quadrare i conti, poi, da obbligo etico è diventato diffusamente il mezzo su cui viaggia il mancato rispetto della qualità e della tutela dei diritti e della salute del cittadino/paziente. Spesso, infatti, è anche la cattiva qualità a determinare aggravi di spesa di non poco conto. E paradossalmente, laddove il cittadino sborsa di più, per via dell’aumento della spesa privata per le prestazioni e della tassazione, come in Puglia, i livelli essenziali sono meno garantiti che altrove".
 
"Non possiamo dimenticare che solo poche settimane fa l’indagine di Demoskopica ha rilevato che in Puglia 69mila persone rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo lunghe e ben 22 mila famiglie sono finite sotto la soglia di povertà perché costrette ad impegnare le poche risorse a disposizione per le spese sanitarie non coperte. Il quadro complessivo suggerisce di non continuare col sistema dello scaricabarile, come tenta neanche velatamente di fare Emiliano spostando il peso della riorganizzazione ospedaliera sugli adempimenti legislativi richiesti dal Ministero. Le responsabilità sono ampiamente ripartite. Per riportare il sistema sanitario pugliese, sinora tenuto in piedi dalla professionalità e dalla responsabilità degli operatori, sulla strada della riorganizzazione credibile, occorre innanzitutto che il presidente Emiliano ci dica oggi cosa apre a fronte di quello che chiude per tutelare i diritti dei cittadini da una parte, e quelli degli operatori dall’altra. Francamente - conclude - non si capisce ancora, al di là del pallottoliere delle chiusure, quale idea di programmazione in ambito sanitario abbia in testa il suo governo”.

24 febbraio 2016
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