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Lorenzin a Washington al  GHSI: “L’Oms va riformata. Più competenze e capacità per fronteggiare emergenze globali”

Lo ha detto il ministro della Salute intervenendo al Global Health Security Iniziative in riferimento alle grandi emergenze sanitarie globali con le quali dobbiamo imparare a fare i conti. “Ma a loro volta gli Stati membri, soprattutto quelli raccolti nel G7 e nel GHSI devono garantire risorse, personale, laboratori e un coordinamento delle attività sul campo e dell'informazione al pubblico”. Al centro dei lavori anche l'emergenza Zika in vista delle Olimpiadi del Brasile

27 FEB - "In questi anni il lavoro fatto in ambito G7 e GHSI ha notevolmente aumentato la cooperazione e la condivisione di informazioni ed esperienze tra i nostri paesi e il sistema delle Nazioni Unite, tra cui principalmente l'Oms. La gestione di Ebola ha evidenziato come sia necessario rafforzare la sorveglianza a livello globale, facilitare lo scambio di campioni e rafforzare la rete di laboratori certificati.  L'emergenza Ebola ha anche fatto capire come un'epidemia possa impattare sull'intero sistema del paese colpito, coinvolgendo infrastrutture, trasporti, educazione, economia e produzione. Per questo motivo, l'Italia non solo raccomanda una riforma dell'OMS, che deve acquisire le competenze e le capacità che l'epidemia Ebola ha indicato come carenti, ma è l'intero sistema delle Nazioni Unite che deve strutturarsi per guidare una risposta rapida, autorevole ed efficace, con la partecipazione degli Stati membri".
 
Lo ha detto il Ministro del Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo al GHSI (Global Health Security Iniziative), che si è tenuto a Washington, presso lo United States Institute of Peace. Il GHSI è un organizzazione internazionale informale lanciata nel 2001 da Canada, Unione europea, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Regno Unito e Stati Uniti con la partecipazione dell'Oms, per la risposta globale alle minacce di tipo biologico, chimico, al terrorismo radio-nucleari (CBRN) e alle pandemie.

 
"A loro volta, gli Stati membri, soprattutto quelli raccolti nel G7 e nel GHSI devono garantire risorse, personale, laboratori e un coordinamento delle attività sul campo e dell'informazione al pubblico. Infatti - ha spiegato Lorenzin - dobbiamo imparare la lezione che abbiamo ricevuto dalla gestione del virus Ebola e cercare di colmare le criticità emerse, rendendo la capacità di intervento delle organizzazioni internazionali e la trasmissione delle informazioni più efficaci e tempestive".
 
"Un altro aspetto altrettanto importante è la comunicazione alle popolazioni. Per i casi che abbiamo avuto in Italia, c'è stato un fortissimo lavoro di coordinamento, anche per quanto riguarda i soccorsi e il trasporto in sicurezza dei nostri connazionali contagiati - ha aggiunto il ministro -. Contando sulla cooperazione con i nostri partner europei e G7, in dodici ore siamo riusciti anche ad avere terapie innovative per curare i nostri malati.  Non è stato semplice riuscire a coordinarsi in una situazione così difficile dal punto di vista sanitario e umanitario, ma ancora più difficile è stato comunicare ai cittadini la reale portata dell'emergenza. Ci trovavamo di fronte a una situazione complicata ma, attraverso i nostri servizi sanitari, tra cui principalmente gli uffici medici e veterinari di frontiera del Ministero della Salute, siamo stati in grado di gestirla con successo, garantendo la sicurezza dei cittadini, attraverso un'opera di sorveglianza continua, che ha anche avuto il merito di non bloccare i trasporti aerei e marittimi".
 
"Spero che il lavoro di comunicazione fatto per Ebola, possa esserci di esempio per gestire la nuova emergenza mondiale, Zika, che rischia di suscitare reazioni emotive incontrollabili presso l'opinione pubblica, come dimostrato ad esempio dal grande numero di casi riferiti dalla stampa e non confermati dagli esami di laboratorio", ha proseguito Lorenzin. "Dobbiamo trasformare l'insegnamento di Ebola in azioni concrete e coordinate di prevenzione globale. Occorre, infatti, concentrare l'attenzione sulle misure necessarie per contenere l'epidemia, disponendo di sistemi di controllo efficaci, in attesa di nuovi farmaci e vaccini".
 
Tra le misure prese in Italia per far fronte a Zika, ha sottolineato il Ministro, "abbiamo attivato il controllo negli aeroporti, nei porti e nei punti di confine. Inoltre, siamo il primo Paese ad aver reso obbligatoria la disinsettazione da zanzare sugli aerei".
 
Dal punto di vista epidemiologico, ha evidenziato Lorenzin ai suoi omologhi presenti al meeting, "il Ministero della Salute è in contatto con l'Oms e con gli organi sanitari europei, per condividere maggiori informazioni sulla natura del virus. Il ministero ha anche attivato l'Istituto Superiore di sanità per condurre ricerche sia sulle modalità di trasmissione del virus, che sul ruolo delle zanzare vettore. Zika, infatti, ci fa riflettere anche su come le vie di trasmissione cambino in base ai fattori climatici e ambientali. La zanzara vettore di questo nuovo virus in America Latina è diversa da quella diffusa in Italia, importata dall'Africa.  Al momento, non sappiamo quale possa essere la competenza di quest'ultima nel veicolare il virus, ma la previsione di temperature più elevate che ci saranno quest'estate in Italia, richiede di innalzare il livello di allerta. Per questo, il ministero, d'accordo con gli altri paesi della GHSI, ha predisposto gli opportuni controlli sanitari, anche tenendo conto degli aspetti legati al fenomeno migratorio e alla mobilità di turisti e visitatori internazionali. Infatti, ci si augura che la corretta informazione sugli effettivi rischi di trasmissione del virus possa contribuire a una serena conduzione dei giochi olimpici, in programma nel 2016 in Brasile", ha concluso Il Ministro.

27 febbraio 2016
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