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Question time/1. Malasanità in Lombardia. Lorenzin: “Fatti gravissimi. Al lavoro su nuove misure anticorruzione”. M5s: “Ci ha raccontato una ‘bella storiella’”

Il ministro risponde in Aula ad un interrogazione sulla recente vicenda di corruzione che ha travolto la Regione Lombardia e annuncia che sono “già al lavoro i tavoli tematici” per individuare nuove misure ad hoc per la sanità. Dura la replica del Movimento 5 Stelle: “Voi proteggete un sistema perché se non voleste proteggerlo fareste dei reali controlli e una reale collaborazione con l'Anac”.

02 MAR - (Iniziative di competenza in relazione a recenti episodi corruttivi in ambito sanitario, con particolare attenzione a vicende che hanno interessato la regione Lombardia – n. 3-02070)
 
GIRGIS GIORGIO SORIAL (M5S). Cosa c’è di peggiore al mondo che mangiare sulla sanità pubblica? A rubare si è dei ladri, ma a rubare su pazienti e su malati si è ladri miserabili, si è dei pezzenti. Corruzione, concussione, turbativa d'asta, abuso d'ufficio, tangenti sul trasporto dei dializzati: sono questi i reati che fanno arrestare Mantovani, ex vicepresidente della regione Lombardia e assessore della giunta Maroni. Ma c’è di più. Associazione a delinquere, corruzione, ancora, turbativa d'asta, ancora, in favore di imprenditori, amici del mondo dalla sanità: sono questi i reati che fanno arrestare Rizzi, presidente dalla commissione sanità, proprio braccio destro di Maroni. Ed è lo stesso presidente della giunta Maroni ad essere a processo per turbata libertà nella scelta del contraente e induzione indebita. 

 
E così, in Lombardia, il partito al governo della ruspa dovrebbe essere ruspato: da Lega Nord è diventato «Frega Nord», perché sono i cittadini lombardi a subire le ruberie della giunta Maroni. Volete, voi del Governo, continuare a rubare e a far rubare o permettiamo all'onestà finalmente di entrare anche regione Lombardia?
 
BEATRICE LORENZIN, Ministra della salute. Innanzitutto, vorrei dire che il Governo ha intenzione di perseguire il tema della corruzione nella pubblica amministrazione in modo duro e senza fare sconti a nessuno, come abbiamo dimostrato con le leggi che abbiamo applicato sull'anticorruzione in questi anni e come stiamo facendo, in modo particolare, nel sistema sanitario. Quelli della Lombardia sono fatti gravissimi, che hanno interessato uno dei sistemi sanitari migliori d'Italia, se non d'Europa e mi auguro, pertanto, che questi episodi non compromettano la qualità, l'efficienza e la credibilità del sistema sanitario lombardo, che è da sempre veramente considerato uno dei migliori a livello internazionale. Per questo siamo intervenuti e continueremo a farlo. 
 
Ciò premesso, evidenzio come tali vicende debbano spronarci a perseguire nel cammino intrapreso, che è quello di introdurre nel sistema sanitario quegli anticorpi in grado di renderlo più forte e, come tale, meno permeabile ai fenomeni di corruzione ovunque essi si annidano. Non si tratta di meri intenti, ma di iniziative concrete, già da me avviate e, in alcuni casi, già completate. Mi riferisco, in primo luogo, al provvedimento legislativo, già approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri a fine gennaio e attualmente all'esame della Conferenza Unificata, con il quale, in attuazione della legge delega Madia, sono state dettate le nuove modalità di selezione dei direttori generali sanitari ed amministrativi degli enti del Servizio sanitario nazionale. I massimi dirigenti degli enti del Servizio sanitario nazionale saranno scelti con criteri selettivi e meritocratici, in base ad un albo nazionale, e decadranno automaticamente dal proprio incarico in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi o in caso di malasanità. Questo è un modo per agire sulla governance del sistema e per rendere non solo più autonomi indipendenti i manager, ma anche di avere un sistema di qualificazione, di selezione e anche di rimozione chiaro, preciso e trasparente. Mi riferisco   alle disposizioni inserite nella legge di stabilità del 2016, che introducono l'obbligo di effettuare le gare per gli acquisti di beni e servizi in sanità soltanto tramite Consip o le centrali uniche regionali, nonché al protocollo di intesa tra l'ANAC e l'Agenas, sottoscritto nel novembre del 2014, grazie ad una proficua collaborazione interistituzionale che ha poi condotto alla previsione, in occasione dell'aggiornamento del Piano nazionale anticorruzione, di una sezione specifica dedicata alla sanità. Si tratta di uno strumento di indirizzo che supporta, già da quest'anno, gli enti del Servizio sanitario nazionale nell'adozione dei piani triennali aziendali di prevenzione della corruzione. Lo strumento messo in campo consente, peraltro, una stretta interconnessione con il sistema di valutazione delle performance delle aziende sanitarie e delle relative articolazioni aziendali, formando oggetto di valutazione dirigenziale anche in sede contrattuale. Per la prima volta sono state, pertanto, dettate, anche per il settore sanitario, misure ad hoc, volte a prevenire i fattori di rischio e a potenziare, nel contempo, la trasparenza per agire non solo sulla parte repressiva, con i controlli delle forze dell'ordine, ma anche a monte, laddove si può formare la corruzione. 
 
Ma non ci fermeremo qui. Sono, infatti, già a lavoro i tavoli tematici a composizione interistituzionale, coordinati da Agenas, finalizzati all'individuazione di ulteriori misure organizzative di trasparenza, quali, ad esempio, quelle relative agli acquisti in sanità, al conferimento degli incarichi, al conflitto di interessi, ai rapporti con il privato accreditato, alla rotazione degli incarichi. Il mio auspicio è che le regioni, cui compete l'implementazione e l'attuazione degli interventi sul territorio, vogliano adottare prontamente tutti gli strumenti messi a loro disposizione. Solo così, infatti, si potrà immunizzare il sistema sanitario dagli attacchi corruttivi ed avere un unico modello organizzativo e un unico modello di controllo.
 
 
MANLIO DI STEFANO (M5S). Grazie, Presidente. Ministro, ci ha raccontato una bella storiella, ma non risponde ai fatti. Soltanto nel 2015 in Lombardia sono stati denunciati 141 casi di malasanità, cinque volte più rispetto a cinque anni fa. La sanità ha assorbito, nel 2004, dell'80 per cento del bilancio regionale. Perché ? Ovvio, perché più qualcuno mangia sulla sanità, più i cittadini pagano per la sanità e viene consumato il bilancio regionale. 
 
Ma c’è qualcosa che non torna in quello che lei ha detto. Lei ha parlato di combattere in modo duro casi di questo tipo. Le faccio, allora, un esempio: mi spiega perché quando Giovanna Ceribelli ha fatto la sua relazione, che doveva andare in procura, dei cinque rappresentanti dell'organismo di controllo della ragioneria, soltanto due hanno firmato e i due che non hanno firmato – guarda caso – erano Oreste Malatesta, indicato dal MEF, e Nicola Palmieri, indicato dal Ministero della salute. Cosa facevano questi personaggi che vengono pagati per controllare e depositare le memorie di quello che vedono? 
 
C’è un'altra cosa che non mi torna, Ministro. C’è un'intercettazione della cricca della sanità lombarda dove si legge che qualcuno, all'interno della procura, prima che uscisse il caso dell'indagine a Maroni, avesse fatto legge le indagini stesse a Maroni stesso. E si vantavano di avere queste carte in mano e di aver, quindi, potuto agire a priori rispetto all'indagine stessa della procura. Chi erano questi 007 che agiscono contro i cittadini italiani, quelli lombardi ed evidentemente o alle sue spalle o con la sua complicità ? Non lo sto dicendo io, ma vedremo le carte cosa dicono. Qui c’è una cosa che non mi torna ancora: lei dice che state agendo già. C’è un quantomeno annunciato protocollo di intesa tra l'ANAC e il Ministero della salute e questo protocollo dovrebbe andare a controllare la governance delle aziende sanitarie. A quanto pare, siamo ben lungi visto che soltanto in quest'indagine risultano in quindici anni 400 milioni di euro dei cittadini lombardi rubati ai cittadini lombardi dal sistema Lega Nord, dal sistema Forza Italia, da un sistema che voi proteggete perché se non voleste proteggerlo fareste dei reali controlli e una reale collaborazione con l'ANAC che, se non lo sapete, ha proprio il compito di combattere la corruzione. Se il sistema c’è, mettetelo in piedi perché oggi i cittadini hanno diritto di vivere in una regione trasparente dove la sanità sia un diritto e non l'ennesima vostra mangiatoia e della Lega Nord.

02 marzo 2016
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