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Responsabilità professionale. Testa (Snami): “Non alimentiamo la medicina difensiva”


Così il presidente nazionale Snami è intervenuto nel corso dell'audizione in commissione Sanità al Senato sul disegno di legge. Il provvedimento viene definito da Testa come "una assoluta rivoluzione" rispetto al sistema attuale. "La denuncia di sinistro, di per sè, ha il potere di generare in ogni caso una serie di costi, e alimenta pratiche poco ortodosse di medicina difensiva ai danni del Ssn".

01 APR - "Per la categoria dei medici, dipendenti o convenzionati del Ssn questo disegno di legge suona come una assoluta rivoluzione rispetto al sistema attuale, dove a fronte dell’altissimo rischio di vedersi imputata una responsabilità, fa riscontro un’altissima percentuale dei casi, quasi il 90%, di iter senza seguito da parte delle compagnie di assicurazione. In parole povere, ciò significa comunque alti costi di gestione che continuano a far salire verso l’alto i premi delle assicurazioni stesse". Così il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa, è intervenuto in audizione in commissione Sanità al Senato sul ddl responsabilità professionale.
 
"Infatti - prosegue Testa - la denuncia di sinistro, di per sè, ha il potere di generare in ogni caso una serie di costi che vanno a gravare sui bilanci delle compagnie che sono costrette per legge a porre a riserva prudenziale notevoli cifre in uscita. Oltre a ciò si aggiungono naturalmente i costi imputabili alla gestione dei sinistri stessi e del contenzioso che generano. Questo circolo 'vizioso' ha avuto, e continua ad avere, la forza di alimentare pratiche poco ortodosse di medicina difensiva a danno del Ssn, per esami e accertamenti superflui, e di conseguenza in danno per la collettività. In tutto ciò, il testo di ddl rappresenta certamente uno strumento di tutto rilievo anche a beneficio delle Compagnie di Assicurazione, che vedrebbero, come innanzi detto, depotenziati i motivi di conflitto e conseguentemente la serie di oneri derivanti dall’apertura di sinistri che, seppure destinati a essere posti senza seguito, causano pesanti oneri gestionali e spese legali inutili".

 
"Tutte queste considerazioni e criticità sono state da noi espresse - conclude il presidente dello Snami - anche formalmente per iscritto, nel corso dell’audizione della commissione igiene e sanità del Senato con l’intento che vengano recepite nell’interesse di tutti".

01 aprile 2016
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