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Aborto. Nicchi e Scotto (Si) a Boldrini: “Governo riferisca in Parlamento su applicazione 194”

Dopo il pronunciamento del Consiglio Ue, i due deputati scrivono alla presidente della Camera chiedendo la presenza in Aula del ministro della Salute Lorenzin per riferire sulla materia. "È necessario un monitoraggio accurato struttura per struttura. In Italia esiste una legge che regolamenta le interruzioni volontarie di gravidanza, è ora che venga rispettata in ogni struttura del Paese”.

13 APR - “Il Governo informi urgentemente il Parlamento sull’applicazione e sul rispetto nel nostro Paese della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Dopo il pronunciamento del Consiglio d’Europa che richiama l’Italia definendo l'interruzione volontaria di gravidanza un percorso a ostacoli per le donne e una vera e propria odissea per i medici non obiettori sistematicamente discriminati è necessario che il Parlamento sia informato. La ministra Lorenzin venga in Aula”. Lo scrivono il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto e la deputata della commissione Affari Sociali Marisa Nicchi in una lettera inviata alla Presidente della Camera Laura Boldrini con la quale chiedono al Governo di rendere una informativa urgente.

“Il pronunciamento del Consiglio d’Europa - continuano gli esponenti di Sinistra Italiana nella lettera - è solo l’ultima di una serie infinita di denunce sulle gravi perduranti criticità e sulla mancata applicazione piena di una legge dello Stato, la 194/78. E’ necessario e non più procrastinabile un intervento del Governo volto a rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono al nostro sistema sanitario nazionale, di garantire un servizio medico omogeneo su tutto il nostro territorio e il diritto delle donne ad una maternità consapevole. La ministra non si può nascondere dietro le medie percentuali che falsificano i gravi problemi di applicazione della legge. È necessario un monitoraggio accurato struttura per struttura. In Italia esiste una legge che regolamenta le interruzioni volontarie di gravidanza, è ora che venga rispettata in ogni struttura del Paese”, concludono Arturo Scotto e Marisa Nicchi.

13 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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