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Eterologa. Lorenzin al question time: “Ci sono controlli ed è garantita completa tracciabilità donazioni cellule riproduttive”

Così il Ministro della Salute rispondendo ad un’interrogazione alla Camera per il rispetto del divieto di commercializzazione di gameti ai fini della fecondazione eterologa anche dopo il recente caso Antinori. “Attività di import-export è costantemente sotto il controllo delle autorità competenti”.

18 MAG - “L’attività di import-export è costantemente sotto il controllo delle autorità competenti, che garantiscono in tal modo la completa tracciabilità delle donazioni delle cellule riproduttive, oltre ovviamente, qualora ci siano dei casi di segnalazione di sospetti, l'intervento delle autorità competenti”. Così durante il question time di oggi il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in risposta ad un’interrogazione in merito a Iniziative di competenza volte a garantire il rispetto del divieto di commercializzazione di gameti ai fini della fecondazione eterologa – n. 3-02262.
 
Ecco il quesito, la risposta del Ministro e la contro replica:  
 
MARIO SBERNA (DES- CD). Signora Presidente, gentile Ministro, non entro nei fatti di cronaca relativi al professor Antinori, perché sarà la magistratura a dirci cosa è successo, ma certamente sappiamo che in Italia la legge n. 40, lei ci insegna, vieta il prelievo degli ovuli, questo perché è evidente che sottoporsi ad un'anestesia, a una laparoscopia, a una stimolazione ormonale utilizzando la donna come un semplice contenitore o oggetto non fa parte grazie a Dio della nostra cultura, ma sappiamo anche che la mancanza di ovuli spinge alcune regioni, tra cui certamente il Friuli Venezia Giulia e la Toscana, ad andare ad acquistare questi ovuli all'estero, dove pare che la pratica di rispettare la dignità della donna non sia così attenta come da noi. A questo punto le chiediamo quali verifiche è possibile fare affinché questo commercio di parti della donna venga a finire.

 
BEATRICE LORENZIN (AP), Ministra della salute. Signora Presidente, ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi consentono di ribadire ancora una volta la linea dell'Italia, secondo la quale le donazioni di organi, cellule e tessuti e quindi anche di cellule riproduttive è volontaria e gratuita, così come previsto dalla nostra norma vigente. Ricordo inoltre che le direttive europee su cellule e tessuti prevedono una responsabilità diretta in capo alle autorità competenti, individuate da ogni singolo Paese, per ciò che riguarda l'autorizzazione dei centri dei tessuti. Pertanto, nel momento in cui un centro di un Paese europeo è autorizzato dalla rispettiva autorità competente ed opera in conformità ai requisiti previsti dalla normativa comunitaria, le importazioni dai centri di detto Paese estero devono presumersi in linea con il dato normativo italiano ed europeo, quindi ci deve essere un'equivalenza. Quanto poi alla quota che viene rimborsata dal centro ricevente a quello inviante per le predette importazioni, la stessa dovrebbe coprire unicamente i costi sostenuti per garantire la sicurezza delle donazioni, l'applicazione dei criteri di selezione del donatore, la raccolta, la lavorazione, il personale, il trasporto e così via, senza alcuna maggiorazione. 
 
Sono peraltro i centri esteri da cui si importano in gameti a dover dichiarare di non aver pagato i donatori, stabilire le modalità dell'importazione ed eventualmente verificarne ulteriori requisiti, oltre l'autorizzazione delle rispettive autorità competenti. È responsabilità di chi importa, ovvero dei centri importatori ed eventualmente delle regioni che hanno loro concesso l'autorizzazione ad operare. Quanto infine alle attività di verifica nei confronti dei centri di procreazione medicalmente assistita, evidenzio che sono previste per legge regolari ispezioni che vengono effettuate dal CNT insieme alle regioni almeno ogni due anni, nel corso delle quali viene verificata la rispondenza dei centri e i requisiti di qualità e sicurezza richiesti dalle normative europee. 
 
Inoltre, per ogni importazione, è prevista la segnalazione al CNT e il registro dei donatori di gameti, per la PMA di tipo eterologo, la cui istituzione ho fortemente voluto proprio per garantire la tracciabilità delle cellule dal donatore al nato e viceversa, delle seguenti informazioni: centro di partenza, centro di arrivo e quantità di gameti che vengono importati. Pertanto, l'attività di import-export è costantemente sotto il controllo delle autorità competenti, che garantiscono in tal modo la completa tracciabilità delle donazioni delle cellule riproduttive, oltre ovviamente, qualora ci siano dei casi di segnalazione di sospetti, l'intervento delle autorità competenti.
 
GIAN LUIGI GIGLI (DES-CD). Presidente, signora Ministro, io credo che sia una questione solo di buonsenso, quella che impedisce alle cittadine italiane, che rende così restie le cittadine italiane, a meno che non siano parenti o non siano comunque persone legate in qualche maniera, a produrre gameti per la fecondazione eterologa. È una posizione di buonsenso, d'altronde potrei fare una domanda a qualunque delle donne qui presenti in quest'Aula chiedendo loro se sarebbero disponibili «a gratis», come si dice a Roma, a sottoporsi a tutto quello che l'amico Sberna ha precedentemente descritto. Allora, qui, delle due l'una. Credo che se è così, cioè che se nessuna donna è effettivamente disponibile a sottoporsi per nulla a questo, le nostre autorità regionali stanno comportandosi nella solita maniera ipocrita che molte volte caratterizza le nostre istituzioni, cioè stanno, in buona sostanza, andando a comprare facendo finta di non sapere che l'abbondanza di donazioni – peraltro pubblicizzate in tutte le salse su Internet – è frutto di una forma surrettizia di pagamento, cioè di una forma di schiavizzazione delle donatrici dei gameti all'estero. 
 
Noi avevamo un alto concetto della nostra medicina, secondo il quale appunto la commercializzazione del corpo umano era qualcosa che aborrivamo. Sappiamo che in altri Paesi non è così, perché per la stessa donazione di sangue, che da noi è donazione vera, all'estero, in molti posti, viene pagata, e ci sono i poveri negri della situazione che vanno a pagamento a farsi estrarre il sangue. Lo stesso sta accadendo per la fornitura di gameti per l'eterologa, e il fatto che questo Paese si nasconda dietro la correttezza delle pratiche amministrative e dietro il fatto che al nostro interno è vietato è soltanto l'indice di un'ipocrisia del nostro sistema che è ormai inaccettabile e che ci porterà ad accettare di tutto e di più. Le chiedo di fare uno sforzo, attraverso gli organi ispettivi del Ministero, per chiedere conto, su un rapporto paritetico con gli altri Stati, quali sono effettivamente i sistemi di rimborso e cosa c’è dietro la donazione di gameti in Paesi come la Spagna e come la Repubblica Ceca, che sono ampiamente pubblicizzati nel nostro Paese e a cui le nostre regioni si rivolgono”.

18 maggio 2016
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