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Chiusura ospedale Vipiteno. De Filippo: “Scelte gestionali sono in capo a Regioni. Ministero della Salute non può intervenire”

Così il sottosegretario alla Salute ha risposto oggi alla Camera ad un'interpellanza urgente di Si-Sel sul tema. "Il Ministero della Salute non può oggettivamente fare un'invasione indebita nel merito delle scelte strategiche adottate dalle Regioni e dalle Province autonome per ridefinire e razionalizzare il percorso nascita".

23 SET - "Le scelte programmatorie e organizzative e gestionali in tema di sanità sono ancora totalmente - dico ancora perché ci sono prospettive
costituzionali sulle quali ovviamente non mi soffermo - totalmente in capo alle Regioni, mentre rimane in capo al ministero della Salute verificare che l''erogazione dei livelli essenziali di assistenza avvenga nel rispetto delle condizioni di appropriatezza e di efficacia nell'utilizzo delle risorse, nonché di accertare che vi sia una congruità tra le prestazioni da erogare e le risorse messe a disposizione del Servizio sanitario nazionale". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, rispondendo oggi in Aula alla Camera a un'interpellanza urgente di Si-Sel sulle iniziative di competenza volte a scongiurare la prospettata chiusura del punto nascita di Vipiteno, in provincia di Bolzano.
 
"Per tale motivo - ha aggiunto De Filippo - il ministero della Salute non può oggettivamente fare un'invasione indebita nel merito delle scelte strategiche adottate dalle Regioni e dalle Province autonome per ridefinire e razionalizzare il percorso nascita" in base all''accordo firmato il 16 dicembre 2010 tra

il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane, sul documento che portava il titolo "Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali del percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo".

Comunque, ha garantito il sottosegretario, il ministero "verifica costantemente che le strategie di riorganizzazione dei punti nascita siano coerenti con le politiche convenute in quell'accordo, anche avvalendosi del Comitato percorso nascita nazionale, che ha proprio una funzione di verifica e di monitoraggio". 

23 settembre 2016
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