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Vaccini. Lorenzin: “Faremo un piano di comunicazione ad hoc per spiegarne l’importanza ai genitori”


Lo ha annunciato oggi il ministro della Salute nel question time. “Quanto alla comunicazione, evidenzio che il nuovo piano fornisce anche validi ausili agli operatori sanitari, invitandoli a non considerare, come fatto fino ad oggi, soltanto le malattie evitate dalle vaccinazioni e il relativo costo-efficacia, ma anche quanto costano in termini di salute e di risorse i casi di malattia che si potrebbero efficacemente prevenire con le vaccinazioni”.

03 NOV - Question time sull'importanza di una campagna d'informazione delle vaccinazioni e circa l'introduzione di ulteriori obblighi vaccinali oggi per il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
 
L’interrogazione (vedi testo) è stata presentata dall’onorevole Ignazio Abrignani (SCCI-MAIE)
 
Ecco la risposta del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Grazie, onorevole Abrignani, per aver sollevato questo tema, che mi sta particolarmente a cuore. Vaccinare vuole dire investire sul benessere soprattutto dei giovani e proteggere le persone più fragili. La vaccinazione è l'arma numero uno che noi abbiamo nella prevenzione contro malattie che non ci sono più solo perché la popolazione è vaccinata, e questo dobbiamo ricordarcelo. Attualmente in Italia sono offerti gratuitamente quattro vaccini obbligatori, difterite, poliomielite, tetano, epatite virale B, e diversi vaccini raccomandati, pertosse, infezioni da Haemophilus Influenza b, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C, HPV. 

 
Il nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018 prevede la somministrazione gratuita dei vaccini contro il meningococco B, la varicella, il rotavirus e l'epatite A, nonché contro il papilloma virus nei maschi e contro il pneumococco, l'herpes zoster e l'influenza agli anziani. Tale offerta gratuita di nuovi vaccini rappresenta, peraltro, un'opportunità per i bambini di genitori non abbienti, attualmente non in grado di vaccinare i propri figli contro alcune pericolose malattie infettive a causa dell'elevato costo dei vaccini, che spesso necessitano della somministrazione di più dosi. 
 
Ed è proprio per fare in modo che queste ulteriori vaccinazioni gratuite possano essere erogate il prima possibile in Italia che abbiamo fortemente voluto l'istituzione nella legge di bilancio 2017 di un apposito fondo strutturale che rimborserà alle regioni la spesa per l'acquisto dei vaccini ricompresi nel nuovo piano vaccinale. Tale fondo è finanziato con 100 milioni di euro per l'anno 2017, 127 milioni di euro per l'anno 2018 e con 186 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, in quanto è prevista una gradualità nel raggiungimento degli obiettivi di copertura vaccinale.
 
Peraltro, le risorse aggiuntive stanziate per i nuovi vaccini che già erano state previste all'interno dei nuovi livelli essenziali di assistenza che saranno presto all'esame di quest'Aula permettono di liberare una parte di risorse importanti, che proprio ricadranno ancora per l'effettuazione di nuove prestazioni nell'ambito delle autonomie regionali. Quanto alla comunicazione, evidenzio che il nuovo piano fornisce validi ausili agli operatori sanitari, invitandoli a non considerare, come fatto fino ad oggi, soltanto le malattie evitate dalle vaccinazioni e il relativo costo-efficacia, ma anche quanto costano in termini di salute e di risorse i casi di malattia che si potrebbero efficacemente prevenire con le vaccinazioni. 
 
Non solo, è previsto proprio un piano di comunicazione che le regioni devono effettuare nei confronti dei genitori, spiegare che cos’è l'effetto gregge, accompagnare quindi il genitore rispetto a una scelta delicata, ma importantissima, per la salute dei propri figli e di formazione nei confronti degli operatori sanitari con la partecipazione e il coinvolgimento degli ordini professionali e delle società scientifiche. Proprio, tra l'altro, in quest'ottica, lo stesso piano prevede anche varie opzioni di proposte anche rispetto a delle sperimentazioni che stanno avvenendo in alcune regioni italiane, che, ovviamente, però, per la loro natura stessa, possono essere sottoposte e dovranno essere sottoposte al vaglio del Parlamento. Insomma, il tema delle vaccinazioni è centrale nell'agenda sanitaria e credo che debba esserlo sempre di più anche nel dibattito pubblico.
 
L’onorevole Abrignani si è dichiarato “pienamente soddisfatto della risposta. 

03 novembre 2016
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