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Formazione medicina generale. Ordini medici pugliesi chiedono un Consiglio nazionale straordinario Fnomceo: “No a specializzazione. Non si cancellino esperienze fatte fino ad oggi”

In una lettera aperta alla Presidente Roberta Chersevani i presidenti pugliesi si schierano contro la trasformazione in specializzazione medica degli attuali corsi di formazione prevista dall’emendamento Crimì. D’accordo invece sull’aumento delle borse da equiparare a quelle delle specializzazioni. “L’iter di modifica dovrebbe tenere in considerazione le esperienze differenti maturate a livello provinciale all’interno degli Ordini e delle Regioni, che costituiscono un panorama eterogeneo dei percorsi formativi”

15 NOV - Gentilissima Roberta,
L’emendamento Crimì alla legge di stabilità, presentato nei giorni scorsi, ci impone come Presidenti di Ordine in una Regione che negli ultimi vent’anni ha prodotto interessanti esperienze nell’ambito del Corso in MG, una presa di posizione netta che porti ad una più distesa riflessione, condivisa a livello nazionale, sul futuro dei percorsi formativi dei medici.
 
La proposta Crimì boccia e prova a cancellare con un colpa di spugna circa vent’anni di formazione in medicina generale svolta dalle Regioni e dagli Ordini dei Medici, affidando il percorso formativo all’Università e tentando di trasformare il corso di formazione specifica in medicina generale in “specializzazione”.
 
L’emendamento, infatti, attribuisce l’organizzazione del corso di “specializzazione” in Medicina Generale - adesso gestito come corso di formazione specifica dalle Regioni e dagli Ordini - all’Università, come tutti gli altri corsi di specializzazione in medicina, con il supporto didattico di medici di medicina generale.

 
In questo modo, però, non si dà piena attuazione a quanto previsto dalle Direttive Europee. La Direttiva europea 86/547 del 1986 sulla necessità di istituire il corso di formazione specifico in medicina generale da una parte considera : “che tale bisognodi una formazione specifica in medicina generale risulta in particolare dal fatto che lo sviluppo delle scienze mediche ha prodotto un divario sempre più ampio tra l'insegnamento e la ricerca medica da un lato e la pratica della medicina generale dall'altro, al punto che importanti aspetti della medicina generale non possono più essere insegnati in modo soddisfacente nel quadro della formazione medica di base esistente negli Stati membri” e dall’altro ritiene che “l'insegnamento pratico è impartito, per sei mesi almeno, in un centro ospedaliero abilitato che disponga delle attrezzature e dei servizi necessari nonché, per sei mesi almeno, presso un ambulatorio di medicina generale riconosciuto o un centro riconosciuto nel quale i medici dispensano cure primarie”.
 
La successiva Direttiva 93/16/CEE del 1993 pur considerando “che poco importa che la formazione in medicina generale venga dispensata o meno nell'ambito della formazione di base del medico ai sensi del diritto nazionale”, ritiene “che è opportuno prevedere, in una seconda fase, che l'esercizio delle attività di medico in qualità di medico generico nell'ambito di un regime di sicurezza sociale sia subordinato al possesso della formazione specifica in medicina generale”.
 
Tale formazione, ai sensi dell’art. 30 della stessa Direttiva 93/16/CEE del 1993, deve rispondere “alle condizioni di cui agli articoli 31 e 32” della medesima direttiva, mentre per quanto riguarda la formazione specialistica la stessa Direttiva all’art. 4 prevede che “ogni Stato membro riconosce i diplomi, certificati ed altri titoli di medico specialista rilasciati ai cittadini degli Stati membri dagli altri Stati membri conformemente agli articoli 24, 25, 26 e 29 ed elencati nell'articolo 5, attribuendo loro sul proprio territorio lo stesso effetto dei diplomi, certificati ed altri titoli da esso rilasciati”.
 
Conseguentemente, il Decreto Legislativo 368/99 ha coerentemente disciplinato i percorsi formativi separando quelli specialistici regolati dal Titolo III da quelli riguardanti il corso di formazione specialistica in medicina generale disciplinati dal Titolo IV. 
 
Le successive direttive europee: la 2001/19/CE e la 2005/36/CE, confermano la separazione dei due percorsi formativi nonché la necessità che “la formazione specifica in medicina generale avviene a tempo pieno sotto il controllo delle autorità od organi competenti ed è di natura più pratica che teorica. La formazione pratica è dispensata, da un lato, per almeno sei mesi in un centro ospedaliero autorizzato, dotato di attrezzature e servizi adeguati e, dall'altro, per almeno sei mesi in seno a un ambulatorio di medicina generale autorizzato o a un centro autorizzato in cui i medici dispensano cure primarie”.
 
Condivisibili, invece, sono l’aumento della borsa per il corso di formazione in Medicina Generale e la sua equiparazione a quella di specializzazione. Entrambi sono stati a lungo richiesti dagli Ordini per consentire ai futuri MG di poter portare avanti il percorso formativo potendo contare su una dotazione economica dignitosa.
 
Una materia così complessa dovrebbe tener conto di tutti gli attori del sistema e le modifiche non possono essere attuate con un emendamento, ma richiedono una vera e propria legge che, in linea con le direttive europee e attraverso un percorso di condivisione consenta di raggiungere l’obiettivo di un miglioramento del corso.
 
L’iter di modifica dovrebbe tenere in considerazione le esperienze differenti maturate a livello provinciale all’interno degli Ordini e delle Regioni, che costituiscono un panorama eterogeneo dei percorsi formativi. Regioni come la Puglia hanno costruito corsi in medicina generale che rappresentano delle best practice a livello nazionale e che dovrebbero essere prese in considerazione in questa fase di cambiamento.
 
Il corso di formazione in MG gestito all’interno degli OMCeO è sicuramente migliorabile, ma rappresenta un patrimonio di competenze che dovrebbero essere valorizzate e non liquidate per emendamento. Si includano pure nella legge di Bilancio l’equiparazione delle borse e l’esenzione fiscale, ma si proceda poi alla convocazione di un Tavolo Tecnico che costruisca il percorso formativo dei futuri medici di medicina generale a partire dal confronto tra le diverse esperienze maturate in questi ultimi vent’anni.
 
Per tutte le ragioni che abbiamo esposto e per l’urgenza e l’importanza della materia, crediamo che sarebbe opportuno convocare un Consiglio nazionale straordinario.
 
Confidiamo nella tua consueta sensibilità e nell’attenzione che hai sempre dimostrato verso le questioni che investono il futuro della professione e cogliamo l’occasione per porgerti i nostri più cordiali saluti.
 
Bari, 14 Novembre 2016
I Presidenti degli OMCeO delle Provincie Pugliesi
 

15 novembre 2016
© Riproduzione riservata


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