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Biotestamento. Per maggioranza in settimana può finire esame


Da ieri l’Aula della Camera è impegnata a votare gli emendamenti al disegno di legge sul testamento biologico. Questa mattina i lavori sono ripresi alle 10. Nonostante tra le fila del Pdl continuino le prese di posizione di distanza dal testo, Antonio Martino, liberale doc, tra gli applausi di maggioranza e opposizione, ha dichiarato di astenersi, la maggioranza allargata all’Udc, è intenzionata a concludere l’esame del disegno di legge in settimana.

06 LUG - La Camera questa mattina ha ripreso le votazioni sugli emendamenti al disegno di legge sul testamento biologico, dopo che l’Aula, ieri sera, aveva iniziato l’esame, bocciando con voto segreto richiesto dal Pd, il primo emendamento all’articolo 1 (Tutela della vita e della salute) che era stato presentato dai Radicali (317 contrari, 212 favorevoli e 15 astenuti). La maggioranza ha dunque tenuto e, con il sostegno dell’Udc, è orientata a concludere l’esame del disegno di legge in settimana.
 
Nella seduta di ieri pomeriggio, il relatore del provvedimento, Domenico di Virgilio (Pdl), ha espresso parere favorevole a due soli emendamenti: uno di Giuseppe Palumbo (Pdl) e uno di Marco Calgaro (Api) e Paola Binetti (Udc).
La sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha confermato a nome del Governo il parere favorevole. È, comunque, il terzo articolo, relativo ai “contenuti e limiti della dichiarazione anticipata di trattamento”, a rappresentare il cuore del ddl sulle “disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”. Altro nodo del ddl, quello della platea di pazienti (che nel passaggio da Senato a Camera è stato allargato passando dai soli pazienti in stato vegetativo persistente ai malati in stato terminale).
 
Martino: mi asterrò su tutto
“Ritengo che per il credente la sua vita appartenga a Dio. Chi non ha la fortuna di avere la fede è convinto che la sua vita appartenga a lui stesso. Ma su una cosa entrambi concordano: nessuna persona o gruppo di persone ha il diritto di interferire nel rapporto fra loro e la loro vita”. Queste le parole di Antonio Martino, ex ministro, tra i fondatori di Forza Italia e liberale doc.
“E non importa – ha continuato Martino interrotto più volte dagli applausi di maggioranza e opposizione – che questo gruppo di persone sia il Parlamento, perché - anche se questo Parlamento all’unanimità votasse una norma che interferisce nel rapporto con la mia vita - quella norma sarebbe illegittima e contraria a qualsiasi senso di umanità.
Coloro che sostengono la necessità di questa legge sono preoccupati che, se non si intervenisse, si correrebbe il rischio di scivolare verso la eutanasia. Mi permetto di ricordare loro il dettato dell’articolo 25 della Costituzione, secondo il quale qualsiasi fattispecie penale deve essere definita dalla legge. Il concetto di eutanasia non è definito dalla legge e il vago richiamo alle fattispecie di omicidio e di omicidio di consenziente e quant'altro non è una definizione di eutanasia”.

E infine la dichiarazione di voto “Volete lasciare che sia un'altra persona, magari con la toga, un magistrato ad interpretare il mio comportamento o il comportamento di persona a me vicina come colpevole del reato di eutanasia? Volete affidare la mia vita alle mani di un magistrato? È questo quanto vi apprestate a fare ed è per questa ragione, per la luciferina presunzione che ispira i fautori di questo provvedimento che io, tentato di uscire dall’Aula, resterò qui e mi asterrò su tutto”.
 
Palagiano: faremo il possibile per bloccare legge
“Quello sul biotestamento è un testo crudele, che non tutela il diritto alla salute dei cittadini e soprattutto lede, profondamente, la libertà di scelta e l’autonomia dell’uomo. Faremo quanto nelle nostre possibilità per migliorare, a colpi di emendamenti, il provvedimento in esame, ma credo che l’unica soluzione sia una presa di coscienza da parte della maggioranza ed il conseguente ritiro di questo obbrobrio legislativo. Meglio nessuna legge che quella che ci stanno imponendo”. Lo ha dichiarato, Antonio Palagiano, responsabile sanità dell’Italia dei Valori e relatore di minoranza del provvedimento.
 
Turco: legge matrigna
“Il vostro testo – ha detto intervendo in Aula, Livia Turco Pd – produce una legge ‘matrigna’, che impone là dove si dovrebbe rispettare, che non ascolta la volontà del paziente e che esalta la figura del medico, ma dimentica che il codice deontologico dei medici si basa su tre principi, come ben sapete: giustizia, beneficialità e ascolto della volontà del paziente. Per questo, molte delle nostre proposte emendative sono dedicate a riprodurre proprio il testo del codice deontologico.
La vostra proposta di legge – ha concluso la deputata del Pd – descrive un’Italia che non c’è, parla di ‘Italie’ in preda ad una deriva eutanasica, parla di una classe medica in balia di una leggerezza eutanasica.
L'Italia non è un Paese in preda all’eutanasia; gli italiani e le italiane chiedono rispetto, cura, lotta alla solitudine, vicinanza, eguaglianza di opportunità e dicono ‘no’ all’eutanasia”.

06 luglio 2011
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