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Pronto soccorso. “I medici non possono essere il capro espiatorio”. Apm chiede incontro a Lorenzin


L’Associazione di sindacati rappresentativa di oltre 90 mila medici italiani che lavorano nel pubblico, convenzionato, privato e libera professione. “Il medico non può essere il capro espiatorio. Serve immediata chiarezza tra Medici e Istituzioni”. LA LETTERA

20 GEN - “La questione dei Pronto Soccorso che nei primi giorni del 2017 è arrivata sulle pagine di cronaca di tutti i giornali, vede come capro espiatorio la figura del medico, a prescindere dal proprio ruolo, sia in ambito territoriale che ospedaliero, necessita di immediata chiarezza tra Medici e Istituzioni”. Così Alleanza per la Professione Medica, l’associazione di sindacati (Andi - Anpo Ascoti Fials Medici - Cimo – Cimop - Fesmed - Fimmg - Fimp - Sbv – Sumai) rappresentativa di oltre 90 mila medici italiani che lavorano nel pubblico, convenzionato, privato e libera professione, in una lettera inviata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in cui sollecitano un incontro.
 
“Già i ministri Madia e Lorenzin – sottolinea Apm - , in occasione dell’intesa sul rinnovo dei contratti pubblici, avevano posto particolare attenzione sulle figure professionali che operano in sanità in considerazione della loro peculiarità e indispensabilità al benessere della comunità. Nel comunicato congiunto le due ministre scrivevano che va posta “particolare attenzione alle figure professionali che, in considerazione della loro peculiarità, risultano indispensabili al benessere della comunità. tra le quali vi sono certamente quelle del settore sanitario””.

 
 Inoltre APM chiede che “venga rispettato l’intento già espresso dalla Madia e dalla Lorenzin nel comunicato congiunto del 2 dicembre 2016 nel quale dichiaravano che “è indubbio che la Sanità rappresenti un contesto organizzativo rispetto al quale il contratto di lavoro di prossima definizione, dovrà rispondere in modo adeguato sia alle attese dei medici”. E’ indispensabile condividere una strategia comune finalizzata alle necessità dei pazienti nell’ambito delle sicurezza delle cure, nella consapevolezza che il medico è in grado di fornire soluzioni idonee alla problematica”.

20 gennaio 2017
© Riproduzione riservata


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