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Responsabilità professionale. Lo stato maggiore del Pd assicura: “Entro fine mese sarà legge. Il 13 febbraio in aula alla Camera”

di Ester Maragò

A dare l’annuncio, nel corso di un incontro oggi al Senato, il presidente del Pd Orfini, insieme al capogruppo dem al Senato Zanda, alla vice capogruppo alla Camera Maturani che hanno fatto il punto sul ddl con i due relatori del provvedimento alla Camera, Gelli e al Senato Bianco. Tutti riuniti a Roma in un convegno promosso dal Pd alla vigilia dell'ultimo decisivo passaggio della legge

30 GEN - Il prossimo 13 febbraio il ddl sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure è stato iscritto all’aula della Camera, in terza lettura. E salvo soprese dell’ultima ora entro febbraio dovrebbe finalmente tagliare il traguardo. Nessuna novità invece sui contenuti del testo, che rimarrà quello licenziato dal Senato.
 
A dare l’annuncio Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Pd e relatore del disegno di legge per la commissione Affari Sociali, nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi al Senato a Palazzo Giustiniani promosso dai gruppi parlamentari del Pd in vista proprio dell'ultimo passaggio parlamentare del ddl. Un confronto che ha visto protagonisti politici, medici, infermieri, Direttori generali di Aziende sanitarie chiamati a celebrare quello che viene considerato un passaggio molto importante per la sanità italiana.
 
“Una riforma fondamentale che non solo i medici, ma il Paese in generale, attendeva da venti anni” ha infatti sottolineato la senatrice Giuseppina Maturani, Vice Presidente del Gruppo dem  aprendo il confronto. “Auspichiamo che il percorso alla Camera sia il più breve possibile proprio perché sappiamo quanta e quale sia l’attesa – ha aggiunto Maturani – ma oggi possiamo dare il riscontro di un lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni. Dobbiamo però sottolineare un punto: questa non è una legge che, come sostiene qualcuno, favorisce i medici o le professioni sanitarie; è invece una riforma che serve al Paese per riconnettere la relazione tra cittadini, sanità e professionisti. È una legge che tiene dentro le ragioni di tutti”.
 
E ora il traguardo è vicino. Il 1 febbraio gli emendamenti al testo approvato dal Senato saranno votati in Commissione Affari Sociali. E non dovrebbero esserci sorprese: il testo, ha infatti ricordato Gelli, non dovrebbe subire cambiamenti e porterà nuove importanti novità non solo per gli operatori del settore ma anche per i pazienti. “Sono molti i punti qualificanti contenuti in questo provvedimento – ha ricordato Gelli – finalmente si sancisce un principio fondamentale: il diritto alla sicurezza delle cure diventa parte integrante del diritto alla salute. Si attua inoltre un percorso di semplificazione e di trasparenza delle cure. È stata riscritta la parte della responsabilità civile ed anche quella sull’azione di rivalsa, una vittoria non solo politica, che ha richiesto un lungo lavoro di confronto su un argomento molto complicato e delicato. Così come sono state migliorate la disciplina del fondo di garanzia di solidarietà e quella sulla parte assicurativa. Importante anche il ruolo che avranno le società scientifiche nell'elaborazione delle linee guida”.
 
C’è un unico punto che ha lasciato un “piccolo risentimento” ha aggiunto Gelli: quello sulla conciliazione obbligatoria. “Lasciare spazio alla mediazione rischia di inficiare un po’ la portata di questa azione. Ma se in futuro ci dovessero essere difficoltà faremo sempre in tempo ad apportare dei cambiamenti attraverso la legge ordinaria. Poi se se riuscissimo ad approvare anche la legge sul consenso informato in discussione alla Camera – ha chiosato – potremmo dire di aver compiuto un salto di qualità enorme”.
 
“Un provvedimento di tutti e per tutti” l’ha definito Amedeo Bianco, che è stato il relatore alla Commissione Sanità del Senato.Il Disegno d legge approvato in Senato – ha sottolineato – è un testo di larghissimo consenso, a testimonianza che sono state accolte tutte le attese, le speranze e preoccupazioni dei vari soggetti coinvolti su questo tema. Naturalmente nessuna legge è perfetta e quindi vedremo nell’applicazione concreta cosa emergerà. Certamente cambia il clima. Questo provvedimento servirà a ricostruire un clima di fiducia tra istituzioni, cittadini e professionisti. E noi abbiamo lavorato proprio in questa prospettiva”
 
“Abbiamo mantenuto la parola e ora stiamo per portare una casa una legge tanto attesa. Una grande norma di civiltà” ha detto il senatore Luigi Zanda, Presidente del Gruppo Partito Democratico. “Questa legislatura si è caratterizza per aver portato a termine in un lasso temporale molto stretto tanti importanti provvedimenti – ha detto – penso a quello sulla Pa e sulla scuola, sulla sicurezza e sulla corruzione. Ma credo che sarà ricordata soprattutto per le norme di civiltà che sono state approvate, come quella sulle unione civili, e sul “dopo di noi”, ora anche per quella sulla responsabilità professionale”.
 
Parla di “piccolo miracolo parlamentare” Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico. “Approvare una legge di iniziativa parlamentare è quasi un miracolo – ha affermato – la possibilità di portare avanti questo genere di provvedimento è molto limitata e riuscire ad approvarli ancora di più. Un percorso costruito sulla condivisione tra parlamentari e cittadini. La perfezione è sempre un nostro obiettivo, ma credo che abbiamo raggiunto un punto di equilibrio che consentirà al Paese di fare un passo avanti. Questo provvedimento è un esempio di come dovrebbe funzionare il rapporto tra politica, istituzioni e cittadini. Rimane un po’ di rimpianto per una riforma costituzionale che è stata legittimamente rigettata, ma che avrebbe consentito di accelerare molti iter parlamentari”.
 
Ester Maragò

30 gennaio 2017
© Riproduzione riservata

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