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La nuova legge sulla responsabilità professionale. Cosa cambia per i medici e per i pazienti

Mettere un freno al contenzioso medico-legale per consentire ai medici di lavorare meglio e ai pazienti di essere curati in maniera adeguata. Questi i principi alla base della proposta di legge sulla responsabilità professionale, ormai in dirittura d’arrivo (è ancora in discussione al Senato che dovrebbe licenziarla definitivamente giovedì prossimo). In un incontro promosso da Maurizio De Cicco, presidente e AD Roche, ne hanno illustrati contenuti e scenari l’On. Federico Gelli, il professor Walter Ricciardi e il professor Pietro Serena.

17 FEB - Quasi un euro ogni 10 di quelli spesi in sanità va in fumo per esami e visite inutili richiesti dai medici per ridurre il rischio del contenzioso, non per una reale necessità clinica. E alla fine dell’anno sono oltre 10 i miliardi di euro bruciati sull’altare della medicina difensiva, epilogo di un contenzioso medico-legale arrivato a livelli inauditi che paralizza l’operato dei medici e penalizza gli stessi pazienti.
 
E’ su questo triste background che si staglia il progetto di legge "Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie", invocato e atteso da almeno 15 anni e ormai giunto in dirittura d’arrivo. Il Senato dovrebbe licenziarne il testo riveduto e corretto giovedì della prossima settimana. Poi bisognerà attendere i decreti attuativi prima che il tutto venga implementato.
 
E della legge si è discusso ieri in casa Roche, nel ‘salotto’ della sede romana di San Lorenzo in Lucina. Per dibattere di luci e ombre di questa legge, Maurizio de Cicco, presidente e AD Roche, ha invitato l’onorevole Federico Gelli, relatore per la maggioranza del progetto di legge, il professor Walter Ricciardi presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il professor Pietro Sirena Ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Università Bocconi di Milano.
 
Il provvedimento di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario, atteso da 15 anni,è il primo dei temi che verranno affrontati nel ciclo di incontri “TETRIS: mosaici di salute”, promossi da Roche su tematiche chiave della sanità.

 
“Crediamo che essere l’azienda leader nella salute, grazie all’innovazione dei nostri farmaci, significhi anche portare all’attenzione temi cruciali per il settore, promuovendo un dibattito costruttivo tra tutti gli attori del Sistema, un Sistema che tra l’altro ci vede protagonisti da 120 anni, anniversario che avremo il piacere e l’orgoglio di celebrare quest’anno - dichiara Maurizio de Cicco – Roche vuole quindi creare occasioni di confronto e sinergia a fianco del mondo istituzionale, della comunità scientifica e della cittadinanza, auspicando si possano trovare insieme soluzioni percorribili per la sostenibilità del nostro Paese”.
 
Una legge dal solido impianto, questa in discussione al Senato, che viene a colmare un vuoto normativo che vede l’Italia praticamente sola nel panorama mondiale e che si spera possa mettere un freno al dilagare del contenzioso medico-legale e alla piaga della medicina difensiva che genera uno ‘spreco’ stimabile intorno ai 10 miliari di euro, pari dunque al 10,5% del totale della spesa sanitaria e allo 0,75% del Pil.
 
“Questa legge – commenta il professor Pietro Sirena – interviene in una situazione di carenza normativa ma con intensa giurisprudenza, che ha generato il fenomeno della medicina difensiva.Lo scenario attuale potrebbe essere sintetizzato in quattro ‘parole chiave’: troppa responsabilità civile, troppi risarcimenti, poca assicurazione, poco risk management. In questi anni – spiega Sirena -  abbiamo assistito ad un’interpretazione creativa del diritto, secondo cui la responsabilità del medico è presunta.
Il medico insomma aveva l’onere di provare che la sua ‘colpa’ non sussisteva e il sistema commisurava il risarcimento in modo idiosincratico, dalla parte del danneggiato”.
 
Il decreto Balduzzi aveva per la verità tentato di ripristinare la regola secondo la quale la colpa del medico non si presumeva fino a prova contraria, spettando quindi l’onere della prova al denunciante. Ma come è noto non ha avuto grande seguito. Con questa nuova legge si ribadisce invece in maniera forte e chiara l’inversione dell’onere della prova.
 
“Questa legge per nessuna ragione – afferma Gelli – va intesa come un salvacondotto  per i medici”. Di certo aumenterà tutele e garanzie degli esercenti della sanità” un esercito che tra il pubblico e il privato conta oltre un milione di persone, 350 mila dei quali medici, e accanto a questi infermieri, farmacisti e altre figure professionali. Ma anche il cittadino ne guadagnerà “potendo finalmente fruire – spiega Gelli – di strumenti legislativi  che gli consentiranno di ricevere eventuali risarcimenti in tempi decisamente più contenuti”. Tutto ciò nell’ottica di deflazionare il contenzioso e tornare ad un sistema assicurativo antecedente al ’95, prima del boom del contenzioso.
 
Questi sono i due pilastri della legge, all’interno dei quali c’è il grande capitolo della prevenzione. Tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie, sia pubbliche che private, avranno l’obbligo della copertura assicurativa, commisurata alla loro dimensione.
 
Il risk management. “All'interno del testo – prosegue Gelli - abbiamo regolamentato l’attività di gestione del rischio sanitario, prevedendo che tutte le strutture attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio (risk management)”.
 
Nasce dunque il risk manager, una nuova figura professionale che dovrà occuparsi della gestione del rischio sanitario all’interno delle diverse strutture e che ne renderà conto ai centri per il rischio clinico regionale, i quali a loro volta faranno capo ad Agenas. In questo modo, episodi e situazioni critiche diventeranno patrimonio clinico-culturale condiviso.
 
Le linee guida. Un ruolo centrale in questo progetto di legge è rivestito dalle linee guida che verranno elaborate da società scientifiche e istituti di ricerca accreditati e iscritti in un apposito albo presso il Ministero della Salute. Spetterà poi all’Istituto Superiore di Sanità la ‘certificazione’ di queste linee guida che verranno inserite all’interno di uno specifico repository dell’Istituto Superiore di Sanità dove potranno essere consultate per diventare punto di riferimento della pratica clinica.
“Le linee guida comunque – sottolinea Gelli – non possono coprire tutta l’attività sanitaria; sono un pezzo importante del ragionamento, ma devono disciplinare e non normare e vanno considerate insieme alle buone pratiche assistenziali”.
 
 
“Le responsabilità che il progetto di legge affida all'Istituto Superiore di Sanità – afferma il Professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità- è perfettamente in linea con il percorso fatto in questi anni, che mira a rilanciarne e a promuoverne il ruolo a livello nazionale, europeo e internazionale. La responsabilità sulle Linee Guida conferita dalla legge all'Istituto ne riconosce la competenza scientifica, ma anche il ruolo di ponte tra scienza medica e cittadino. L'Istituto dovrà verificare la conformità della metodologia adottata a standard definiti, la rilevanza delle evidenze scientifiche e infine la pubblicazione delle Linee Guida stesse nel proprio sito internet. 
Questa legge – conclude Ricciardi – rappresenterà anche lo spunto per migliorare l’organizzazione e la prevenzione, ma anche l’empowerment dei pazienti”.
 
Se si vogliono evitare esiti indesiderabili di medicina cosiddetta difensiva, non resta dunque che abbassare la soglia di ‘punitività’ della responsabilità civile in questa materia, e puntare anche a un contenimento quantitativo dei risarcimenti, o quanto meno a una loro maggiore prevedibilità e calcolabilità.
 
"L’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia- conclude l’onorevole Gelli -  ha tolto serenità a medici e professionisti e soprattutto ha avuto come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che pesa sul nostro sistema salute. L’obiettivo di questo progetto di legge è quello di aumentare le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario.
 
Nel testo si fa riferimento all'obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di essere provviste di una copertura assicurativa, e si ribadisce l’obbligatorietà dell’assicurazione per tutti i liberi professionisti. Dal lato dei pazienti, poi, sono state previste nuove misure, come quella riguardante la trasparenza dei dati: le strutture sanitarie saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 7 giorni. Verrà infine istituito un Fondo di garanzia per il rimborso dei danni derivati da responsabilità sanitaria”. 
 
Insomma i pazienti non hanno nulla da temere da questa nuova legge. Chi ha diritto ad un risarcimento lo avrà e anche in tempi molto più snelli di quelli attuali. Ma l’onere della prova spetterà ora al denunciante, cioè al paziente. E le strutture sanitarie avranno modo di riflettere e imparare da eventuali errori, analizzandone le cause e proponendo misure correttive. In un clima di crescita culturale e non di caccia alle streghe.
 
Maria Rita Montebelli

17 febbraio 2017
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