Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Mercoledì 20 NOVEMBRE 2019
Governo e Parlamento
segui quotidianosanita.it

Lorenzin, 4 anni da ministro: “Vaccinazioni e Caso stamina: le mie due grandi battaglie”

Testamento biologico, assenteismo, leggi sugli ordini professionali, fertilità, vaccini, obiezione di coscienza. Un giro a 360 gradi attorno alla Sanità italiana con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervistata da Maurizio Costanzo, durante il suo talk show del giovedì sera.

03 MAR - Tre mandati, un unico obiettivo: combattere i falsi miti in nome della scienza. Due le principali battaglie: il caso Stamina e la campagna pro-vaccini. A raccontare di sé, della sua carriera e del suo impegno politico è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. In un'intervista durante il talk show, condotto da Maurizio Costanzo, in onda il giovedì, in seconda serata su Canale 5, affronta tutti i temi più caldi che ruotano attorno al mondo della Salute ed a quello della Sanità.

Ad introdurre ogni argomento, come di consueto, sono delle immagini, intervallate da interviste e musica. La prima è quella del volto del Dj Fabo che, pochi giorni fa, è andato fino in Svizzera per essere accompagnato alla morte, dopo un tragico incidente stradale che lo ha reso paralitico e cieco.
 
Dopo il caso Fabo: tra sedazione profonda ed eutanasia
“Quando si parla della morte - ha detto Beatrice Lorenzin - si è di fronte ad un mistero che è più grande di quello della vita stessa: È un argomento delicatissimo. Ogni persona ha una sua storia, ognuno è un singolo, un universo a se stante. Da quando sono ministro ho ricevuto numerose segnalazioni di persone che vivono in condizioni dolorosissime, ma che, nonostante tutto, vogliono continuare a vivere. Per questo, chiedono di essere supportate. Non è un caso, dunque, che da ministro mi sono occupata della terapia del dolore, di sedazione profonda, contribuendo anche alla formazione degli hospice ed all’accompagnamento nell’ultima fase di quelle malattie che portano inevitabilmente alla morte. Credo che quando anche solo una persona chiede di essere accompagnata alla morte, di togliersi la vita, ci si trova di fronte al fallimento di un'intera comunità. Questo dovrebbe farci riflettere e farci diventare più attivi nell'aiutare le persone che soffrono".

 
Il testamento biologico

"In parlamento ora c'è una legge, che niente ha a che vedere con l'eutanasia, è sul testamento biologico. È una legge che permetterà alle persone di scegliere, in modo più profondo e più attento, il proprio percorso diagnostico . Ma questa opportunità non dovrà diventare un alibi per i professionisti della cura. Quando dico queste cose non immagino solo casi di questo tipo – il ministro si riferisce, anche se non in modo esplicito, alla storia del dj Fabo, ndr - ma anche a tutte le persone anziane, che non devono sentirsi un peso per la propria comunità”. E sul caso del dj Fabo il ministro non vuole esprimere commenti diretti: "Lo faccio - ha specificato – nel rispetto del dolore suo e dei suoi familiari.
Beatrice Lorenzin torna, poi, sulla sua esperienza diretta : “Parlando con pazienti ricoverati negli hospice, che chiedevano cure che non esistono, mi sono resa conto che è cambiata la cultura della morte. Noi non siamo stati educati alla morte. Nonostante le nuove scoperte e le nuove tecnologie, ci sono, tutt’oggi, delle situazioni dalle quali non si può uscire, delle malattie dalle quali non si può guarire". 
 
Loreto mare, assenteismo e furbetti del cartellino
“È una grande schifezza: il ministro della Salute non usa mezzi termini, e nemmeno ci prova, quando le viene chiesto un parere sul caso dell’ospedale partenopeo Loreto Mare. E commentando la vicenda non perde occasione per ricordare il grande lavoro dei Nas su tutto il territorio nazionale. “Purtroppo - ha detto - non è il primo e neanche l'ultimo dei casi. Sono la prima che difende sempre la categoria dei sanitari: ho chiamato eroi quei medici e infermieri che lavorano sempre, anche dopo l'orario di lavoro, che sono riusciti a mandare avanti le strutture sanitarie pure durante questi anni di tagli. Ma, di contro, ho dovuto inviare gli ispettori in moltissime occasioni: ne ho pochissimi a disposizione che, però, fanno un enorme lavoro. Ma chi sbaglia paga e deve pagare veramente. Sono persone che hanno fatto un giuramento, che hanno contratto, una responsabilità. Per questo, ogni volta che sbagliano devono essere puniti severamente, così da lasciare sempre il buon esempio”.
 
Un albo nazionale per i manager della Sanità
Secondo il ministro, però, il problema è a monte: non bisogna aspettare che arrivino i carabinieri a piazzare le telecamere per stanare i furbetti. “Ci sono dei direttori generali - ha spiegato - che dovrebbero controllare. C'è chi, da contratto ha proprio il compito di vigilare sulla produttività. E su questo argomento ho proposto una legge a cui tengo tantissimo, che adesso è stata impugnata dalla regione Veneto, ma spero possa andare avanti. Prevede l'istituzione di un albo nazionale dei direttori generali. Attualmente – ha continuato Beatrice Lorenzin - 113 miliardi di bilancio della Sanità pubblica sono gestiti da pochissime persone, ossia dai manager della sanità. E queste figure dovrebbero essere scelte attraverso una selezione nazionale ed anche risultare iscritti in un albo che garantisca la presenza di determinati requisiti. E, soprattutto, chi non raggiunge gli obiettivi non può conservare il proprio posto di lavoro. Questa legge era già praticamente approvata, stiamo cercando di apportare dei correttivi per mettere tutti d'accordo”.
 
Aborto e medici obiettori 
Laconico il commento sul caso San Camillo e quel concorso riservato ai medici non obiettori : "è un'altra vicenda particolarissima. Qui non si tratta di essere obiettore o non obiettore – ha detto il ministro - ma se c'è una legge per gestire i concorsi questa legge va rispettata”.
 
Fertilità 
Beatrice Lorenzin è diventata mamma quando aveva più di quarant’anni, quando quasi non ci sperava più. Ed è per questo che per lei il tema della fertilità è un argomento delicato, per cui ha mostrato sempre un notevole interesse.“la diminuzione delle nascite – ha spiegato – è una questione molto importante: nel nostro paese abbiamo un calo demografico dovuto anche alla situazione di tantissime coppie, centinaia di migliaia, che vogliono avere figli ma non ci riescono. In Italia è difficile anche adottare un bambino”. Ma a chi crede di avere tanto amore da dare, amore materno o paterno che sia, ma non può mettere al mondo un figlio, il ministro della Salute consiglia anche di intraprendere l’iter per l’affidamento: “è un’esperienza bellissima”, ha detto.
 
L’impegno politico come ministro della Sanità
“Reggere un dicastero come quello della Sanità non è una cosa semplice – ha spiegato Beatrice Lorenzin - richiede di scegliere e di farlo con umiltà. Si può anche sbagliare: l'importante è essere in buona fede". Parlando, poi, di tutti i presidenti del Consiglio, con cui si è trovata a lavorare, ricorda quando con il governo Letta si è trovata immediatamente ad affrontare il caso Stamina: “ho deciso con coscienza di fare quello che ritenevo giusto in base alla scienza e per i pazienti . Enrico Letta mi ha sostenuto per nove mesi terribili, in cui ho subito anche una vera e propria aggressione”. Di Matteo Renzi, invece, dice “mi ha dato la possibilità di fare tutte le riforme che avevo in testa. E in questi giorni sto portando a casa proprio questo lavoro”.
Paolo Gentiloni invece l’ha definito “una persona con cui è sempre possibile condividere delle scelte”. Insomma, un bel bilancio che sta dando i suoi frutti in questi giorni,tra i nuovi Lea, il patto della Salute, la nuova legge sulla responsabilità professionale e quella in arrivo sugli ordini professionali.
“Ma di strada da fare - ha aggiunto – ce n’è ancora tanta”.
 
Vaccini
Insieme a Stamina, quella sui vaccini, l’ha definita la sua battaglia più importante: “andando per i centri vaccinali – ha raccontato il ministro - ho potuto constatare di persona che i genitori vaccinano i propri figli contro la meningite, ma non li vogliono vaccinare contro il morbillo, una malattia per cui, in questi giorni, sono morti 26 bambini in Romania. Prima si moriva anche di rosolia e di meningite e oggi ce ne siamo dimenticati, viviamo in una sorta di falsa sicurezza”.
Molte malattie sono ancora incurabili, da altre si può guarire, di altre ancora non ci si ammala più proprio grazie ai vaccini. Qualunque sia la situazione, Beatrice Lorenzin ha ribadito l’importanza di affidarsi alla scienza e non hai falsi miti. “Casi – come quelli della ragazza malata di cancro che ha deciso di curarsi con rimedi naturali, rifiutando la chemioterapia – ha concluso il ministro – non possono più accadere”.

03 marzo 2017
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Governo e Parlamento

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy