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Vaccini. Fimp: “Bene il decreto, ora si riorganizzi la rete. Il pediatra in prima linea per educare le famiglie”

Dopo la firma del Presidente della Repubblica al Decreto che innalza a 12 il numero di vaccini obbligatori, è necessario che anche i professionisti della salute facciano la loro parte. È questo in sintesi il pensiero  di Giampietro Chiamenti, presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), che si appella a tutti i pediatri affinchè si impegnino per educare e informare le famiglie su tutte le novità introdotte.

08 GIU - “Questo decreto modifica profondamente l'approccio all'articolato mondo del sistema vaccinale richiamando gli operatori della salute e della scuola a ruoli, compiti e complessità esecutive impegnative e coordinate”. Lo ha dichiarato Giampietro Chiamenti, presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), commentando la firma del Presidente della Repubblica al Decreto del Consiglio dei Ministri sull'introduzione dell'obbligo vaccinale, per un totale di 12 vaccini compresi nel Calendario delle vaccinazioni.
 
“Bisogna sottolineare - ha continuato Chiamenti - che nella rivisitazione applicativa ed organizzativa del sistema deve essere valorizzato il ruolo propositivo, attivo e di rete del Pediatra di libera scelta in virtù del suo rapporto diretto e fiduciario con la famiglia e della sua capillarità territoriale. In tale contesto diventa quanto mai importante anche l'informazione e l'accompagnamento dei genitori nell'accettare e comprendere il significato delle nuove norme, la loro applicazione ed i doveri genitoriali conseguenti al decreto, soprattutto se e quando convertito in legge".

 
"Il pediatra di famiglia - ha sottolineato il presidente Fimp - consapevole del significato profondo e dell'impatto, non solo emotivo, che provocheranno le misure obbligatorie introdotte è il professionista che più e meglio di altri potrà farsi carico del rapporto relazionale coi genitori ma anche con gli stessi bambini ed adolescenti, tanto più se diventerà soggetto erogatore diretto o tramite personale di studio della vaccinazione”.
 
“Nel suo insieme tale compito non sarà semplice pur rientrando nel bagaglio formativo professionale, ma anche di attività svolta sul campo e in prima linea con la famiglia e i bambini dalla nascita alla fine dell'adolescenza per tutto l'ambito delle cure e del prendersi cura. Confrontarsi, sostenere, comprendere, agire in termini di prevenzione e assistenza fa parte della quotidianità del Pediatra di famiglia e viene svolto nell'ambito del già citato rapporto fiduciario. In questa circostanza tutto questo diventa particolarmente attuale e da applicare e ci induce ad accettare con ottimismo la nuova sfida che si profila col Decreto. Siamo pronti a svolgere con efficacia il ruolo che questo comporta - ha concluso Chimenti - soprattutto quando ci sarà la definitiva conversione in legge e se le Istituzioni vorranno cogliere la nostra disponibilità come del resto è già stato fatto in alcune realtà, in particolare nella Regione Toscana”.

 

08 giugno 2017
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