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Malaria e vaccini. Botta e risposta su facebook tra Renzi e Imposimato

“Se la bambina ha fatto i 10 vaccini e poi è morta occorre accertare se essi siano stati la causa della morte”. Così ieri su facebook il magistrato Federico Imposimato. Per il segretario del Pd è il momento di dire "basta con la demagogia e le strumentalizzazioni. La vita dei nostri figli vale più di qualsiasi campagna elettorale. La medicina e la scienza vengono prima delle paranoie di aspiranti leader in cerca di visibilità".

08 SET - “Se la bambina ha fatto i 10 vaccini e poi è morta occorre accertare se essi siano stati la causa della morte”. È questo il contenuto di un post pubblicato su Facebook dal magistrato Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ed ex candidato del Movimento 5 Stelle al Quirinale.
 

 

Dura la replica di Matteo Renzi. "Qualcuno sta continuando a giocare sporco su un tema, quello dei vaccini, che dovrebbe essere affidato alla scienza, non alle divisioni di partito. Lo sta facendo il presidente del Veneto Zaia con la Lega Nord: mi sembra assurdo che per distinguersi all'interno del centrodestra con Forza Italia, che giustamente si è smarcata, si giochi sulla pelle dei bimbi. Lo sta facendo il giudice Imposimato, uomo che il Blog Cinque Stelle proponeva come Presidente della Repubblica, che ha scritto parole sui vaccini talmente squallide da non poter essere nemmeno riferite". Ad affermarlo, su Facebook, il segretario del Pd Matteo Renzi.

 
"Come segretario del PD, ma soprattutto come padre, rilancio il nostro appello: basta con la demagogia e le strumentalizzazioni. La vita dei nostri figli vale più di qualsiasi campagna elettorale. La medicina e la scienza vengono prima delle paranoie di aspiranti leader in cerca di visibilità", conclude Renzi.
 
 
Parole, quelle del segretario del Pd che non hanno lasciato indifferente Ferdinando Imposimato. "Cari amici, che dire a Renzi, poveretto! Se c'è un gioco sporco , questo riguarda lui e le leggi da lui volute , tutte a favore di potenti gruppi di potere , amici e lobbies".
 
"Il Governo Renzi e quello Gentiloni – scrive Imposimato - avevano il dovere di agire nella legge sui vaccini con imparzialità secondo l'art 97 della Costituzione. Questo dovere si estende al direttore generale del Ministero della Sanità . Sennonché un membro del Consiglio di Amministrazione di Glaxo Smith Kline, produttrice dei 10 vaccini , è anche direttore generale del ministero della 'salute'. Egli ha preparato il decreto sui vaccini e i provvedimenti attuativi . Un clamoroso conflitto d'interesse e abuso d'ufficio: è stato presentato esposto del Codacons all'autorità anticorruzione".
 
"Ma a parte ciò – prosegue il magistrato - esistono nella legge sui vaccini gravi violazioni della Costituzione . In primo luogo le legge è stata approvata da un Parlamento illegittimo, secondo la sentenza n 1 2014 della Corte Costituzionale. La legge viola la libertà individuale, come emerge dai lavori preparatori dell'art 32 Costituzione (A Moro Commiss Costituzione 28 genn 1947) Moro impose . La legge è in contrasto con l'art 34 che prevede "la scuola dell'obbligo per almeno otto anni": sicché i ragazzi fino a 5 anni, se non vaccinati, sono esclusi dalla scuola , mentre quelli da sei anni in su, soggetti alla scuola dell'obbligo, hanno il diritto e il dovere di accedere alla scuola, anche se non vaccinati. Assurdo! L'esclusione del bambino tra i 6 e i 14 anni dalla scuola dell'obbligo per violazione della legge sui vaccini ridurrebbe in modo immotivato uno dei diritti cardine della nostra Carta fondamentale, il diritto allo studio, con un'illegittima discriminazione a totale discapito dei singoli individui.
La legge sui vaccini obbligatori viola anche l'art 3 sulla eguaglianza di fronte alla legge: vi è disparità di trattamento tra i bambini fino a 5 anni e quelli che hanno superato questa età. C'è disparità di trattamento tra italiani e stranieri: questi, a differenza degli italiani, devono vaccinarsi senza distinzione di età".


 Una breve frase, che ha sollevato un vespaio di reazioni, tra le quali quella dell’assessore alla Salute della PA di Trento, Luca Zeni, sempre su Facebook.

Zeni non cita direttamente Imposimato, ma parla di “posizioni strampalate” tra le quali ci sarebbe quella che “la bambina sarebbe stata vaccinata e la malaria o è un effetto collaterale o è una bugia per nascondere la verità. Qui siamo al di là del bene e del male – afferma Zeni -, è talmente assurda che meriterebbe un tso, ma gira davvero”.

Per l’assessore trentino “la scomparsa della piccola Sofia è una tragedia che colpisce profondamente, perché vedere una persona, una bambina, morire di malaria a Trento senza essere stati all'estero è una ‘prima assoluta’ per la nostra Provincia. Ho già avuto modo di esprimere la nostra vicinanza alla famiglia ed anche di entrare nel merito con comunicati stampa e dichiarazioni”.

“In questo momento – ha spiegato Zeni - esperti stanno vagliando tutte le ipotesi per capire cosa possa essere successo. Non si esclude né che possa essere stata contratta prima dell'arrivo in ospedale, né che sia stata una zanzara il vettore. Le analisi dovrebbero dare almeno una parte delle risposte che cerchiamo”.

In attesa di conoscere i risultati dell’indagine, Zeni invita comunque a evitare “strumentalizzazioni” da parte di “alcune parti politiche e alla superficialità dei leoni da tastiera che si scatenano sui social”.

Basta, quindi, parlare di una connessione tra il caso e i vaccini e anche col dare la colpa all’immigrazione. “Personalmente – scrive Zeni - non mi colloco certo nella categoria dei ‘buonisti’. Ritengo che sia dovere di uno Stato regolare i flussi migratori, e credo si debba avere la pretesa di un rigoroso rispetto delle regole da parte di tutti. Ma è desolante imputare ai profughi la malaria, perché tecnicamente è una bestialità. Serve scambio di sangue per prendere la malaria, ed il veicolo sono alcune specie di zanzara che non dovrebbero esserci alle nostre latitudini. Se dovessimo invece individuarle in Trentino, significa che il nostro clima è cambiato tanto da ospitarle. Qui non c'entra essere a favore o contro l'immigrazione, o sulla disciplina, qui si tratta di voler usare una bambina per fomentare odio o meno”.

“Non capire tecnicamente che la malaria è una malattia che non si trasmette per contagio diretto, e che le zanzare non arrivano sui barconi – conclude Zeni -, significa o essere totalmente ignoranti o talmente in malafede da essere sciacalli”.

08 settembre 2017
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