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Edilizia sanitaria e ricerca. Arrivano 264 milioni per rifare 4 ospedali (tre nel Lazio e 1 in Sicilia) e altri 23 milioni per 10 progetti di ricerca sanitaria. Lorenzin assicura: “Fondi subito disponibili”

Ospedali più sicuri ed efficienti e nuove ricerche in campo medico, destinate ai più piccoli, ma anche a patologie gravi come il cancro e le malattie cardiovascolari. In tutto sono 287 i milioni di euro messi a disposizioni per realizzarli, cifra che il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese ha destinato alla Sanità. Ad annunciare i dettagli, il ministro Lorenzin in conferenza stampa con i Direttori generali Andrea Urbani, programmazione sanitaria, e Giovanni Leonardi, ricerca e innovazione in sanità

21 SET - Strutture antisismiche, efficienza energetica e rispetto delle norme antincedio. Per i pazienti non solo luoghi più sicuri, ma anche servizi sanitari migliori.  Ancora, nuove frontiere di cura, grazie a dieci innovativi progetti di ricerca, per i disturbi dello spettro autistico, la salute in età pediatrica, il cancro, le malattie cardiovascolari e infettive.
 
Sono queste le proposte che, grazie alla quota del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese destinata alla Sanità, pari a 287 milioni di euro, si trasformeranno presto in interventi concreti. In particolare, per l’edilizia sanitaria sono stati stanziati 264.166.816 euro che serviranno alla riqualificazione di 5 diversi ospedali. Per i dieci progetti di ricerca sanitaria la cifra messa a disposizione è di 23.130.200 euro.
 
Gli interventi proposti
È stato il ministero della Salute, su proposta del ministero dell’Economia e delle Finanze, ad individuare quindici interventi. “Cinque di questi  - ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - riguardano il settore dell’edilizia sanitaria, dall’ampliamento, alla riqualificazione, fino all’adeguamento e messa a norma di quattro ospedali della Regione Lazio e dell’Irccs “Bonino Pulejo” di Messina. Gli altri dieci progetti sono tutti dedicati alla ricerca in differenti ambiti sanitari”.

 
Le proposte hanno già ricevuto l’ok del Ministero dell’Economia e Finanze, che ha bollinato il Dpcm che ripartisce la quota del Fondo, istituito attraverso la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016). All’edilizia sanitaria è stata assegnata la quota più consistente: 264.166.816 euro. Per la ricerca sanitaria la cifra messa a disposizione è di 23.130.200 euro.
 
Gli interventi finanziati di edilizia sanitaria 
Nuovo look per cinque ospedali. Con i 264 milioni di euro del fondo si punterà a migliorare a garantire prestazioni sanitarie più efficienti e luoghi più sicuri.
Ma vediamo nel dettaglio i miglioramenti infrastrutturali pensati per ogni singolo ospedale coinvolto.
 
“Con un investimento di 55 milioni di euro, per l’ospedale G.B. Grassi di Ostia - ha aggiunto Lorenzin - sono stati proposti interventi di ammodernamento tecnologico, manutenzione straordinaria edile impiantistica, adeguamento sismico e messa a norma antincendio, nonché interventi per il risparmio energetico”. Un intervento che lo stesso ministro ha descritto “molto importante, soprattutto - ha sottolineato - considerando gli investimenti già fatti in precedenza per la stessa struttura”.
 
All’ospedale dei Castelli di Roma andranno 24, 5 milioni di euro. “Il fondo – ha detto il ministro della Salute - sarà utilizzato per il completamento delle urbanizzazioni, trattandosi di un ospedale in via di completamento”. Si provvederà alla realizzazione della viabilità carrabile e pedonale dei parcheggi, le infrastrutture e gli impianti dell’elisuperficie. Previste anche nuove attrezzature tecnologiche.
 
Riguardano l’adeguamento sismico i lavori previsti all’Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti. Il nosocomio si trova in una zona sismica di livello 2. “È un intervento – ha specificato Lorenzin – che abbiamo sempre ritenuto prioritario, perché questa struttura è l’ospedale di riferimento di tutta la provincia”. Necessari anche miglioramenti per la messa a norma antincendio e per l’efficientamento energetico. Il tutto sarò reso possibile da un investimento di 76,5 milioni di euro.
 
Il quarto ospedale coinvolto nel progetto redatto dal ministero della Salute è quello della SS. Trinità di Sora. Gli interventi programmati sono di adeguamento strutturale e sismico (zona sismica 1). Richiesto anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la messa a norma degli impianti, per un totale complessivo di 17 milioni di euro. “Questo ulteriore tipologia di intervento – ha detto il ministro della Salute – dimostra quanto questo governo stia puntando sulla sicurezza dei cittadini”.
 
L’ultimo progetto in ambito ospedaliero ha coinvolto il Centro Neurolesi Bonino Pulejo. Previsti pure interventi allo stesso Ircss medesimo e alle strutture che fanno riferimento allo stesso Centro, come il Plesso ospedaliero Piemonte e l’Istituto Marino. “Grazie a 91 milioni di euro - ha spiegato Beatrice Lorenzin - saranno effettuati i seguenti lavori: adeguamento sismico delle diverse strutture, realizzazione di ambulatori, ampliamento di pronto soccorso, realizzazione del tecnopolo di ricerca (risonanza 7 Tesla), realizzazione del reparto e pronto soccorso psichiatrico, ampliamento Centro neurolesi con realizzazione di edifici nuovi”.
 
È una storia a lieto fine quella del Centro Neurolesi Bonino Pulejo: “soltanto cinque anni fa - ha ricordato il ministro della Salute – ha rischiato un serio ridimensionamento. Ma noi abbiamo sempre creduto nelle potenzialità della struttura. E ciò che accade oggi ci da ragione: il Neurolesi è in una Rete che ha i suoi punti di riferimento non solo nazionali, ma anche internazionale. Questo ulteriore rilancio economico è un grande messaggio per la sanità del sud. Un messaggio chiaro: l’intenzione di questo governo di sanare quel gap, inaccettabile, che ancora persiste tra la sanità del sud e quella del centro e del nord Italia”.
 
Ma le buone notizie non finiscono qui. La ripartizione dei fondi sarà celere, così come anche il completamento delle opere previste. “I fondi necessari a portare avanti questa serie di interventi – ha spiegato Lorenzin - non verranno distribuiti attraverso l’articolo 20, ma saranno messi a disposizione direttamente dal ministero della Salute. Ciò, non  solo garantisce la certezza di un finanziamento più veloce, ma anche un monitoraggio costante dei lavori”.
 
I fondi per ricerca sanitaria 
Ventitré milioni di euro per dieci diversi progetti di ricerca sanitaria. “Una cifra che se paragonata a quella stanziate per l’edilizia – ha fatto notare Lorenzin - sembrano pochi. Ma assicuro – ha detto – che non sono pochi per niente, trattandosi di ricerca”.

Disturbo di spettro Autistico. Grazie a 3 milioni di euro sarà portata avanti la ricerca di biomarcatori per personalizzare le terapie esistenti e sviluppo nuove terapie farmacologiche e riabilitative. “Il progetto – ha commentato il ministro della Salute - a firma dell’Università degli Studi di Messina, ha anche l’obiettivo di identificare nuove terapie farmacologiche e nutraceutiche e sperimentare forme innovative di riabilitazione personalizzate sulla base dei deficit presenti nel singolo individuo”.
 
Alla “Rete Nazionale di ricerca per la gestione clinica in modalità integrata delle Patologie Infettive in Italia” andranno 2 milioni di euro. Il progetto è coordinato dall’Irccs Spallanzani “allo scopo - ha aggiunto Lorenzin - di produrre e validare percorsi diagnostico-terapeutici nel campo delle malattie infettive, trasferibili alle strutture del servizio sanitario. La messa in rete è uno degli aspetti che ci sta più a cuore”.
 
Altri tre milioni per il progetto “Strategie integrate per lo studio dei determinanti delle malattie cardiovascolari e per l’identificazione di biomarcatori delle stesse”, presentato dalla Rete Cardiologica, a cui partecipano 17 Ircss impegnati in ambito cardiovascolare e articolato in tre linee di ricerca che affrontano la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria.
 
Allo “Studio di fattibilità per la diagnosi genomica congiunta di rischio genetico e di sensibilità ai nuovi farmaci nelle neoplasie del seno, ovaio e colon” andranno 6,4 milioni di euro. Il progetto è stato presentato da Alleanza contro il cancro, la rete oncologica degli Ircss, ed “ha obiettivo di studiare – ha spiegato Beatrice Lorenzin - la fattibilità di un percorso diagnostico congiunto, al momento della diagnosi di tumore, per l’identificazione contemporanea delle mutazioni somatiche e delle varianti ereditarie. La ricerca è destinata in particolar modo ai tumori dell’ovaio, ad alcuni sottotipi di tumore della mammella (triplo-negativi) e tumori del colon/retto, per i quali la definizione di percorsi congiunti per la diagnosi di malattia e del rischio risulta più urgente”.

“Si è già partiti con il polmone – ha rassicurato Giovanni Leonardi, della Direzione generale della ricerca e dell'innovazione in sanità del ministero della Salute - e poi si proseguirà con ovaie, seno e colon. Tutto, per garantire una cura sempre più efficace”.
 
“Valutazione dell’utilità della gestione integrata di sequenze rm nella pratica clinica”: questo progetto ha lo scopo di sviluppare le linee guida e i metodi per l’acquisizione, elaborazione e condivisione di protocolli di imaging di risonanza magnetica (Mri) multi-parametrici specifici per le malattie neurodegenerative, con declino cognitivo e comportamentale. La finalità, attraverso un investimento di 2 milioni di euro, è di aumentare il potere diagnostico e prognostico degli attuali protocolli, per un totale.
 
“Studio per la valutazione dell’utilità e dell’efficacia della piattaforma genomica e proteomica nelle malattie neurodegenerative”: è un progetto finalizzato ad identificare e validare una matrice diagnostica che permetta di riconoscere la fase preclinica delle malattie neurodegenerative con declino cognitivo e comportamentale, combinando le informazioni cliniche e omiche (genomiche e proteomiche). Lo stesso progetto ha anche un altro preciso obiettivo finale: istituire un Centro di Eccellenza (Ce) per lo studio ed il trattamento delle malattie neurodegenerative con declino cognitivo e comportamentale. Il tutto sarà reso possibile attraverso lo stanziamento di 2 milioni di euro.
 
“Abbiamo fatto un grosso lavoro sulla genomica lungo il corso di tutti questi anni – ha specificato Lorenzin – e tutti questi progetti sono la testimonianza che l’impegno è continuo”

“Studio finalizzato alla messa a punto e al collaudo del network italiano di neuroteleriabilitazione”. Attraverso questo progetto, ed all’impiego di un milione di euro, “si vuole implementare – ha detto il ministro della Salute - un network italiano finalizzato a fornire servizi di neuroteleriabilitazione motoria, cognitiva e logopedica per la continuità assistenziale in pazienti colpiti da diverse patologie neurodegenerative dimessi dagli Istituti partecipanti alla rete neurologica degli Irccs. Sono patologie semore più in aumento non sono tra la polazone degli anziani, ma anche tra i più giovani”.

Un altro progetto interessa invece la Rete Pediatrica degli Irccs. Si chiama “Analisi genomiche per l’inquadramento dei pazienti pediatrici orfani di diagnosi” ed è nato con l’obiettivo di implementare nella pratica clinica un nuovo modello di diagnosi e presa in carico dei pazienti pediatrici “orfani” di diagnosi. La finalità è migliorare sensibilmente il tasso di successo diagnostico e a ridurre i tempi e i costi della presa in carico dei pazienti. Sono 985 mila euro i soldi messi a disposizione.

“Developmental brain abnormality imaging – DeBrAIn. An integrated network for studying developmental brain disorders” è un ulteriore progetto che interessa la Rete Pediatrica degli Irccs. È finalizzato ad adottare un approccio multidisciplinare con tecnologia avanzata per lo studio della patologia cerebrale in età evolutiva. Cioò permetterà di investigare le alterazioni morfo-funzionali e di connettività cerebrale nei DBDs associati a MCDs focali o diffuse e confrontarli con quelli causati da lesioni cerebrali acquisite in epoca pre-peri- o post-natale precoce. Il fondo per questo singolo progetto è di un milione di euro.
 
Anche l’ultimo progetto finanziato coinvolge la Rete Pediatrica degli Irccs. Denominato “An integrated specialist web network for early screening and care of neurodevelopmental disorders”, ha lo scopo di produrre una rete curante che sappia intercettare i segnali di ritardo o di allarme nei processi fisiologici di neuro-sviluppo”. Stanziati 1,5 milioni di euro.

Sottolineando l’importanza rivestita da ogni singolo progetto Leonardi ha poi rivelato gli ingredienti fondamentali per una sanità che funzioni: “big data e messa in rete sono i due concetti che fanno la differenza. I progetti - ha continuato Leonardi – infatti, non sono slegati tra loro, ma insieme formano un percorso che darà vita ad una banca dati in grado di contribuire il miglioramento dei metodi di diagnosi e cura”. Rete e Big data, appunto. “Ma ciò che tutti questi progetti hanno dimostrato – ha concluso Leonardi - è la preparazione dei ricercatori italiani. Se al momento dell’istituzione del Fondo non ci fossero state proposte idee vincenti, è molto probabile che i finanziamenti sarebbero stati destinati ad altre cause”.
 
Ma gli impegni del ministero della Salute non finiscono qui. Beatrice Lorenzin annuncia già il prossimo obiettivo: “abbiamo avviato – ha raccontato - un censimento, a livello nazionale, delle strutture ospedaliere per individuare i fabbisogni e le carenze infrastrutturali. Così, nell’arco di dieci anni, sarà possibile immaginare una nuova sfida di sviluppo del paese sua attraverso la realizzazione di nuovi ospedali, sia con la ristrutturazione di quelli esistenti. Ma questa nostro lavoro - ha concluso il ministro della Salute – dovrà essere concluso da chi prenderà il nostro posto. Noi ci impegniamo a lasciare la migliore eredità”.
 
Isabella Faggiano

21 settembre 2017
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