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Il Ssn e la genomica. Ecco il Piano approvato in Stato-Regioni per puntare sull’innovazione, senza far saltare i conti di Asl e ospedali


I progressi nell'ambito della genomica, si spiega nel Piano, hanno implicazioni evidenti e cruciali per la salute pubblica. Queste conoscenze permettono infatti di riconoscere più facilmente le basi genetiche delle malattie ereditarie e offrono l'opportunità di differenziare, all'interno delle popolazioni, individui e gruppi maggiormente suscettibili di sviluppare determinate condizioni, e questo con modalità nuove rispetto a quelle tradizionalmente usate dai professionisti di sanità pubblica. Ma non bisogna dimenticare la sostenibilità economica. IL PIANO APPROVATO.

03 NOV - La genomica entra nel Ssn. E lo fa in applicazione del decreto del ministro della Salute del 25 gennaio 2016 su "Adozione del documento di indirizzo per l'attuazione delle linee di supporto centrali al Piano nazionale della prevenzione 2014-2018", che l’ha indicata tra le azioni prioritarie nel settore della prevenzione e della medicina predittiva.

Il decreto ha previsto un'azione di "Pianificazione nel campo della genomica" (Azione A.1.7) che:
• tiene in conto quanto definito dalla citata Intesa del 13 marzo 2013 al fine di incorporare la Public Health Genomics nel sistema sanitario costruendo una capacità di sistema e impostando una governance adeguata;
• identifica la necessità di ulteriori necessari interventi di 'potenziamento della capacità di governo' e segnatamente: rendere normativamente agevole il data-sharing, comprensivamente della normazione per la privacy e regolamentare l'acquisto on-line dei test genetici (in collaborazione con gli altri Paesi europei);
• definisce di dovere affiancare alla linea strategica di cui alla citata Intesa del 13 marzo  2013, una linea strategica per I' innovazione del sistema stesso, mediante un atto di pianificazione che integri: la genesi della nuova conoscenza (in particolare mediante l'Interrogazione del Big Data); la fruibilità della conoscenza (nei suoi aspetti teorici e pratici); la definizione del processo sanitario" (sequenza degli atti tecnico-professionali evidence­ based per raggiungere l'obiettivo di salute) per l'adeguamento dell'organizzazione; l'erogazione del servizio; la valutazione; la ricerca e l'utilizzo  di  tecnologie  innovative (anche mediante accordi pubblico-privato ed iniziative di start-up;

• porti alla definizione di un "documento di pianificazione".

In questo quadro, la Stato-Regioni ha espresso l’intesa sul "Piano  per l'innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche", quelle, appunto, che riguardano la genomica, fissando tuttavia alcuni paletti.

Tra questi  il piano ribadisce l’importanza “capitale” di mantenere la prospettiva della sanità pubblica come garanzia di efficacia,  efficienza  ed  equità nei  processi di innovazione  generati  dal piano stesso nel Ssn e, considerata la incisività e l'ampiezza della 'rivoluzione omica',  sottolinea la necessità di un accurato monitoraggio del processo di implementazione del Piano anche per  verificarne tempestivamente l'impatto. “È inoltre necessario – si legge - un accurato monitoraggio delle performance dei servizi relativamente agli obiettivi del presente Piano mediante un adeguamento dei sistemi informativi e di quelli degli adempimenti previsti dai Lea”.

Il Piano afferma ancora che poiché è costitutiva della pianificazione che prevede l'integrazione del Ssn con altri ambiti di sviluppo del sistema paese, è fondamentale pervenire alla massima armonizzazione con le policy nei settori dello sviluppo digitale, della ricerca di base e della innovazione di sistema e, considerato che il Piano ha la potenzialità di impattare, sia positivamente che negativamente, sulla sostenibilità del Ssn, è necessaria un accurato monitoraggio sui costi derivanti dalla sua implementazione tramite l'utilizzo routinario di strumenti di verifica, dell'HTA ( incluse, se necessario, ‘modellizzazioni’) per poter intervenire tempestivamente laddove questo fosse opportuno.

Ma resta comunque fondamentale, sottolinea, promuovere la dimensione della ricerca 'omica' non solo nella ricerca di base ma anche nella sanità pubblica nei relativi programmi e  piano, sia in Italia che nell’Ue.

Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie contribuirà alla realizzazione del Piano per l'innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche prevedendo specifiche aree di intervento all'interno dei programmi annuali di attività, a sostegno delle attività di sviluppo previste e l'Istituto superiore di Sanità concorrerà nell'ambito dei suoi finanziamenti ordinari alle attività previste riconducibili al suo ruolo istituzionale.

La finalità
I progressi nell'ambito della genomica, si spiega nel Piano,  hanno implicazioni evidenti e cruciali per la salute pubblica. Queste conoscenze permettono infatti di riconoscere più facilmente le basi genetiche delle malattie ereditarie e offrono l'opportunità di differenziare, all'interno delle popolazioni, individui e gruppi maggiormente suscettibili di sviluppare determinate condizioni, e questo con modalità nuove rispetto a quelle tradizionalmente usate dai professionisti di sanità pubblica.

Nonostante la genomica abbia visto uno sviluppo notevole nell'ultimo decennio, e un progresso ancora più rapido sia atteso nel prossimo futuro, fino a  oggi  il  suo  impatto  sulle  politiche  sanitarie  è  stato limitato.
 
Il Piano nasce quindi dall’esigenza di integrare la sempre maggiore disponibilità di strumenti sofisticati nel settore delle scienze genomiche con le pratiche correnti di sanità pubblica. La finalità è delineare le modalità con cui l'innovazione nel settore della genomica si debba innestare nel Ssn negli ambiti della prevenzione, diagnosi e cura in un'ottica di efficacia (evidence-based) e di sostenibilità (cost-effectiveness) del Ssn per il miglioramento della salute dell'individuo e della popolazione.

Il Piano si inserisce in una strutturazione di 'governance' e 'capacità di sistema' che da un lato si basa su e valorizza iniziative già in corso (es. progetti supportati dal ministero della Salute e altri Enti finanziatori), e dall'altro necessita di una pianificazione adeguata a livello nazionale (interventi legislativi).
Lo scenario
 
I sistemi sanitari di tutto il mondo stanno affrontando una fase cruciale e delicata, spiega ancora il Piano, caratterizzata da un'elevata pressione finanziaria che rischia di minare la sostenibilità dei sistemi.

Per affrontare la sfida di questo scenario in evoluzione, i sistemi sanitari dovranno gestire tre nodi cruciali: ridare centralità al cittadino nel contesto del sistema; dare maggiore enfasi alle attività di prevenzione; riorganizzare radicalmente il servizio spostando le cure dall'ospedale al territorio.

Tuttavia, nei report più recenti né la genomica né le scienze della vita sono state considerate e discusse come settori importanti per lo scioglimento di questi nodi. Il Piano suggerisce quindi che questi punti critici vengano affrontati anche con l'ausilio delle conoscenze e dei principi della genomica, in virtù di una consapevolezza che negli ultimi anni sta maturando sempre di più su queste tematiche tra i professionisti di sanità pubblica. Nello specifico, la genomica ed altre innovazioni scientifiche possono inserirsi in un trend sociale già in atto, cioè la sempre maggiore centralità dell'individuo, per rendere la salute pubblica e l'assistenza sanitaria più efficaci ed efficienti.

Le sfide
Per farlo sarà essenziale affrontare  alcune  sfide,  man mano che  i  progressi nel campo della genomica aprono nuove opportunità per il  miglioramento della salute attraverso l'uso di  applicazioni  genomiche e strumenti per la valutazione della storia di salute delle famiglie.

Sono quindi necessari dati nazionali validi ed affidabili per stabilire le misure di riferimento e per monitorare i progressi. Le classiche fonti di dati amministrativi dei sistemi sanitari probabilmente non sono ancora adeguate a questo scopo. Lo sviluppo di un programma sulla stregua di Healthy People potrebbe pertanto essere ostacolato dalla limitata disponibilità sia di raccomandazioni basate sull'evidenza  sia  di  dati  nazionali  per monitorare  i  progressi

Da un lato il  Piano vuole acquisire all'interno del Ssn le innovazioni culturali, scientifiche, tecnologiche ed erogative  già  in  qualche modo acquisite dalla ricerca nelle scienze omiche. Dall’altro vuole promuovere le necessarie innovazioni congeniali alle caratteristiche di questo campo (per esempio tecnologie per rendere fruibili ai 'medici di prossimità' il corpus delle evidenze scientifiche effettivamente utilizzabili nel rapporto.

03 novembre 2017
© Riproduzione riservata


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