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Tbc. Fazio: “Non c’è epidemia se non quella politica e mediatica”

“Se anche i due casi registrati a Roma fossero collegati si tratterebbe di contagio, che è normale per una malattia infettiva, e non di epidemia”. Il ministro della Salute presenta i dati epidemiologici sulla Tbc in Italia, per smentire l’allarme diffuso dopo i casi del Policlinico Gemelli.

07 OTT - L’incidenza della Tbc in Italia è al di sotto dei 10 casi ogni 100mila abitanti, e dunque il nostro, secondo i parametri Oms, è “un Paese a bassa incidenza della malattia”. Questo dato è stabile dalla metà degli anni ‘70, e dunque “non c’è alcuna recrudescenza della malattia”. I dati sono stati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, nella conferenza  stampa tenuta a margine del Congresso nazionale Fimmg-Metis in corso a Villasimius.
Il ministro ha sottolineato come l’incidenza della tubercolosi sia molto variabile tra le diverse Regioni, per fattori ambientali (soprattutto la presenza di immigrati) e anche per fenomeni di sottonotifica. Nel 2009, secondo i dati del ministero, si va da un’incidenza dello 0,9 casi ogni 100mila abitanti in Molise, fino a 11,5 casi nella provincia di Trento e 12,1 nel Lazio. Più alta l’incidenza per la sola città di Roma dove nel 2009 sono stati registrati 487 casi di tubercolosi, corrispondenti a 17,9 casi ogni 100mila abitanti, mentre nella provincia della capitale i casi sono stati 498 e l’incidenza di 12,12 ogni 100mila abitanti.

“Non c’è epidemia tubercolotica, ma un’epidemia politica e mediatica”, ha concluso Fazio.
 

07 ottobre 2011
© Riproduzione riservata


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