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Governo. Tra Lega e M5S “intesa ad un passo”. Chieste altre 24 ore al Quirinale. Resta l’incognita Forza Italia, tra astensionismo e appoggio esterno. Se saltano le trattative, Mattarella è pronto a presentare il “suo” governo. Per Palazzo Chigi in pole Belloni

Ieri sera la frenata di Berlusconi su un possibile appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega, oggi cambia nuovamente lo scenario. Dopo un incontro tra Lega e 5 stelle stamane alla Camera l'intesa sembra ad un passo. Chieste altre 24 ore al Quirinale per trattare. Ma resta l'incognita Forza Italia ancora in bilico tra l'astensionismo "benevolo" ed un ancora possibile appoggio esterno. Se non dovesse arrivare la fumata bianca, Mattarella scenderà personalmente in campo annunciando i nomi del "suo" governo neutrale. In pole per Palazzo Chigi il segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni

09 MAG - "Silvio Berlusconi smentisce fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega. Dopo due mesi di tentativi per dare vita ad un governo espressione del Centrodestra, prima forza politica alle elezioni del 4 marzo, Forza Italia non può accettare nessun veto". È quanto si legge in una nota diramata ieri in serata dal leader di Forza Italia. Ma dopo solo qualche ora lo scenario sembra drasticamente cambiare, ancora una volta.
 
Dopo un incontro tra Lega e MoVimento 5 stelle stamane alla Camera, l'intesa per la nascita di un nuovo governo politico sembra davvero ad un passo. L'ultimatum del Quirinale sembra aver dato i suoi frutti. Lo spettro di elezioni in piena estate o la possibile nascita di un esecutivo tecnico hanno impresso un'accelerazione decisiva alle trattative. "Il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno informato la Presidenza della Repubblica che è in corso un confronto per pervenire ad un possibile accordo di governo e che per sviluppare questo confronto hanno bisogno di 24 ore", si legge in una nota del Quirinale.  

 
Resta invece ancora tutta da decifrare la posizione di Forza Italia. Il partito è ancora in bilico tra un astensionismo "benevolo", così come definito dal governatore della Liguria Giovanni Toti, ed un sostegno esterno magari, si è ipotizzato, con qualche ministro d'area. Anche se nelle ultime ore sembrerebbe prender piede l'ipotesi di un astensione da parte di FI. La scelta definitiva dipenderà dai nomi che andranno a comporre il governo e dai punti che verranno indiciduati nel programma. In ogni caso, le prossime ore saranno decisive per capire quali potranno essere le prossime mosse di Berlusconi.
 
In ogni caso, come sottolineato nel pomeriggio dallo stesso Salvini l'alleanza tra Lega e Forza Italia non verrà meno: "Qualsiasi cosa succeda nelle prossime 24 ore, l'alleanza del centrodestra non si romperà. Nelle prossime ore sentirò di nuovo Di Maio e anche  Berlusconi". 
 
In assenza di sviluppi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe scendere in campo in prima persona già domani in serata, annunciando l'affidamento dell'incarico a quella personalità da lui scelta per guidare il governo neutrale annunciato lo scorso lunedì. In pole per Palazzo Chigi il segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni
 
Belloni è stata direttrice generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero Esteri dal 2008 al 2013, nel governo Berlusconi IV e poi nel governo Monti. Poi è stata scelta come direttrice generale per le risorse e l’innovazione del ministero degli Esteri nei governi di Centrosinistra guidati da Enrico Letta e da Matteo Renzi. Nel 2015, quando Paolo Gentiloni era ministro degli Esteri, Belloni divenne capo di gabinetto della Farnesina; quando Gentiloni nel 2016 prese il posto di Renzi alla presidenza del Consiglio, Belloni venne nominata direttore generale degli ministero. Elemento da non sottovalutare sono i buoni rapporti tra il segretario generale della Farnesina ed il MoVimento 5 stelle.
 
Nelle intenzioni di Mattarella, questo dovrebbe essere il governo che guiderà il Paese fino alle prossime elezioni, da lui però auspicate solo nel 2019. Quella del Quirinale è sicuramente stata una scelta politica. Mattarella, infatti, valutata dopo oltre 60 giorni di trattative l'impossibilità di raggiungere una maggioranza parlamentare, ha deciso di non mantenere in vita il governo Gentiloni per gli affari correnti, dal momento che questo era espressione di una legislatura ormai chiusa e di una parte politica uscita sconfitta dallo scorso 4 marzo. Allo stesso modo, il Capo dello Stato ha preso la decisione politica di non dare un incarico pieno al leader del Centrodestra Salvini in assenza di adeguate garanzie su una possibile maggioranza parlamentare. Questo perché, anche in caso di sfiducia da parte delle Camere, l'esecutivo di Centrodestra sarebbe rimasto comunque in carica ed avrebbe così potuto vedersi attribuito un vantaggio giudicato improprio nel traghettare il Paese fino alle elezioni.
 
In ogni caso, rievocare un'operazione Monti sarebbe del tutto inappropriato. A differenza di quanto avvenuto nel 2011, in questo caso è stato lo stesso Mattarella ad annunciare a chiare lettere che questo governo di garanzia si farebbe immediatamente da parte "laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare".
 
In questo scenario anche il Partito Democratico non resta a guardare ma corre ai ripari, annuncia l'Assemblea per il prossimo 19 maggio e, tramite l'ex segretario Matteo Renzi, lancia pubblicamente la candidatura di Paolo Gentiloni a premier.
 
Di certo le prossime ore saranno decisive per capire se, ed in che modo, potrà nascere un governo politico che ne scongiuri uno tecnico e che tenga lontana l'ipotesi di un ritorno al voto a fine luglio.
 
Giovanni Rodriquez

09 maggio 2018
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