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Flat tax/2. Carnevali (PD): “Rischio sostenibilità Ssn pubblico e universale. Meno entrate comporteranno meno servizi”

"Mi sembra che l’obiettivo vero sia un altro: passare ad un modello il quale non può che poggiare su assicurazioni e risorse private, mettendo così in discussione il profilo pubblico e universale che fino ad oggi il nostro Ssn ha conservato con grandi risultati". Così la deputata dem commenta l'analisi di Quotidiano Sanità

14 MAG - "In attesa di vedere le caratteristiche di questo esecutivo tra Lega e 5 Stelle siamo molto preoccupati dei contenuti del contratto di governo di cui si sente parlare in queste ore, già emersi in campagna elettorale. A partire dalla Flat Tax, una tassa iniqua che metterebbe in serio pericolo la sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale". Così Elena Carnevali (PD), commenta l'analisi di Quotidiano Sanità.
 
"Al di là degli annunci di una riduzione delle tasse per tutti – continua Carnevali – siamo infatti di fronte ad un grande 'non detto'. Con un gettito fiscale inevitabilmente ridotto dalla tassa piatta, infatti, dove troveremo i soldi che servono a finanziare il Ssn (sostenuto da uno scarno 6,3 per cento del nostro Pil)? Per far fronte a questa riduzione si parla di un recupero dell’evasione che però è aleatorio, tutto da verificare e comunque insufficiente".
 
Secondo alcune stime con la Flat Tax (quella proposta dalla Lega era fissata al 15 per cento) si rischia un calo di 58 miliardi di euro rispetto al gettito Irpef attuale: uno studio del Fondo Monetario Internazionale sul tema ha concluso che in quasi tutti i paesi dove è stata adottata di recente la Flat Tax si è osservata una riduzione delle entrate per lo Stato dai redditi sulle persone fisiche. Questa cifra non potrebbe essere compensata dalla sola emersione dell'imponibile finora nascosto da evasione o elusione, stimato per quanto riguarda l’Irpef in circa 35 miliardi dalla relazione annuale sull’evasione del Mef. Di conseguenza, calerebbero le risorse disponibili per il finanziamento dei servizi pubblici, tra cui la sanità.

 
"Mi sembra dunque - commenta Carnevali - che l’obiettivo vero sia un altro: passare ad un modello il quale non può che poggiare su assicurazioni e risorse private, mettendo così in discussione il profilo pubblico e universale che fino ad oggi il nostro Ssn ha conservato con grandi risultati: secondo il rapporto 2017 dell’Ocse l’Italia è infatti tra i primi paesi per aspettative di vita, accesso alle cure e stili di vita salutari. Questa impostazione va nella direzione opposta a quella che vorremmo intraprendere: bisogna infatti aumentare gli investimenti, perché il nostro Sistema Sanitario è un patrimonio del paese, un bene da preservare con tutte le nostre forze".

14 maggio 2018
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