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Grillo alla prova dei vaccini

Poco più di un mese è trascorso dall’arrivo di Giulia Grillo alla guida del Ministero della Salute. Un tempo non sufficiente anche solo per fare un primo bilancio del suo operato, ma non troppo per non notare già alcuni segnali di cambiamento ravvisabili nelle sue prime mosse in materia di vaccini

08 LUG - È passato poco più di un mese dall’arrivo di Giulia Grillo sul più alto scranno di Lungotevere Ripa. Presto ovviamente anche per fare un primo bilancio del suo operato, ma non troppo presto per non notare alcuni segnali. Il primo fra tutti: isolarsi, come scelta, per fare piazza pulita dell'era Lorenzin.
 
Un isolamento voluto e cercato (nel più profondo spirito di cambiamento, secondo la vulgata M5S o dello spoil system, secondo i dettami della vecchia politica), che ha la sua foto emblematica nella conferenza stampa di qualche giorno fa in cui è stata presentata la nuova circolare sui vaccini.
 
Non una conferenza stampa qualsiasi, era la prima del Ministro nella sua nuova casa e per giunta su un tema sempre caldo come quello della legge sulle vaccinazioni obbligatorie, scelto proprio dalla Grillo per fare la sua prima, vera, mossa sulla scacchiera.
 
Sala strapiena o soli posti in piedi come si suole dire (c’erano anche dei no vax che hanno preso la scena facendo concludere anzi tempo il punto stampa ndr.) dove però non è stato difficile non notare l’assenza sia dell’Aifa che dell’Iss, insomma due enti sanitari pubblici (al cui interno lavorano migliaia di professionisti della salute) che in materia di vaccini qualcosa hanno da dire a prescindere dal management che li governa. Certo, la loro assenza non è proprio una sorpresa e nemmeno una novità (ogni nuovo Ministro desidera farsi affiancare da 'suoi generali e sue truppe', a maggior ragione dopo aver vinto le elezioni con un forte mandato popolare). 

 
Sull’Agenzia del farmaco è nota infatti la volontà del nuovo Ministro di fare un repulisti visto che gli attacchi sull’operato e la trasparenza dell’Agenzia sono sempre stati uno dei suoi cavalli di battaglia.
 
E anche l’assenza dell’Iss (che prima ha scritto una nota polemica sulla circolare e poi ha visto il suo presidente criticare il Ministro per aver diffuso dati errati, forse anche con una infelice battuta) denota come i rapporti con l’attuale presidente non siano proprio rose e fiori.
 
Insomma, l'impressione è che se Walter Ricciardi e Mario Melazzini si facessero da parte, la prima ad esserne felice sarebbe proprio la Grillo.
 
Certo, la Ministra non era proprio sola ma lo è in ogni caso sembrata. Accanto a lei c’era: il Ministro dell’Istruzione Marco Bossetti (che ha proferito pochissime parole e poi è stato in disparte per un’ora di conferenza) e il nuovo coordinatore del Tavolo degli esperti indipendenti sui vaccini Vittorio De Micheli. Ex Dg della sanità piemontese che ha ribadito le sue note e aspre critiche verso i redattori dell’ultimo Piano nazionale vaccini mettendone in dubbio la loro indipendenza.
 
E proprio la presenza e le parole di De Micheli non sono piaciute per esempio al Consiglio superiore di sanità, come ci ha scritto la presidente Roberta Siliquini in una lettera in cui ha evidenziato come sia “pericoloso” fare illazioni sulla presunta dipendenza dei membri del Css (che hanno partecipato alla stesura del Piano vaccini ndr.).
 
Ma se l’isolamento delle istituzioni sanitarie è stato palesemente voluto e non sorprende. A destare un po' di stupore è stata l’accoglienza degli operatori che è stata però tiepida (senza considerare i classici auguri di buon lavoro il giorno dell'insediamento): non una nota o un commento positivo per esempio sulla prima mossa operativa della Grillo.
 
Tra i sindacati dei pediatri e dei medici di famiglia (Fimp e Fimmg) filtra un forte malumore sia per il contenuto della circolare vaccini (che sdogana l’autocertificazione ma non è detto che semplifichi i passaggi burocratici tra famiglie, scuole e Asl e tuteli i bambini immunodepressi) che per le critiche al Piano nazionale che gli stessi medici hanno contribuito a realizzare.
 
La Fnomceo, stranamente, visto che interviene su tutto, non ha proferito una parola sui vaccini e anzi ha criticato la poca attenzione comunicativa del Ministro che ha condiviso sul profilo facebook una foto di un medico che prende una mazzetta che era stata utilizzata sul Blog delle Stelle per lanciare il Sunshine Act dei 5Stelle per una maggiore trasparenza nei rapporti tra gli operatori della salute e le aziende. Stessa critica è stata poi mossa anche dal principale sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao.
 
Gli infermieri e gli altri professionisti sono rimasti in silenzio e anche la politica, a parte la difesa d’ufficio del M5S in merito alla querelle con il presidente dell’Iss e la micro battuta del vicepremier Luigi Di Maio per lodare la circolare vaccini, non ha registrato reazioni particolari da parte degli alleati di Governo della Lega. Da notare, invece, come dall’elettorato del M5S le critiche via social sono state fortissime sulla circolare vaccini, rea di essere troppo morbida e di non togliere l’obbligo (per quello ci vuole una legge ordinaria che è già in cantiere come annunciato dalla stessa Grillo ma per cui ci vorrà del tempo e discussioni anche all'interno della maggioranza).
 
Anche dalle Regioni accoglienza fortemente critica (Toscana, Lazio ed Emilia Romagna su tutte). Si dirà, sono regioni guidate dal Pd. Ma parecchio glaciale e silente però sono state pure le reazioni di quelle regioni governate dai partner della Lega. Ha colpito, su tutte, il silenzio del Veneto.
 
Troppo presto, dicevamo per fare bilanci seri sui provvedimenti (il primo banco di prova sarà senza dubbio sulla Legge di Bilancio dove la neo ministra dovrà passare dalle parole ai fatti dopo aver annunciato la sua volontà di “non farsi commissariare dal Mef”) ma è chiaro che quell’immagine isolata di chi si prepara a fare piazza pulita e vuole cancellare il passato (tutto lecito e non nuovo per carità) non è passata inosservata.
 
Così come non si può negare la freddezza degli stakeholder e i malumori degli elettori pentastellati, aspetti sempre rischiosi e da tenere in considerazione per chi governa. Governo di cambiamento si dirà, ma tutto ciò (sia in termini di consenso, ma soprattutto per la nostra sanità) alla fine pagherà? Intanto, la settimana prossima c’è l’Assemblea nazionale di Farmindustria e la presentazione del Rapporto nazionale dell’Aifa sull’uso dei farmaci in Italia….
 
Luciano Fassari

08 luglio 2018
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