Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 22 OTTOBRE 2019
Governo e Parlamento
segui quotidianosanita.it

Le lacrime della ministra Fornero

La tensione di diciassette giornate di lavoro intenso può portare una signora alle lacrime. Non è sentimentalismo o fragilità, ma partecipazione e magari un po' di stanchezza. Si tratta “solo” di rivedere i codici comunicativi, con le loro declinazioni di genere

05 DIC - Dopo il lungo prologo di Mario Monti, la prima a prendere la parola nella conferenza stampa che spiega il decreto “salva Italia” è il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero.
 
Una scelta non dettata dalla cavalleria, ma dal ruolo centrale che ha in questa manovra la materia di cui si occupa la ministra, ovvero le pensioni.Una esposizione chiarissima e intensa, che indica le ragioni ispiratrici (“le pensioni devono venire non dallo Stato ma dal lavoro”), i principi generali (uniformità nel metodo di calcolo, equità “tra” e “entro” le generazioni), le misure messe in atto (innalzamento dell’età minima e della soglia di anzianità). Si percepisce che la neoministra sta tenendo insieme due esigenze: una intellettuale, quella di spiegare fino in fondo la logica delle scelte compiute, l’altra invece tutta politica, cioè farsi capire dalle persone, dalle donne e dagli uomini che aspettano di sapere cosa succederà nel loro futuro.

Deve spiegare anche perché hanno deciso la deindicizzazione delle pensioni, perché, insomma, perderanno potere d’acquisto anche in termini nominali. “Abbiamo dovuto chiedere un sacrificio …”, comincia, ma la voce si spezza e piange. Un po’ di imbarazzo tra i colleghi ministri sul palco, qualche ammiccamento tra i giornalisti. Monti interviene, spiega, sostiene.


Oggi le lacrime di Fornero saranno senz’altro tra le immagini più ciccate della lunga conferenza stampa, qualcuno citerà i coccodrilli e qualcun altro le accosterà al pianto di Livia Turco. Ci sarà chi sottolineerà l’emotività femminile, osannandola come un valore o preoccupandosene come di una debolezza.

La tensione di diciassette giornate di lavoro intenso può portare una signora alle lacrime. Non è sentimentalismo o fragilità, ma partecipazione e magari un po' di stanchezza. Si tratta “solo” di rivedere i codici comunicativi, con le loro declinazioni di genere.
 
Eva Antoniotti

05 dicembre 2011
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Governo e Parlamento

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy