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Mobilità sanitaria. Balduzzi alla Lega: “Giusto evitare distorsioni." E sul riparto: "Ci guiderà il federalismo"

Rispondendo a un’interrogazione di Laura Molteni (Lega) il ministro della Salute ha annunciato l’impegno del Governo per l’accelerazione degli accordi tra le Regioni per governare il fenomeno della mobilità. Riparto Fsn? Per Balduzzi la strada da seguire è quella del federalismo.

07 DIC - Question time alla Camera per il ministro Balduzzi, chiamato a rispondere a un’interrogazione della Lega sulla mobilità sanitaria e sulle conseguenze del flusso, soprattutto verso le regioni del Nord, che sta provocando la crescita dell’esposizione debitoria di molte realtà, soprattutto in Lombardia (769 milioni di esposizione) e Veneto (93,7 milioni). A margine del Question time, il ministro ha poi affontato il tema caldo del riparto del Fsn specificando come la strada da seguire sia quella del federalismo, anche se ha poi evidenziato come il 2012 potrebbe essere “un anno di transizione” in cui verranno applicate “le migliori prassi degli ultimi anni” per il riparto del Fsn. 

Ecco la risposta integrale del Ministro:

Signor Presidente, nel vigente Patto per la salute, anni 2010-2012 c'è un articolo, il 19, dedicato alla mobilità interregionale, che stabilisce che per conseguire un livello di appropriatezza nell'erogazione dei servizi di assistenza ospedaliera specialistica le regioni individuano strumenti adeguati per governare il fenomeno della mobilità sanitaria tramite accordi tra regioni confinanti; tali accordi sono in fase di definizione. Da parte mia, consapevole della rilevanza della questione, avvierò tutte le iniziative necessarie per accelerarne la conclusione; sinora solo pochi di questi accordi sono stati raggiunti.

Comunico anche che, come anticipato e ricordato dall'interrogante, la Conferenza delle regioni, in sede di autocoordinamento, in data 5 maggio 2011, ha adottato all'unanimità un documento per la rimodulazione tariffaria della cosiddetta TUC (Tariffa unica concordata per la mobilità sanitaria, ndr.).
Bene, è mio intendimento operare per ulteriormente prevenire comportamenti distorsivi della mobilità sanitaria, indotti da differenze tariffarie e da diversi gradi di applicazione delle indicazioni di appropriatezza, definite a livello nazionale. È un fenomeno, quello della mobilità sanitaria che muove dalla necessità di assicurare la portabilità del diritto, cioè la possibilità che i pazienti possano farsi curare anche in regioni diverse da quelle di residenza. Questo è un fatto positivo, bisogna evitare le distorsioni e quindi le captazioni artificiali da parte di questa o quella situazione e bisogna favorire una concorrenza che sia una competizione e che sia svincolata però da un problema di opportunità e di opportunismi. La consapevolezza che il Servizio sanitario nazionale è un'unica rete assistenziale integrata è quello che muove il nostro comportamento.
 
Comunico inoltre, che nuove prospettive saranno in proposito garantite in occasione dell'adozione del nuovo Patto per la salute, le cui procedure sono già state avviate. Da ultimo, ritengo opportuno segnalare che il Ministero è impegnato a promuovere e a sollecitare questo processo, affiancandosi e promuovendo l'affiancamento alle regioni da parte delle proprie strutture e di quelle degli organismi tecnico-scientifici. Infine, preciso che in sede di riparto annuale, viene assicurato già, sulla base dei risultati del penultimo anno precedente, un anticipo alle regioni in mobilità attiva che è corrispondentemente sottratto alle regioni in mobilità passiva.
 
 

07 dicembre 2011
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