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Manovra. Assobiotec boccia ultimi emendamenti su governace farmaco: “Inadeguati soprattutto su tetti di spesa e payback”

Il presidente Palmisano si scaglia contro gli ultimi emendamenti presentati ieri in Commissione Bilancio del Senato: “E’ indispensabile garantire un finanziamento adeguato alla domanda di salute, pena un sistema totalmente insostenibile e incapace di garantire l’accesso alle terapie appropriate. Non chiediamo nuove risorse ma almeno che quelle allocate vengano effettivamente utilizzate”.

19 DIC - “Dopo aver espresso un parere positivo a valle dell’incontro presso il Ministero della Salute e della presentazione della prima versione delle misure sulla spesa farmaceutica, è ancora più forte la delusione sulle revisioni presentate ieri dai relatori di parte governativa, Paolo Tosato (Lega) e Gianmauro Dell'Olio (M5S). Si tratta di emendamenti che riscrivono diversi commi sulla Governance del farmaco che non possiamo che definire negativi e totalmente inadeguati, con particolare riferimento alle modifiche previste in tema di tetti di spesa e al ripiano del payback”. Così Riccardo Palmisano Presidente di Assobiotec – Federchimica commenta le ultime proposte presentate in Commissione Bilancio del Senato.
 
E aggiunge: “Questi emendamenti, che tradiscono anche il metodo della condivisione che il Ministero sembrava aver voluto adottare, non fanno che acuire ulteriormente una situazione già critica e fortemente manchevole, confermando una grave situazione di sotto-finanziamento della spesa farmaceutica che ricade totalmente a carico dell’industria. Non solo, non si prende in minima considerazione il fatto che la dinamica di spesa prevista per i prossimi anni evidenzia un ulteriore crescente squilibrio fra finanziamento e domanda della spesa per gli acquisti diretti. Il risultato è un sistema che risulta del tutto insostenibile. E’ d’altro canto evidente che un sistema sotto-finanziato nella sua componente ospedaliera – proprio dove l’utilizzo dei farmaci è strettamente monitorato e dove vengono inseriti la maggior parte dei farmaci innovativi -  può determinare una pericolosa dinamica di comportamenti, tali da limitare l’accesso alle terapie appropriate da parte dei pazienti italiani.”

 
Conclude Palmisano: “Il sotto finanziamento strutturale della spesa per acquisti diretti comporta l’attivazione sistematica del meccanismo dei payback da parte dell’industria che di fatto si trova a dover coprire anche i costi derivanti da un inadeguato bilanciamento delle risorse, sostenendo il fabbisogno di salute dei pazienti italiani da settembre-ottobre in poi. Il payback non può e non deve rappresentare un meccanismo strutturale di un sistema sotto-finanziato, ma essere, come dichiarato dal Ministro stesso, una clausola di salvaguardia con carattere di eccezionalità. E’ per questo urgente pensare finalmente e responsabilmente ad una Governance che preveda un finanziamento adeguato ai fabbisogni per tutte le tipologie di farmaco e per tutti i canali di distribuzione. Non chiediamo nuove risorse ma almeno che quelle che appaiono allocate sulla spesa farmaceutica vengano effettivamente utilizzate. Non ha alcun senso attribuirne strutturalmente troppe da una parte: la spesa convenzionata, e troppo poche dall’altra: la spesa per acquisti diretti. Riteniamo che ci sia ancora tempo per tornare indietro rispetto ai citati emendamenti e per prevedere che, sentito il parere dell’AIFA, il Ministro della Salute, con proprio decreto, determini anno per anno l’ammontare dei singoli tetti. Questa la nostra proposta. Solo così si potrà intraprendere la strada giusta per rendere, il sistema equo, la spesa farmaceutica sostenibile e soprattutto in linea con le necessità dei pazienti”.

19 dicembre 2018
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