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Dl Semplificazioni. La protesta dei Giovani Medici (Sigm): “No alle scorciatoie per l’accesso ai corsi di mmg”

Il riferimento  a quanto previsto da un emendamento che, seocndo l’associazione, provocherebbe tra l’altro la creazione di due categorie di corsisti: quelli senza borsa, e quelli con borsa, con le conseguenti disparità di condizioni di accesso, di obblighi e di trattamento economico.

11 GEN - Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) sono contrari all’ipotesi contenuto nell’emendamento al Dl Semplificazioni dove si prevede che i Medici che abbiano ricevuto un incarico di almeno 12 mesi, anche non continuativi, nell’ambito delle funzioni convenzionali previste dall’ACN negli ultimi 10 anni ed entro il 31 dicembre 2018, acquisirebbero il diritto di frequentare in sovrannumero e senza borsa di studio il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, previo superamento di un non ben specificato Concorso di Ammissione al corso triennale e attraverso graduatoria riservata.
 
Secondo l’associazione questo provvedimento, se approvato, comporterebbe:
- una disparità nell’accesso alla Formazione in Medicina Generale tra coloro che hanno già lavorato nei settori della medicina regolati dall’ACN, che potrebbero accedere al Corso con un punteggio, nella prova concorsuale, inferiore rispetto a chi non ha mai lavorato in tali settori;

 
- la creazione di due categorie di corsisti: quelli senza borsa, e quelli con borsa, con le conseguenti disparità di condizioni di accesso, di obblighi e di trattamento economico;
 
- disagi nello svolgimento del tirocinio pratico previsto dal Corso a causa dell’inserimento dei sovrannumero e quindi dell’aumento esponenziale dei medici in formazione tenuti a svolgere le attività pratiche, con notevoli ricadute sulla qualità della formazione;
 
- un elevato rischio di contenziosi in sede di giustizia amministrativa sia perchè la direttiva europea n. 82/76/CEE prevede che la formazione deve essere retribuita, sia per la confusione generata da tale provvedimento, in particolar modo tra gli aspiranti Medici di Medicina Generale che al momento della pubblicazione delle graduatorie del Concorso di Ammissione ai CFSMG per il triennio 2018-21 avranno i requisiti previsti dal provvedimento e che al contempo si troveranno ad essere vincitori.
 
- una diffusa sensazione di sfiducia e di frustrazione tra gli attuali Medici in Formazione in Medicina Generale e tra quelli già formati, che hanno scelto di intraprendere questa strada tra le tante difficoltà economiche e le molteplici criticità formative e adesso vedono tutto ciò in cui hanno investito e creduto, svuotato di qualsiasi valore a causa di questo provvedimento che implicitamente contiene il gravissimo messaggio di una inutilità della Formazione in Medicina Generale.
 
“Tutto questo – sottolinea l’associazione - andrebbe ancora una volta a discapito della Formazione in Medicina Generale, che continuerebbe ad essere considerata soltanto come un obbligo burocratico e formale piuttosto che come una vera opportunità formativa”.
 
 
“L’unica nota positiva – concludono i giovani medici - è presente nel documento recante il parere approvato dalla Commissione Sanità del Senato al Decreto Semplificazioni, che si conclude con la seguente raccomandazione “nell'ambito della prefigurata revisione complessiva del sistema di Formazione Specifica in Medicina Generale, di cui all'Articolo 9, prevedere standard formativi di riferimento utili a garantire uniformità a livello nazionale e in linea con quanto previsto per ogni altra specializzazione medica in ambito accademico.
 
Il SIGM si auspica, dunque, che “i parlamentari che hanno mostrato  una sensibilità maggiore sul tema e che hanno a cuore la salute dei cittadini facciano di tutto per scongiurare l’ennesimo tradimento nei confronti di una formazione di qualità per i futuri Medici di Famiglia”.

11 gennaio 2019
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