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Grillo: “Regionalismo differenziato non penalizza il Sud”. E poi annuncia: “Stiamo valutando nuovi commissari in Campania e Lazio”. Intanto lunedì sono stati convocati i medici nella speranza che revochino lo sciopero


Intervista al Mattino per il Ministro della Salute che difende il progetto autonomista: “Non lasceremo indietro nessuno e se ci sarà bisogno di sostenere qualche Regione con risorse aggiuntive lo faremo”. Intanto lunedì pomeriggio sono stati convocati i sindacati della dirigenza medica e sanitaria per un confronto che ha come obiettivo quello di far revocare lo sciopero del 25 gennaio. Doccia gelata invece per De Luca e Zingaretti le cui poltrone di commissario sono sempre più in bilico.

19 GEN - Il regionalismo differenziato “non penalizza il Sud. L’obiettivo è quello di migliorare i servizi al cittadino”. È quanto afferma oggi il Ministro della Salute, Giulia Grillo in un’intervista al Mattino in cui torna a parlare del progetto autonomista dopo che in settimana ha avuto anche un incontro con il Ministro per gli Affari regionali Erika Stefani.
 
“Prendiamo la sanità – sottolinea Grillo - : abbiamo due livelli di valutazione, uno che riguarda le funzioni, l’altro lo spirito solidaristico tra Regioni richiamato dal Patto per la Salute. Sulle funzioni è assolutamente necessario superare quelle rigidità e quegli ostacoli che impediscono talvolta di assicurare servizi efficienti ai cittadini. È chiaro che non lasceremo indietro nessuno e se ci sarà bisogno di sostenere qualche Regione con risorse aggiuntive lo faremo”.
 
Il Ministro ha poi parlato anche dei medici (che sono stati convocati lunedì pomeriggio con l’obiettivo di far revocare lo sciopero del 25 gennaio).
“Conosco i motivi di queste preoccupazioni – ha precisato -. Intanto stiamo procedendo a una riforma complessiva della classe medica e cercheremo di farlo con un’adeguata programmazione, a cominciare dalle norme previste dal Dl Semplificazioni che favorisce l’assunzione di nuovo personale e interviene in maniera positiva nei percorsi di specializzazione e formazione. Inoltre, le nuove disposizioni prevedono che il medico, ancora in fase funzionalmente produttiva, che scegliesse di andare in pensione dal pubblico non potrà poi lavorare in strutture private. È chiaro che monitoreremo con costante attenzione il fenomeno ma il mantenimento dei servizi nella sanità pubblica non è e non sarà mai in discussione”.

 
Infine una battuta sui commissariamenti dove nonostante le richieste delle Regioni il Ministro Grillo sembra voler procedere a testa bassa. “La strada – ha detto - è quella di nominare nuovi commissari: sono in corso valutazioni e prenderemo una decisione che riguarderà Campania e Lazio”.

19 gennaio 2019
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