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Interrogazioni/2. Coletto su ospedale Terlizzi: “Su programmazione rete ospedaliera chiesto affiancamento Ministero”

"La Regione Puglia ha richiesto un affiancamento del Ministero della salute per la definizione del provvedimento unico di programmazione, più volte richiesto dai Ministeri affiancati. In tal senso, sono attualmente in corso interlocuzioni tra i competenti Uffici, al fine di poter effettuare ogni approfondimento che si renderà necessario". Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario alla Salute rispondendo in Commissione Affari Sociali ad un'interrogazione di Gemmato (FdI). 

25 GEN - "La Regione Puglia ha richiesto un affiancamento del Ministero della salute per la definizione del provvedimento unico di programmazione della rete ospedaliera, più volte richiesto dai Ministeri affiancati. In tal senso, sono attualmente in corso interlocuzioni tra i competenti Uffici, al fine di poter effettuare ogni approfondimento che si renderà necessario".
 
Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario alla Salute Luca Coletto rispondendo in Commissione Affari Sociali ad un'interrogazione di Marcello Gemmato (FdI), nella quale si chiedevano spiegazioni sulla riconversione e ridimensionamento delle unità operative e dei servizi offerti dall'ospedale Sarcone di Terlizzi (Bari).
 
Questa la risposta integrale di Coletto:
"Prima di affrontare la specifica questione segnalata dall'interrogazione in esame, occorre evidenziare che la Regione Puglia, con la Deliberazione di Giunta Regionale n. 53 del 23 gennaio 2018, ha approvato il Regolamento regionale di riordino ospedaliero, ai sensi del decreto ministeriale n. 70 del 2015, senza tuttavia recepire le prescrizioni del Tavolo per il monitoraggio dell'attuazione del decreto ministeriale n. 70 del 2015 del 17 luglio 2017 nonché quelle espresse nelle successive riunioni congiunte del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato Permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza.

 
Pertanto, i Ministeri vigilanti sono tuttora in attesa del provvedimento unico di programmazione contenente la rete ospedaliera regionale, la rete dell'emergenza-urgenza e le reti tempo-dipendenti, nonché di un cronoprogramma degli interventi per la riconduzione entro gli standard del decreto ministeriale n. 70 del 2015, in recepimento delle indicazioni impartite.
Con tale premessa si vuole, pertanto, evidenziare che gli elementi informativi relativi alla specifica questione sollevata dall'onorevole interrogante, di cui si darà conto di seguito, sono riconducibili – allo stato – alle sole determinazioni finora assunte dalla Regione Puglia.
 
Innanzitutto ricordo che l'Ospedale «Michele Sarcone» di Terlizzi insiste nella macro area territoriale della Provincia di Bari, dove risultano programmati due Dipartimenti di Emergenza-Urgenza e Accettazione (DEA) di II livello, n. 6 DEA di I livello (oltre il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano), e n. 3 strutture sede di Pronto Soccorso.
Nel citato Regolamento regionale, per l'Ospedale «Michele Sarcone» di Terlizzi viene programmata la riconversione in Presidio di «post acuzie» con possibilità di essere complementato con il modello assistenziale dei Presidi Territoriali di Assistenza (PTA).
Dalla tabella relativa alla macro area territoriale della Provincia di Bari, inviata dalla Regione Puglia unitamente al piano di riordino, ed articolata secondo il modello « hub e spoke», la Regione evidenzia che la programmazione è stata basata sulla valutazione dei volumi di attività svolti per l'emergenza, in termini di accesso ai Pronto Soccorso.
 
In particolare, la Regione ha precisato che nell'anno precedente la riconversione (anno 2015), l'Ospedale di Terlizzi ha effettuato complessivamente n. 12.779 accessi in Pronto Soccorso.
In merito al quesito relativo alle risorse statali destinate al presidio ospedaliero in esame, si evidenzia che attraverso due distinti accordi di programma (del 27 maggio 2004 e del 26 luglio 2007), lo stesso ha ricevuto due finanziamenti di euro 1.900.000,00 ciascuno a favore, rispettivamente, di interventi di «Messa a norma» e di «Fornitura apparecchiature medicali e lavori di adeguamento a norma».
Successivamente, nel 2016, la Regione Puglia, nell'ambito di un nuovo e complessivo documento di programma – da ultimo riformulato, a seguito delle valutazioni effettuate da questo Ministero nel dicembre 2018 – ha proposto la realizzazione del nuovo «Ospedale del Nord Barese», per un importo a carico dello Stato di euro 92.545.914,50, finalizzato ad assorbire l'Ospedale «Vittorio Emanuele II» di Bisceglie, l'Ospedale «San Pellegrino di Trani», l'Ospedale di Molfetta e – appunto – l'Ospedale di Terlizzi.

In merito a tale soluzione, la Regione ha inteso precisare che l'Ospedale di Terlizzi insiste in un territorio in cui sono attivi gli Ospedali di Molfetta e di Corato, e che le distanze tra tali strutture sono minime. 
Inoltre, l'Ospedale di Corato è dotato anche di Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, la cui attività negli anni ha registrato un numero di parti di gran lunga superiore ai 500 annui. 
Tale Ospedale è stato dunque individuato dalla Regione quale struttura ospedaliera di primo livello, mentre l'offerta assistenziale è stata ampliata con l'individuazione dell'Ospedale di Molfetta come struttura «di base» e dell'Ospedale di Terlizzi per il trattamento «post-acuzie». 
 
Nel nuovo disegno della rete dei servizi territoriali, i Presidi di Post Acuzie ed i Presidi Territoriali di Assistenza contribuiscono alla rifunzionalizzazione dei servizi distrettuali, in cui vengono concentrate tutte le attività utili alla copertura assistenziale nell'arco delle 12 o 24 ore. 
In esito alla riconversione delle strutture ospedaliere, la Regione Puglia ha individuato 4 Presidi di Post Acuzie e 29 Presidi Territoriali di Assistenza. 
I Presidi di Post Acuzie, oltre ad offrire i servizi dei Presidi Territoriali, possono rappresentare « hub» di reti a carattere regionale. 
I Presidi Territoriali di Assistenza costituiscono il nuovo modello di organizzazione dell'assistenza, che pone al centro il paziente, facilitandone l'accesso ai servizi sanitari e l'iter assistenziale complessivo. 
In essi il paziente riceve un trattamento sanitario che scaturisce dall'aggregazione e/o integrazione funzionale delle diverse componenti dell'assistenza territoriale, secondo livelli di complessità variabili in base ai fattori di comorbilità ed in coerenza con gli obiettivi di salute di cui alla legge regionale n. 25 del 2006. 
 
Quanto ai posti letto attivati nei Presidi di Post Acuzie per le relative tipologie di degenze ospedaliere (riabilitazione e lungodegenza), preciso che la loro quantità è stabilita nel Regolamento Regionale n. 7/2017. 
Nel ribadire, dunque, come le scelte assunte finora debbano essere ricondotte alla esclusiva responsabilità del livello di Governo regionale, sono tuttavia lieto di informare che di recente la Regione Puglia ha richiesto un affiancamento del Ministero della salute per la definizione del provvedimento unico di programmazione, più volte richiesto dai Ministeri affiancati. 
In tal senso, sono attualmente in corso interlocuzioni tra i competenti Uffici, al fine di poter effettuare ogni approfondimento che si renderà necessario".
 
Marcello Gemmato (FdI), replicando, ha segnalato che l'interrogazione da lui presentata prende spunto dall'audizione della Ministra della salute, Giulia Grillo, sulle linee programmatiche del suo dicastero, svolta presso le competenti Commissioni di Camera e Senato, nel corso della quale la Ministra aveva sottolineato l'esigenza di condurre un'efficace lotta agli sprechi in sanità. Date queste premesse, è indubbio, a suo avviso, che il ridimensionamento dell'Ospedale di Terlizzi sia in contraddizione con le ingenti risorse, pari a circa 13 milioni di euro, impiegate negli scorsi anni per modernizzarne le strutture, incluse le sale operatorie. La trasformazione dell'Ospedale in oggetto in una struttura per post-acuzie rappresenterebbe, quindi, un evidente spreco di denaro pubblico.

Ha dunque espresso dubbi rilevanti per quanto concerne la previsione di realizzare una nuova struttura ospedaliera nell'area sita a Nord di Bari, con uno stanziamento di oltre 90 milioni di euro, sottolineando che nella zona insistono diversi centri abitati di grandi dimensioni e che, pertanto, si corre il rischio di non poter erogare in tempi adeguati interventi atti a salvare la vita dei cittadini. Ha inoltre rilevato che non sono disponibili informazioni su quale sia l'area in cui dovrebbe sorgere tale struttura.
 
Nel valutare positivamente l'affiancamento della regione Puglia da parte del Ministero della salute, richiamato nella risposta, ha infine invitato il rappresentante del Governo a vigilare con la massima attenzione sulla situazione della rete ospedaliera pugliese e ad informare e coinvolgere i deputati eletti in quel territorio, nell'ambito di una logica costruttiva e collaborativa. 

25 gennaio 2019
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