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Grillo su tempi di intervento dei soccorsi: “Ministero in grado di assicurare omogeneità rete emergenza su tutto il territorio”

"Il Ministero della salute, attraverso i tavoli di monitoraggio e verifica è in grado di sviluppare un'azione di controllo e di impulso ai fini del miglioramento di tali reti a livello regionale e dello sviluppo in tutto il territorio nazionale, nonché di analizzare ogni eventuale "fatto nuovo" - sia esso determinato da nuove evidenze scientifiche o da circostanze quali quella rappresentata dall'interrogante". Così il ministro della Salute rispondendo al Senato a Briziarelli (Lega).

21 MAR - "Intendo assicurare che il Ministero della salute, attraverso i tavoli di monitoraggio e verifica del citato decreto ministeriale n. 70, è in grado di sviluppare un'azione di controllo e di impulso ai fini del miglioramento di tali reti a livello regionale e dello sviluppo in tutto il territorio nazionale, nonché di analizzare ogni eventuale 'fatto nuovo' - sia esso determinato da nuove evidenze scientifiche o da circostanze quali quella rappresentata dall'interrogante - in modo da predisporre ogni conseguente iniziativa che assicuri l'omogeneità dell'assistenza di emergenza-urgenza sul territorio nazionale".
 
Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, rispondendo oggi in Aula al Senato al question time di Luca Briziarelli (Lega) sui tempi di intervento nei soccorsi sanitari facendo riferimento a una sentenza del Consiglio di Stato relativa a un contenzioso tra una Asl e la Regione umbra e un Comune della stessa Regione a seguito della chiusura di un presidio ospedaliero e il conseguente lamentato allungamento dei tempi di soccorso in caso di emergenza. In particolare Briziarelli ha chiesto al Ministro se "non ritenga opportuno fornire un chiarimento interpretativo delle norme vigenti riguardo alla "golden hour" (ovvero il lasso di tempo fondamentale che condiziona in maniera determinante l'esito dell'intervento di soccorso dei mezzi impegnati nel servizio dell'emergenza-urgenza), in modo da chiarire in via definitiva le modalità relative agli interventi di emergenza-urgenza del servizio del 118".

 
Di seguito la risposta integrale di Grillo: 
 
"Signor Presidente, ringrazio il senatore interrogante perché, partendo da un episodio specifico, mi consente di fare chiarezza su una questione più generale, quella relativa agli interventi di emergenza-urgenza, che costituisce davvero un tratto qualificante per misurare l'efficienza del Servizio sanitario nazionale.
 
In tale ambito, bisogna dire subito che i tempi di intervento costituiscono un indicatore fondamentale per il monitoraggio del sistema.
La golden hour, tuttavia, non è l'unico parametro a cui è necessario riferirsi. Ricordo infatti che il concetto di golden hour è stato utilizzato, per la prima volta, nell'ambito dell'assistenza ai traumi, per i quali la tempestività dell'intervento sanitario influisce, senza alcun dubbio, sulle possibilità di sopravvivenza.

Occorre precisare che tale concetto, in ogni caso, non si riferisce esclusivamente all'intervallo temporale di sessanta minuti: esso, piuttosto, mira a garantire, più in generale, la migliore tempestività di intervento, che è individuata, con diverse declinazioni, nella definizione delle tre reti tempo-dipendenti previste dal decreto ministeriale n. 70 del 2015: la rete trauma, la rete infarto miocardico acuto (IMA) e la rete ictus.

Peraltro, l'obiettivo della tempestività non riguarda solo i tempi di percorrenza tra presidi sul territorio, ma va piuttosto parametrato sulla capacità di stabilire un primo contatto del paziente con operatori sanitari qualificati, se del caso anche in ambito pre-ospedaliero.
L'organizzazione delle reti tempo-dipendenti, così come previsto dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, tiene ovviamente bene in conto tali principi: essa, infatti, definisce il sistema organizzato per la gestione delle emergenze in modo che sia garantita l'integrazione dei sistemi di intervento di emergenza-urgenza con il territorio e con gli ospedali organizzati a diversa complessità assistenziale.

La stessa sentenza citata nell'interrogazione, peraltro, riafferma con chiarezza questo principio, in quanto precisa che i tempi di percorrenza debbono essere valutati non solo in relazione ai presidi sul territorio, ma anche in relazione alla dislocazione e alla funzionalità del Servizio del 118.
Fatte queste precisazioni, e ritenuto, dunque, che la sentenza del Consiglio di Stato non imponga la necessità di adottare ulteriori chiarimenti interpretativi, ne deriva che per assicurare davvero la tempestività dell'assistenza nel campo dell'emergenza-urgenza, il compito del Ministero della salute è ben più complesso di quello che deriva dalla mera analisi dei tempi di percorrenza tra presidi sul territorio.

Proprio sulla base di questa consapevolezza, intendo, allora, assicurare che il Ministero della salute, attraverso i tavoli di monitoraggio e verifica del citato decreto ministeriale n. 70, è in grado di sviluppare un'azione di controllo e di impulso ai fini del miglioramento di tali reti a livello regionale e dello sviluppo in tutto il territorio nazionale, nonché di analizzare ogni eventuale "fatto nuovo" - sia esso determinato da nuove evidenze scientifiche o da circostanze quali quella rappresentata dall'interrogante - in modo da predisporre ogni conseguente iniziativa che assicuri l'omogeneità dell'assistenza di emergenza-urgenza sul territorio nazionale".
 
In sede di replica, Luca Briziarelli si è dichiarato parzialmente soddisfatto per la risposta. "Sono ovviamente soddisfatto per il riconoscimento della valenza nazionale del tema e per tre aspetti in particolare. Il primo: si riconosce la valenza scientifica della golden hour; addirittura si va oltre, dicendo che il tempo di intervento è fondamentale, ma non sufficiente. Secondo punto: prendo atto dell'aspetto relativo alle dotazioni, che costituiscono una nota fondamentale in questo senso. Infine, ovviamente mi fa piacere la disponibilità, attraverso i tavoli, a valutare il caso di specie e le eventuali novità".

"In questo senso, vorrei sottolineare che, delle due, l'una: o c'è un'interpretazione, non voglio dire errata, ma parziale, che peraltro, nel fatto di specie, tiene conto di una documentazione da parte della Asl, che fornisce i tempi relativi - ripeto - alla presenza sul posto e non alla partenza, superando quindi anche i tempi di novanta minuti per il raggiungimento degli hub e non solo dei sessanta minuti della vicinanza per il primo intervento; oppure i criteri interpretativi sono da cambiare perché in contrasto, di fatto, con i principi costituzionali già riconosciuti dal Tar e che il Consiglio di Stato prende in considerazione, relativamente al diritto supremo alla salute per quanto riguarda l'emergenza-urgenza. Mi riservo, quindi, di fornire al Ministero tutta la documentazione affinché sia esaminata nei tavoli", conclude.

21 marzo 2019
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