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Nomine in sanità. M5S: “Rescindere il legame con la politica”. Presentato emendamento a Dl Calabria in attesa di approvare Ddl su materia: “Scelta Dg in base a graduatoria di merito”

In una conferenza stampa il Movimento rilancia il Ddl Castellone per dare una stretta alle nomine dei manager sanitari e per accelerare propone anche un emendamento al Dl Calabria su cui è in corso l’iter di conversione in legge. Di Maio: “Basta nomine politiche in Sanità”. Grillo: “Si tratta di un tema che non può più essere rinviato”. Sileri: “Ora le nomine si faranno in base al merito”. IL TESTO DELL'EMENDAMENTO

14 MAG - “Stop al legame tra politica e nomina dei manager della sanità”. Il Movimento 5 Stelle insiste sulla questione e oggi in una conferenza stampa ha rilanciato le sue proposte di modifica alla normativa del 2017 che ha istituito l’Albo nazionale dei manager. Sulla scia dello scandalo sanità in Umbria il Movimento ha deciso di accelerare. Nella scorsa settimana è stato infatti calendarizzato in commissione Igiene e Sanità il Ddl Castellone (alla Camera c’è invece il Ddl Nesci sempre sulla materia).
 
Ma non solo, i pentastellati hanno anche annunciato la presentazione di un emendamento al Decreto legge Calabria (su cui è iniziato l’iter di conversione in Legge) che accelera sulla questione e introduce la misura per cui la scelta del direttore generale da parte del Presidente di regione non sarà più discrezionale ma correlata ad una graduatoria e quindi al merito, sulla base di requisiti che siano coerenti con l’incarico da attribuire (vedi tutti gli emendamenti di maggioranza presentati al Dl Calabria).

 
“È oggi più che mai urgente rescindere il legame tra la politica e le nomine dei dirigenti sanitari: il controllo della politica sulla sanità è infatti un tema urgentissimo che, nonostante i numerosi scandali anche recenti, continua ad essere rimandato dai decisori politici”. Ha detto il ministro della Salute, Giulia Grillo. La sanità, “è un settore di altissima corruzione; per questo l'autonomia delle Regioni deve essere bilanciata dalla possibilità dello Stato di controllare e sanzionare le Regioni stesse, ma ciò oggi non è possibile e non esiste uno strumento normativo che consenta allo Stato di far valere tali principi”.
 
“I cittadini - ha detto - mi pregano di intervenire ma i poteri che ha lo Stato verso le Regioni inadempienti sono fortemente limitati, come è emerso nel caso dello scandalo in Umbria in relazione alla necessità di sostituzione dei vertici sanitari. Il tema del controllo della politica sulla sanità è urgentissimo e, nonostante i ripetuti scandali politici sulla sanità continua ad essere sempre rimandato e molto ignorato dalla politica stessa. Nell'ultimo anno abbiamo avuto ben due presidenti di Regione, in Basilicata e in Umbria, coinvolti in scandali legati alla sanità. È un settore ad altissima corruzione e serve rescindere il legame con la politica. Un emendamento al decreto Calabria interverrà da subito sulle nomine dei direttori, perché oggi gli strumenti sono insufficienti".

Il disegno di legge (Castellone ndr.) sulle nomine sulla dirigenza sanitaria “che presentiamo oggi - ha chiarito Grillo - modifica il decreto legislativo dell'agosto 2016 (poi modificato ed entrato in vigore nel 2017 ndr.), sempre in materia di nomine sanitarie, nella direzione di una maggiore trasparenza. Questo ddl parte da quanto previsto dal contratto di governo. Si tratta di un tema che non può più essere rinviato perché per noi l'obiettivo di rescindere il legame tra politica e sanità è assolutamente prioritario”. E poi il Ministro parla pure dell'emendamento al Dl Calabria: "Non diciamo di scegliere il primo in graduatoria ma di rendere trasparenti i punteggi dei candidati. Il presidente potrà scegliere anche il candidato con il punteggio più basso ma dovrà giustificare la scelta".
 
“Ci aspettiamo una risposa dalla Lega nel pomeriggio su questo emendamento che toglie le mani della politica dalla sanità”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio che poi ha evidenziato come il disegno di legge per le nomine della dirigenza sanitaria “va approvato entro l'anno. Bisogna intervenire sui vertici e sono necessari dei meccanismi basati sul merito”.
 
L'obiettivo, ha chiarito Maria Domenica Castellone, capogruppo M5S in commissione Sanità e prima firmataria del ddl, “è proprio allontanare la politica della sanità. Per questo si prevedono nuovi e diversi criteri di nomina dei direttori generali, sanitari e amministrativi” rispetto al decreto legislativo 171 del 2016. La proposta M5S, spiega, “prevede che i direttori generali siano scelti dall'elenco di soggetti idonei istituito presso il Ministero della Salute. La selezione sarà fatta da una commissione di 5 membri individuati per sorteggio da un elenco nazionale di commissari aggiornato ogni due anni”
 
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, il quale ha sottolineato come rispetto alla precedente legge, “ora le nomine si faranno in base al merito spezzando la dipendenza dalla politica. Renderemo le nomine più trasparenti e migliori. Oggi - ha rilevato - si nominano i dirigenti sanitari sulla base di un albo, ma non basta: con questo ddl ci sarà anche un albo dei commissari chiamati a scegliere i candidati e che verranno sorteggiati. I direttori generali della sanità - ha concluso - saranno inoltre valutati nel loro lavoro in itinere e saranno rimossi se necessario. I recenti scandali, dall'Umbria alla Campania, dimostrano che qualcosa deve cambiare e dobbiamo andare inoltre la legge 171 del 2016”.

 

14 maggio 2019
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