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Inquinamento. Governo e Regioni firmano il Protocollo ‘Aria pulita”. Sul piatto 400 milioni di euro

Obiettivo del protocollo quello di ridurre le emissioni inquinanti. Cinque i punti d’azione principali, dalla mobilità alle nuove fonti di energia rinnovabile. Conte: “Dobbiamo dimostrare all’Europa e al mondo, che l’Italia è in prima fila nel rispetto delle regole sull’inquinamento”. Costa: “Oms stima 80 mila morti all’anno causate da smog, numeri che dobbiamo azzerare”. Grillo: “Lotta a inquinamento si vince insieme”. IL PROTOCOLLO

04 GIU - L’inquinamento è un problema che costa al sistema sanitario in Europa 70 miliardi di euro. Per contrastare un nemico silenzioso che riduce la qualità della vita, del pianeta e corrode il sistema sanitario, oggi a Torino su iniziativa del Ministero dell’Ambiente è stato firmato il piano “aria pulita” nell’ambito del Clean Air Dialogue. Un piano d’azione della durata di 2 anni articolato in 5 ambiti diversi, con un fondo per il controllo dell’inquinamento atmosferico da 400 milioni di euro all’anno. “Dobbiamo dimostrare all’Europa e al mondo, che l’Italia è in prima fila nel rispetto delle regole sull’inquinamento” ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Italia che è stata sanzionata dalla Commissione Europea con due procedure di infrazione, per aver sforato di gran lunga il materiale particolato PM10 e il biossido di azoto.
 
“Oggi - ha detto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa - abbiamo firmato un piano d’azione operativo e agiremo collaborando tra Ministri, con le regioni e le province coinvolte” che poi ha aggiunto: “L’Oms stima 80 mila morti all’anno causate da smog, numeri che dobbiamo azzerare”. Anche il Ministro della Salute Giulia Grillo tra i firmatari dell’accordo ha sottolineato quanto “l’inquinamento ambientale sia un fattore di rischio per la salute”. Soddisfazione anche da parte del Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini che ha dichiarato: “E’ un segnale importante che il fondo  di 400 milioni servirà anche a sviluppare accordi tra Stato e le regioni, per orientare la lotta all’inquinamento in base alla diversità del territorio nazionale”.

 
"Oggi ho preso atto - ha affermato in conferenza stampa il commissario europeo all'Ambiente Karmenu Vella - di quanto l'Italia stia prendendo seriamente la questione. Ogni anno muoiono 400 mila persone a causa dell'inquinamento. Solo in Italia 60 mila, con ingenti danni economici, ambientali e agricoli. Come Commissario all'ambiente è questa la mia priorità: un'aria più pulita grazie agli sforzi di tutti i Paesi".
 
Presenti all’incontro anche il Ministro ai Trasporti Danilo Toninelli e i sottosegretari all’Economia Laura Castelli e allo Sviluppo Economico Davide Crippa e il sindaco di Torino Chiara Appendino.
 
 
Cosa prevede il protocollo:
 
Il piano opera in cinque ambiti diversi, uno trasversale e quattro tematici, e coinvolge più ministeri, regioni e province. I ministeri coinvolti sono: Ambiente, Economia, Mise, Mit, Politiche agricole e Salute.
 
Le azioni previste dal piano per migliorare l’aria avranno un ambito trasversale che coinvolge tutti i Ministeri, le regioni e le province firmatarie del programma. Gli obiettivi da raggiungere da tutte le parti nell’ambito d’intervento 1 sono:
 
- Razionalizzare i sussidi ambientali dannosi;
- Razionalizzare le risorse del fondo da 400 milioni di euro, sviluppando accordi tra Stato, Regioni e Province autonome con la finalità di ridurre l’inquinamento atmosferico;
- Informare i cittadini entro 90 giorni dall’entrata in vigore del protocollo tramite un sito istituzionale, aumentando la possibilità di controllare i rischi per la salute che derivano dall’inquinamento.
 
Oltre alla cooperazione di tutte le parti in modo trasversale, quattro saranno gli ambiti di intervento destinati ai diversi ministeri:
- Ambito d’intervento 2: consiste nell’abbattere le emissioni di ammoniaca e limitare di bruciare i residui vegetali.  
 
- Ambito d’ intervento 3: riguarda il tema della mobilità e prevede di limitare la circolazione di auto nei tratti extraurbani, controllare le aree a traffico limitato, classificare i veicoli elettrici ibridi e incentivare la mobilità elettrica disincentivando contemporaneamente i veicoli inquinanti.
 
- Ambito d’intervento 4: riguarda il riscaldamento civile, si riducono le emissioni inquinanti di biomasse nei sistemi di riscaldamento domestico, incentivando gli impianti a fonte rinnovabile.
 
- Ambito d’intervento 5: prevede la riduzione di impianti alimentati a carbone
 
Vari settori coinvolti e parti, per un progetto che ribadisce inoltre la necessità di uscire dal carbone, che per l’Italia è prevista nel 2025.
 


 

 
F. R.

04 giugno 2019
© Riproduzione riservata

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