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Sunshine act. Commissione Sanità al Senato verso approvazione del testo senza emendamenti

A meno di sorprese, il provvedimento dovrebbe essere approvato dalla XII Commissione di Palazzo Madama nel testo già licenziato dalla Camera. Solo FI e LeU presentano emendamenti. E ieri, all'avvio della discussione, anche il PD conferma di ritenere "soddisfacente" il provvedimento nel testo arrivato da Montecitorio.

17 LUG - Il Sinshine act, la proposta di legge che introduce obblighi di trasparenza dei dati di interesse collettivo nei rapporti tra le imprese produttrici e gli operatori sanitari, viaggia verso un approvazione senza emendamenti in Commissione Sanità al Senato. Solo FI e LeU presentano proposte di modifica. E ieri, all'avvio della discussione sugli emendamenti, anche il PD dichiara che il proprio Gruppo "condivide le finalità e l'impostazione del disegno di legge in discussione, tenuto conto che esso si pone in continuità con analoghe iniziative adottate in materia di trasparenza nel corso della passata legislatura", evidenziando di non aver presentato proposte emendative, ritenendo "soddisfacente il testo licenziato dalla Camera".
 
Di contro, non sono mancate ieri critiche al testo da parte di Forza Italia. Prima Maria Rizzotti, nel suo intervento, ha spiegato come sia necessario ancora contemperare le misure in materia di trasparenza con i principi di proporzionalità e di rispetto della riservatezza, "senza indulgere a formule che potrebbero apparire demonizzanti nei riguardi degli operatori del settore sanitario". In proposito, ha rilevato l'opportunità di ulteriori interventi migliorativi, oltre a quelli già posti in essere durante l'esame della Camera dei deputati. In particolare, ha auspicato che le attività di formazione non vengano "penalizzate da obblighi di pubblicità oltremodo stringenti e che le informazioni frutto del monitoraggio non siano indicizzabili su motori di ricerca generalisti".

 
Successivamente Paola Binetti ha rimarcato la necessità di non rendere difficoltosa la partecipazione agli eventi formativi e segnalato che occorrerebbe rivedere alcuni valori-soglia previsti dal testo in esame ai fini dell'assoggettamento a pubblicità (come quello previsto dall'articolo 3, comma 1, lettera a)), che "appaiono ridicolmente bassi". La senatrice di FI ha poi sottolineato che occorre contrastare il cosiddetto turismo congressuale "senza impedire le attività di formazione e con la minore compressione possibile del diritto alla riservatezza".
 
A questo punto, a meno di sorprese, il provvedimento dovrebbe viaggiare sui binari di una rapida approvazione senza emendamenti, evitando il ricorso ad un esame in terza lettura alla Camera.
 
Giovanni Rodriquez

17 luglio 2019
© Riproduzione riservata


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