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Vaccini. Ministero Salute ribadisce necessità “obbligo flessibile”. Il Pd: “Governo ondivago”


Il sottosegretario Bartolazzi rispondendo ad un’interrogazione del Pd ribadisce che “il Governo, ritiene che un elemento di flessibilizzazione della normativa sia irrinunciabile e denoti che la scelta legislativa a favore dello strumento dell’obbligo ovvero della raccomandazione, così come previsto dal DDL di iniziativa parlamentare, sia fortemente ancorata al contesto e possa essere oggetto di diversa valutazione al mutare di esso”.

26 LUG - “Il Governo ha adottato tutte le iniziative di competenza in materia di prevenzione vaccinale, ivi incluse specifiche campagne di comunicazione, per accrescere la consapevolezza dell’utilità delle vaccinazioni”. A dirlo è il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi rispondendo ad un’interrogazione del Pd in Affari sociali che chiedeva all’Esecutivo di chiarire le sue Linee di intervento in tema di obbligo vaccinale.
 
“Ribadisco – ha rimarcato il sottosegretario - che non sussiste contraddizione tra l’obbligo vaccinale e lo strumento programmatorio per eccellenza in materia, basato sulla raccomandazione, in quanto il Piano Nazionale vigente e il decreto-legge n. 73 del 2017, come già detto, condividono il comune obiettivo di prevenzione, pur essendo il frutto di due approcci differenti”.
 
La risposta integrale del sottosegretario Bartolazzi.
Ritengo innanzitutto opportuno evidenziare che i dati relativi alle coperture vaccinali, appena pubblicati dal Ministero della salute, rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale attuazione sul territorio.

Tali dati – si badi bene – sono relativi a tutte le vaccinazioni contemplate dal Calendario vaccinale allegato al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019, che, com’è noto, persegue quale obiettivo prioritario la tutela della salute di tutta la popolazione, inclusi i soggetti fragili.
 
Essi, peraltro, saranno incrociati con quelli dell’Anagrafe nazionale – istituita finalmente da questo Governo – che, a regime, conterrà la registrazione di tutte le vaccinazioni effettuate anche nella popolazione adulta/anziana: ciò al fine di poter calcolare, in maniera puntuale, le coperture vaccinali non solo per i bambini e per gli adolescenti, come avviene adesso, ma anche per ulteriori coorti di popolazione.
 
È con il Piano, dunque, prima ancora che con la decretazione d’urgenza del 2017, che sono stati declinati gli obiettivi da perseguire in materia di prevenzione vaccinale, inclusi quelli di copertura vaccinale, nella consapevolezza che l’efficacia delle vaccinazioni può essere perseguita anzitutto mediante interventi formativi ed educativi mirati – in relazione ai quali è stato, infatti, definito e recentemente rinnovato anche un accordo tra il Ministero della salute e il MIUR.
 
Inoltre, con specifico riferimento al morbillo, comunico che il nuovo Piano per la sua eliminazione, destinato ad applicarsi fino al 2023, sarà a breve condiviso con le regioni. Ancora: è stato ricostituito ed è operativo il Gruppo Tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG), che, in conformità alle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riunisce attorno allo stesso tavolo esperti, istituzioni e società scientifiche per mantenere vivo il dialogo e il confronto sulle vaccinazioni.
 
Pertanto, è chiaro che questo Governo ha adottato tutte le iniziative di competenza in materia di prevenzione vaccinale, ivi incluse specifiche campagne di comunicazione, per accrescere la consapevolezza dell’utilità delle vaccinazioni.
 
Ciò premesso, ribadisco che non sussiste contraddizione tra l’obbligo vaccinale e lo strumento programmatorio per eccellenza in materia, basato sulla raccomandazione, in quanto il Piano Nazionale vigente e il decreto-legge n. 73 del 2017, come già detto, condividono il comune obiettivo di prevenzione, pur essendo il frutto di due approcci differenti.
 
In tale ottica, non posso che confermare la bontà della soluzione che fonda il disegno di legge attualmente in discussione al Senato, che consente al decisore pubblico di riconsiderare la scelta effettuata a favore della raccomandazione ovvero dell’obbligo, confermando, da un lato, la bontà di uno strumento di programmazione condiviso con le regioni, qual è il Piano Nazionale, dall’altro lato, la possibilità di introdurre l’obbligo, quando, alla luce dei dati epidemiologici disponibili e delle conoscenze scientifiche, si ritenga di dover rafforzare la cogenza degli strumenti di profilassi vaccinale.
 
Peraltro, un rilievo al valore della dinamica evolutiva propria delle conoscenze medico-scientifiche, è rinvenibile nello stesso decreto-legge n. 73 del 2017, che ha previsto, all’articolo 1, comma 1-ter, un sistema di monitoraggio periodico suscettibile di sfociare nella cessazione della obbligatorietà di alcuni vaccini.
 
In conclusione, questo Governo, così come la Corte costituzionale, ritiene che un elemento di flessibilizzazione della normativa – da attivarsi alla luce dei dati emersi nelle sedi scientifiche appropriate – sia irrinunciabile e denoti che la scelta legislativa a favore dello strumento dell’obbligo ovvero della raccomandazione, così come previsto dal DDL di iniziativa parlamentare, sia fortemente ancorata al contesto e possa essere oggetto di diversa valutazione al mutare di esso.
 
La replica della deputata Elena Carnevali (PD). La deputata si dichiara “parzialmente soddisfatta della risposta, evidenziando l’atteggiamento ondivago del Governo, che solo recentemente sembra avere scartato l’ipotesi di eliminare l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso agli istituti scolastici. Nel ricordare che il Piano nazionale vaccini costituisce uno strumento previsto oramai da molti anni, invita ad assumere come unico criterio quello dell’evidenza scientifica nel caso in cui s’intenda valutare l’opportunità di trasformare, per alcune vaccinazioni, l’obbligo in raccomandazione. In ogni caso, condizione necessaria per ipotizzare tale passaggio è quella di avere servizi adeguati e di svolgere campagne informative efficaci, tenendo inoltre un comportamento lineare, diversamente da quanto accaduto durante i primi sei mesi dell’esperienza di Governo dell’attuale maggioranza”.

26 luglio 2019
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