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Governo. Nel PD è scontro tra correnti. Prosegue il braccio di ferro tra Gelli e Topo per il ruolo di sottosegretario alla Salute

Il nome dell'ex presidente della Commissione Sanità della Regione Campania, Raffaele Topo, è uscito con forza ieri sera. L'esponente campano è vicino al ministro della Difesa Guerini, ed esponente di Base riformista (Lotti-Guerini). Forte invece il pressing da parte dell'area renziana sull'ex responsabile sanità del partito, Federico Gelli. Dirottando Gelli su Roma, Renzi libererebbe il campo per la candidatura unica di Giani per il PD per le regionali 2020. Ma c'è battaglia per tentare di non inserire il nome di Gelli tra quelli in quota renziana

11 SET - Atteso per domani il Consiglio dei Ministri con l'assegnazione delle deleghe per i ruoli di sottosegretari e viceministri. Per legge, il governo non può essere composto da più di 65 membri e, al momento, l'esecutivo giallo-rosso, tra premier ministri e sottosegretario alla presidenza, conta 23 esponenti. Vi è dunque la possibilità di procedere a 42 nuove nomine.
 
Come anticipato nella giornata di ieri, appare quasi certa la 'promozione' di Giorgio Trizzino per il MoVimento 5 Stelle, in sostituzione dell'attuale sottosegretario pentastellato Armando Bartolazzi. L’ex Direttore dell’Ospedale Civico di Palermo, deputato della Commissione Affari Sociali della Camera, ha lavorato nell'ultimo anno presentando, a sua prima firma, un disegno di legge in tema di farmacie che punta a modificare quanto previsto dalla legge sulla concorrenza del 2017. La norma attualmente in vigore prevede la possibilità per ciascuna società di capitali di possedere fino al 20% delle farmacie presenti a livello regionale. Con questo disegno di legge, invece, Trizzino punta a far sì che "i soci rappresentanti almeno il 51 per cento del capitale sociale e dei diritti di voto, debbano essere farmacisti iscritti all'albo o società interamente detenute da farmacisti iscritti all'albo". Questo allo scopo di assicurare, nella compagine sociale e quindi nella vita societaria, un maggior peso decisionale ai soci farmacisti professionisti rispetto agli altri soci.

 
Sempre a sua prima firma, sono stati presentati altri due disegni di legge: uno sulla riorganizzazione del Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici; e l'altro la diagnosi e la cura delle immunodeficienze congenite e l'assistenza delle persone che ne sono affette.
 
Ma se per il M5S la partita sembra ormai chiusa, ben diversa è la situazione interna al PD. Al Nazareno, nelle ultime 48 ore, si sta portando avanti una vera e propria 'guerra' tra correnti che coinvolge anche il Ministero della Salute. 
 
In pole resta al momento Federico Gelli, ex responsabile Sanità del PD e 'padre' della legge sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale del personale sanitario. Sul suo nome si stanno spendendo molto, anche in queste ore, i deputati 'renziani'. I motivi dietro al pressing sul nome di Gelli sono legati a questioni riguardanti le prossime elezioni regionali in Toscana. Al momento, in corsa per le primarie ci sarebbero lo stesso Federico Gelli e l'attuale presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Quest'ultimo è considerato il candidato 'forte' sul quale si è speso in prima persona lo stesso Matteo Renzi. Da qui il tentativo dei 'renziani' di dirottare Gelli su Roma in modo da evitare il ricorso alle primarie e poter lanciare da subito la candidatura ufficiale ed unitaria del PD su Giani. In questo modo, inoltre, si tenta di far valere anche il fattore territoriale: Gelli potrebbe rappresentare quella Toscana che, pur avendo un forte peso specifico al Nazareno, si trova oggi scarsamente rappresentata nel governo Conte II.
 
Il 'nodo' resta, però, quello legato alle correnti: i 'renziani', che puntano ad uscire con due o tre nomine domani da Palazzo Chigi, starebbero spingendo per inserire la candidatura di Gelli in quota 'zingarettiana' in modo da non togliersi uno dei pochi posti messi a loro disposizione.
 
A pesare in positivo sul piatto di Gelli ci sarebbero poi i buoni rapporti con l'attuale inquilino di Lungotevere a Ripa, Roberto Speranza, che vedrebbe nell'ex parlamentare toscano un nome a lui molto gradito.
 
Di contro, ieri in serata, è iniziato a circolare con prepotenza il nome di Raffaele Topo. L'attuale deputato della Commissione Finanze della Camere, ed ex presidente della Commissione Sanità del consiglio regionale della Campania, è uomo vicino all'attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini ed esponente regionale di punta dell'area Base riformista del PD (area Guerini-Lotti). Portano la sua prima firma la legge regionale sull'erogazione di farmaci a base di cannabinoidi, considerata tra le migliori a livello regionale, così come la legge su prevenzione randagismo e quella sull'autismo poi bloccata per il commissariamento della Regione.
 
Sia Gelli che Topo provengono inoltre dalla Margherita e rappresentano quell'area cattolica, vicina a posizione democristiane, che sembrano essere il trait d'union di tutte le nomine registrate fino ad oggi per questo nuovo esecutivo giallo-rosso.
 
Giovanni Rodriquez

11 settembre 2019
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